Utente 331XXX
Salve e buon lavoro.
sono un uomo di 29 anni.
nel 2007 a seguito di rinite , colanaso occhi gonfissimi ("borse" quasi viola), ho scoperto di essere allergico. Fatte le prove "classiche", sono risultato allergico un po'' a tutto: graminacee, polvere ,ulivo, pelo degli animali, polline.
Ho seguito il vaccino sublinguale per 4 anni sotto controllo medico. Devo dire che tali allergie si sono molto desensibilizzate. In particolare gli occhi non si gonfiano e arrossano quasi piu''. Prendo Kestine Lio solo nel mese di Aprile / Maggio solitamente e non ho alcun problema. Da qui pero'' una curiosita'': si puo'' essere intolleranti al caffe'' o all'' alcool? Mi spiego meglio. Ogni qualvolta bevo un caffe'' ho una reazione di profonda agitazione, dopo pochi minuti dall'' assunzione. Non è il classico effetto leggermente euforizzante del caffe'', ma sfocia in dei veri e propri attacchi di panico dove regna confusione mentale e fame d'' aria. Per quanto riguarda l'' alcool, mi capita che bevendo anche solo 2 bicchieri di vino o 2 birre al momento non ho reazioni di alcun tipo, ma all'' indomani ho nuovamente ansia e confusione. Esistono degli esami in tal senso che si possono fare ? E'' spiegata scientificamente questa cosa o potrebbe essere una "fissa" del cervello?!
Grazie anticipatamente.
P.S: una mia amica ha avuto una reazione ad un caffe'' molto potente addirittura svenuta ed in ospedale le hanno "diagnosticato" una "intolleranza"


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[#1] dopo  
156628

Cancellato nel 2015
Il Suo caso appare giustificato dalla Sua personale sensibilità all'effetto "farmacologico" della caffeina e dell'alcool, come ha ben illustrato il collega in http://www.medicitalia.it/consulti/Psichiatria/392607/Alcool-panico-ed-ansia .
Potrebbe essere dunque inquadrato tra le forme di intolleranza che si instaurano a causa dell'esistenza di un altro problema, nel Suo caso (se ho capito bene) un disturbo dell'umore con panico.
Non esistono esami in grado di confermare una diagnosi di intolleranza come questa.
La terapia consiste fondamentalmente nel trattamento della condizione patologica sottostante e nella limitazione - fino all'evitamento, se necessario - del consumo degli alimenti/sostanze in questione.
Saluti,