Utente 321XXX
Gentili Signori Medici, mio fratello, studente di 27 anni, temperamento ansioso e lievemente ipocondriaco, lamenta da circa due mesi un acufene persistente all'orecchio dx insorto in un periodo di stress pre-esame, ma più precisamente a seguito di alcune sessioni di nuoto in vasca cui seguirono un'otite con otalgia e febbre.
In seguito a esame Otorinolaringoiatrico che diede esito negativo (ogni parametro è nella norma) gli viene prescritta una RM dell'encefalo. Cito testualmente:

"In corrispondenza della regione postero-laterale del talamo destro si osserva isolata area di sfumata e disomogenea iperintensità in T2e e Flair, di morfologia ovoidale ed a margini alquanto definiti, senza apprezzabile significativa restrizione della diffusività nè nuclei emosiderinici contestuali. Reperto isolato e di significato aspecifico, meritevole di rivalutazione RM con contrasto."

Alla successiva risonanza, questa volta con mezzo di contrasto l'areola non mostra modificazioni del segnale, ovvero non si impregna, elemento giudicato positivo dai radiologi. Alla mia domanda se potesse esserci un legame tra il reperto RM e l'acufene persistente, che sembra sparire nei momenti di distrazione per poi ricomparire in quelli di "quiete", il radiologo mi è sembrato escluderlo, ritenendo che il reperto talamico fosse una coincidenza occasionale. Ma a questo punto domando a voi Specialisti, è proprio da escludere un nesso tra l'acufene e l'areola evidenziata dalla RM (sulla cui natura è necessario approfondire)?
Mio fratello sembra sereno e non lamenta problemi a parte l'acufene che va e viene a seconda delle situazioni: per ora è il suo umore a risentirne: esce poco, tende a isolarsi, passando il tempo su google in cerca di possibili eziologie al suo "problema" e terapie, col solo risultato di caricarsi ulteriormente. Grazie per la vostra attenzione.

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[#1] dopo  
Dr. Edoardo Bernkopf
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Gentile Paziente, credo che quello che dicono i Colleghi Otorinolaringoiatri, ai quali si è già rivolto, cioé che "gli acufeni sono la loro tomba" rappresenti in qualche modo la realtà nel senso che si tratta di una patologia molto ostica al trattamento.
Vale forse la pena di prendere in considerazione una possibilità spesso trascurata.
L'acufene può essere un sintomo di una disfunzione dell'Articolazione Temporo Mandibolare (ATM) : se infila i suoi mignoli nei meati acustici esterni con i polpastrelli verso l’avanti, e muove la mandibola, si renderà conto dell'intimo rapporto fra Articolazione Temporo Mandibolare e orecchio, e di come tale rapporto possa essere potenzialmente traumatico, a seconda che lo stop determinato dall'intercuspidazione dentaria fermi la rotazione all’indietro che il condilo compie quando si chiude la bocca. Questo infatti può avvenire correttamente se il morso è normale, o troppo tardi se il morso è profondo o la mandibola è all’indietro (retrusa). Quando la mandibola è biretrusa il problema tende ad essere bilaterale, quando é (o è anche) laterodeviata, il problema è monolaterale o prevalente da un lato.
Il conflitto con il condilo mandibolare può riguardare anche la Tromba di Eustachio, e partecipare a sostenere il problema anche per questa via.
Purtroppo l'acufene, se non la tomba, è di certo la bestia nera non solo degli Otorinolaringoiatri, ma anche dei dentisti che si occupano di ATM, perché individua un punto di probabile non ritorno di questo aspetto della disfunzione ATM. Ovviamente quanto sopra non si riferisce a tutti gli acufeni: se c'è di mezzo , ad esempio , un trauma acustico, il discorso non vale (il che è anche peggio per quanto riguarda la prognosi). Anche se l'acufene è monosintomatico , di solito il discorso non vale: è difficile che la disfunzione ATM provochi SOLO un acufene e non altri sintomi. La invito quindi a considerare se compaiono anche altri sintomi di disfunzione ATM (cefalea, cervicalgia, dolore auricolare e all'ATM, rumori articolari con i movimenti della mandibola, vertigini, russare notturno con apnee, ostruzione nasale ecc.), e di valutare la qualità dell'acufene: costante o con momenti di silenzio ( questo aspetto é per ora favorevole nel caso di suo fratello), intensità sempre uguale o variabile, tempo di insorgenza . Tenga infine presente che il trattamento prevede l’applicazione di una placca intraorale di riposizionamento mandibolare, opportunamente conformata ad hoc, simile ad un bite, da portarsi 24 ore al giorno (pasti esclusi) per un tempo congruo a poter trarre qualche conclusione sull’efficacia di questo trattamento (almeno 6 mesi, ma per l’acufene può essere necessario più tempo). In questi casi è importante valutare il risultato della terapia sugli altri sintomi eventualmente riferiti.
Le suggerirei di dare un'occhiata agli articoli linkati qui sotto, nell'ipotesi che lei possa riscontrarvi elementi di somiglianza con il suo problema.
Cordiali saluti ed auguri.

http://www.medicitalia.it/minforma/gnatologia-clinica/1348-acufeni-disfunzioni-articolazione-temporo-mandibolare-atm.html

http://www.medicitalia.it/minforma/Gnatologia-clinica/1898/Ceruminosi-e-tappo-di-
[#2] dopo  
Utente 321XXX

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Gentile Dr. Bernkopf, mi scusi se rispondo su una vecchissima discussione, ma conosce qualche collega con le sue stesse competenze, a Napoli? grazie.
[#3] dopo  
Dr. Edoardo Bernkopf
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Buongiorno e....bentornato. Non é possibile fare nomi per le regole del sito.
Se crede, trova l''elenco e i recapiti degli esperti di questo sito a questa pagina:
http://www.medicitalia.it/specialisti/gnatologia-clinica

Cordiali saluti ed auguri.