Utente 169XXX
Buonasera,
A seguito di un infarto mio padre è stato soccorso e messo in coma farmacologico dal quale si è svegliato dopo 5 giorni. Oggi, al sesto giorno, i medici ci hanno comunicato che i parametri sono migliorati, i medicinali quali tolti del tutto e che le lesioni alla corteccia supposte molto gravi in realtà sono minime.
In questo momento è ancora intubato per respirare, ma il cuore batte da solo e riesce a muovere le gambe e le braccia. Apre e chiude gli occhi ma non riesce a tirare fuori la lingua.
I medici si dicono stupiti e fiduciosi della sua ripresa anche se presenta le coronarie parzialmente ostruite per le quali sarà necessario un intervento in futuro.
Volevo chiedere, da profano, se dopo tutti questi miglioramenti ci può essere una regressione e un ritorno al coma, oppure se si è sulla buona via per una lenta e graduale guarigione.

Grazie.

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[#1] dopo  
Dr. Stelio Alvino
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Buonasera, un infarto generalmente non necessita di coma farmacologico però suppongo, dal suo racconto, che in seguito a tale evento ischemico cardiaco vi sia stato un arresto cardiocircolatorio che è stato ripreso per tempo tanto che il presunto danno cerebrale sta assumendo delle connotazioni molto più ridotte del previsto.
Per l'evento critico superato NON vi possono essere delle "regressioni" dal punto di vista cerebrale vista anche la rapida ripresa, salvo complicazioni nel decorso in Rianimazione di altra natura, tuttavia la condizione coronarica è tale che comunque suo padre rimane a rischio di una recidiva infartuale che potrebbe replicare un evento simile.
Almeno finché su quelle coronarie non si intervenga, come già previsto, al fine di garantire un flusso sanguigno corretto.
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 169XXX

Iscritto dal 2010
Grazie mille per le delucidazioni!!
[#3] dopo  
Utente 169XXX

Iscritto dal 2010
Buonasera. Dopo una settimana di miglioramenti continui oggi mio padre rispondeva bene, ha detto il medico, tanto che volevano provare a stubarlo. Verso le 4 del pomeriggio però si è agitato molto e la pressione è salita coi batti a 150.
Lo hanno sedato e la febbre ha cominciato a salire fino a 39.
Noi eravamo li perchè orario di visite e il medico ci ha detto che non hanno capito come mai si comporta così. Bisogna avere pazienza.
Infine ci hanno informato che gli è stata somministrata della tachipirina per far scendere la febbre.
Il medico ci ha assicurati che non si tratta di un problema al cervello o al cuore.
Volevo chiedere se questo è un comportamento normale o se è una regressione e ci si può aspettare il peggio.

Grazie.
[#4] dopo  
Dr. Stelio Alvino
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Buonasera, premettendo un dato importante che è quello relativo al fatto che a distanza e coi limiti telematici è difficile potersi esprimere con precisione non conoscendo i dati clinici di suo padre, posso però dirle che trovo "normale" una eventualità di questo tipo.
Lei però non mi ha precisato se l'ipotesi dell'arresto cardiaco post infarto c'è stata in realtà.
Ovviamente il rapido recupero neurologico di suo padre ha determinato la sospensione della sedazione con l'eventualità dell' estubazione. Ma se il paziente è completamente sveglio mal tollera il tubo per cui o si procede con la rimozione di questo o ovviamente lo stato di agitazione aumenta.
La presenza di picco febbrile potrebbe far sospettare che vi sia una infezione (forse delle vie respiratorie) in atto per cui prima di rimuovere il tubo si deve essere estremamente sicuri che non vi siano complicanze polmonari (ad esempio una polmonite) che non renderebbero duratura l'estubazione. Il mio consiglio è quello che non bisogna avere fretta in questa fase del ricovero e avere molta pazienza. Abbiate fiducia nel lavoro dei colleghi, accontentiamoci per ora di questo precoce recupero neurologico dopo l'evento critico.
Si rimane a disposizione per ogni ulteriore delucidazione.
Saluti
[#5] dopo  
Utente 169XXX

Iscritto dal 2010
Le sono estremamente grato per la celerità della risposta esaustiva che mi ha tranquillizzato.
L'arresto cardiaco non c'è stato, e i danni celebrali supposti all'inizio non sembrano esserci.
Il dottore ha parlato di "miracolo", sia per i tempi di risveglio che per i danni "contenuti" finora rilevati.
La cosa certa è che c'è una infezione polmonare al 99%, e questo è il motivo della febbre (di fatto ce l'ha sempre avuta anche dopo il risveglio e solo oggi era arrivato a 37° per poi appunto aumentare di nuovo. L'unica differenza è che i giorni scorsi era sveglio e rispondeva agli stimoli mentre oggi il ricorso alla sedazione mi ha un po' agitato).
Altra certezza è l'intervento alle coronarie che si renderà necessario dopo il definitivo risveglio e recupero perchè sono parzialmente ostruite.

Cordiali saluti.
[#6] dopo  
Utente 169XXX

Iscritto dal 2010
Buonasera,
stasera sono andato a trovare mio padre come ogni giorno. Il medico dice che stamattina rispondeva ai comandi verbali (muoveva bene arti e lingua) ma persiste ancora una difficoltà respiratoria del 50% perciò domani gli toglieranno il tubo e faranno una tracheotomia.
Spero che riuscirà a parlare o almeno dire Si e NO.
Questi gli ultimi aggiornamenti.
Ringrazio ancora per le risposte!
[#7] dopo  
Dr. Stelio Alvino
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Buonasera. La tracheotomia permetterà di svegliare completamente suo padre, togliendo la eventuale sedazione ancora presente per tollerare il tubo. Ciò determinerà due dati vantaggiosi: migliorare la ventilazione per via della riduzione del lavoro muscolare respiratorio, avere una maggiore collaborazione del paziente per quanto riguarda l'impegno a respirare autonomamente. Insomma una "chance" terapeutica in più...
Nello stesso tempo garantire ancora una sicura gestione delle vie aeree in caso di eventuali problematiche, permettendo ugualmente l'uso del ventilatore se ancora necessario, finché il quadro infettivo polmonare non sarà completamente regredito.
Anche una maggiore prontezza di riflessi e lucidità permetterà a suo padre di essere più vigile e collaborante. Per questo il vostro aiuto come familiari dovrà essere sempre quello di tranquillizzarlo, parlandogli, e di essere propositivi e ottimisti a favore di una rapida guarigione.
Dopo la tracheotomia abbiate la pazienza di attendere il tempo necessario allo smaltimento completo della sedazione, non avverrà immediatamente.
La avverto però che con la tracheo non potrà ancora parlare perché il passaggio dell'aria dalle corde vocali è bypassato e quindi la fonazione ne è impedita anche se comprendendo meglio quello che gli viene detto potrà farsi ugualmente capire anche semplicemente annuendo o meno a domande semplici.
Cordiali saluti.