Utente 338XXX
a seguito di una ecografia sovrapubica. per un problema all'addome, mi sono stati trovati dei calcificazioni all'interno della prostata. Premetto che sono completamente asintomatico ( ho avuto un infezione della prostata 13 anni fa guarita con successo e mai più ripresentatasi). Possono dare dei problemi in futuro queste calcificazioni?
o visto che sono asintomatiche rimarranno tali?

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[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

le calcificazioni riscontrate indicano semplicemente che lei in passato ha avuto una infezione della prostata.

Se poi desidera avere altre notizie più dettagliate su tali problematiche urologiche ed andrologiche a livello della ghiandola prostatica, le consiglio di consultare, se non ancora fatto, anche gl’articoli, pubblicati sempre sul nostro sito, visibili agl'indirizzi:

http://www.medicitalia.it/minforma/urologia/1784-prostatiti-croniche-attuali-considerazioni-diagnostiche-terapeutiche.html

http://www.medicitalia.it/minforma/urologia/200-malattie-prostata-stili-vita-prevenzione-nuove-indagini.html,

http://www.medicitalia.it/salute/prostata .

Un cordiale saluto.

[#2] dopo  


dal 2014
grazie per la risposta
queste calcificazioni possono portare problemi in futuro,
tipo predisporre ad infezioni?
possono creare impotenza?


[#3] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Nessuna delle patologie temute possono essere scatenate da queste "vecchie calcificazioni".

Cordiali saluti.
[#4] dopo  


dal 2014
grazie per la risposta, ma naviganti su internet ho trovato addirittura uno studio che associa le calcificazioni al deficit erettile, la cosa mi terrorizza, cosa ne pensa lei?
e' vero che nelle calcificazioni si annidano i batteri e per cui e' impossibile sterilizzarle?
scusi se le faccio tutte queste domande ma sono molto confuso.
le riposto lo studio che ho trovato su med line:

cosa ne pensa?

A Prospective Study on Association of Prostatic Calcifications with Sexual Dysfunction in Men with Chronic Prostatitis/Chronic Pelvic Pain Syndrome (CP/CPPS).
Zhao Z1, Xuan X, Zhang J, He J, Zeng G.
Author information

Abstract
INTRODUCTION:
Chronic prostatitis/chronic pelvic pain syndrome (CP/CPPS) is a common debilitating condition of unclear etiology. Sexual dysfunction is an important component of the clinical phenotype of CP/CPPS. Patients often have prostatic calcifications, but a link to sexual dysfunction is unknown.
AIM:
The aim of this study was to evaluate the association of prostatic calcifications with sexual dysfunction in this condition.
METHODS:
A total of 358 males with CP/CPPS were consecutively enrolled, and a prospectively maintained database of these patients was analyzed. Calcifications were diagnosed using ultrasound imaging of the prostate. Symptom severity was measured using the National Institutes of Health Chronic Prostatitis Symptom Index (CPSI). Sexual dysfunction was evaluated using the validated 15-item International Index of Erectile Function (IIEF-15) questionnaire and 5-item Premature Ejaculation Diagnostic Tool scales. The variables were compared between patients with prostatic calcifications and those without using the Student's t-test, Wilcoxon unpaired test, or chi-square test.
MAIN OUTCOME MEASURE:
Logistic regression models were developed to explore a possible association between prostatic calcifications and sexual dysfunction.
RESULTS:
Measurable calcifications in the prostate were found in 175 (48.9%) of the 358 patients. Patients with calcifications were more likely to have higher white blood cell counts or positive bacteria cultures in their prostatic fluid, longer symptoms duration, and lower scores for the total IIEF-15, IIEF-erectile function, and IIEF-intercourse satisfaction domains (P&#8201;<&#8201;0.001 for each). However, the scores for CPSI, premature ejaculation, and IIEF-orgasmic function, IIEF-sexual desire, and IIEF-overall satisfaction domains were identical between men with and without calcifications (P&#8201;>&#8201;0.05 for each). Furthermore, logistic regression analyses revealed that intraprostatic calcification is significantly associated with self-assessed erectile dysfunction (ED) (odds ratio:3.632, 95% confidence interval: 2.405-5.822, P&#8201;<&#8201;0.001).
CONCLUSION:
Our results showed that prostatic calcifications are significantly associated with the presence of ED in CP/CPPS males. Zhao Z, Xuan X, Zhang J, He J, and Zeng G. A prospective study on association of prostatic calcifications with sexual dysfunction in men with chronic prostatitis/chronic pelvic pain syndrome (CP/CPPS). J Sex Med **;**:**-**.
© 2014 International Society for Sexual Medicine.
[#5] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Unico lavoro pubblicato che non ha ancora ricevuto alcuna altra conferma.

Ancora cordiali saluti e cerchi di non navigare troppo in internet si rischia di naufragare ed annegare in un bicchiere d'acqua!
[#6] dopo  


dal 2014
grazie per la risposta.
un ultima domanda,e' vero che se una persona che ha le calcificazioni ha una infezione alla prostata rischia di infettarle (in quanto si annidano dentro le calcificazioni i batteri) e poi e' impossibile sterilizzarle?
oppure con una dose di antibiotici forti si posonno sterilizzare?
[#7] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

le ripeto che le calcificazioni, a livello della ghiandola prostatica, sono un reperto ecografico molto frequente, comune e presente in circa l'80% degli uomini che non hanno alcun sintomo o problema attuale se non una pregressa e risolta infiammazione della prostata.

Comunque lei mi ha dato lo spunto per valutare più attentamente lo studio prospettico, da lei citato, condotto da alcuni ricercatori dell'Università cinese di Guangzhou, e le mie conclusioni su tale ricerca le può trovare in questa news che può, senza furie, consultare a questo link:

http://www.medicitalia.it/news/4615-calcificazioni_infiammazioni_della_prostata_e_deficit_erettivi.html

Ancora un cordiale saluto.


[#8] dopo  


dal 2014
scusi dottore, non ho capito lei avvalora questo studio, oppure in base alla sua esperienza personale e' un scettico?
quante delle persone da lei trovate con calcificazioni senza sintomi?
[#9] dopo  


dal 2014
hanno deficit erettile
?
[#10] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

ho la sensazione che lei abbia qualche difficoltà nella lettura oppure nella comprensione di quello che le viene scritto.

Una volta si diceva che: "non c'è miglior sordo di chi non vuole sentire!".

Quando si scrive: "Questo è un primo lavoro che però non è ancora un dato clinico conclusivo che deve ancora essere verificato e confermato con altre ricerche mirate e più corpose.", non si avvalora nulla ma si prende atto di questa isolata osservazione e si aspettano ulteriori verifiche e studi più "mirati e corposi".

Al secondo quesito, quando scrivo: "che le calcificazioni, a livello della ghiandola prostatica, sono un reperto ecografico molto frequente, comune e presente in circa l'80% degli uomini che non hanno alcun sintomo o problema attuale se non una pregressa e risolta infiammazione della prostata." , vuol dire che ho visto moltissimi uomini con problemi erettivi e con calcificazioni ma anche moltissimi uomini con calcificazioni a livello della prostata e senza alcun problema sessuale, tanto meno a livello dell'erezione. Quindi fino ad ora questa correlazione non mi era mai sembrata significativa; da ora in poi, alla luce di questo studio, valuterò, in modo più stretto, anche questa prospettiva.

Detto questo poi ho la sensazione che lei invece sia già naufragato, se non ancora annegato, in un bicchiere d'acqua a causa di questa ricerca, al momento unica ed isolata!

Ancora un cordiale saluto.
[#11] dopo  


dal 2014
Dott. Beretta grazie per la disponibilità
Mi sembra di capire che non sono le calcificazioni a causare i problemi erettivi, ma bensì i sintomi o luts causati dalla prostaitite batterica. Per cui in assenza di sintomi prostatici non ci può essere una correlazione.infatti l' articolo parlava di persone con calcificazioni ma con sintomi prostatici evidenti .. E questo si collega con il suo articolo luts e deficit erettile che ho avuto modo adesso di leggere.

Poi ultima domanda, poi non la disturberò più. , le calcificazioni possono predisporre a infezioni in quanto i batteri possono annidarsi dentro la prostata?

E se si si posso sterilizzare con gli antibiotici oppure rimarranno infette a vita?
Scusi se le faccio tutte queste domande ma mi sono imbattuto su una ricerca su internet ed ho trovato un mondo di informazioni ma che purtroppo non essendo un medici non ho la capacità di filtrare.
Grazie ancora per la disponibilità e la ringrazio di cuore in anticipo.
[#12] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Avere avuto un prostatite è già un fattore di rischio per eventuali recidive, calcificazioni sì calcificazioni no; mai utilizzare antibiotici a sproposito soprattutto quando non si ha la sintomatologia di una infiammazione della prostata recidiva, segua invece percorsi dietetico-comportamentali virtuosi ed atti a prevenire una eventuale recidiva; per questo si rilegga i miei articoli, presenti sul sito, e già a lei indicati.

Cordiali saluti.

P.S.: Non lanci poi altri post analoghi con "copia-incolla" sul nostro sito con utenze diverse!!!
[#13] dopo  


dal 2014
Buon giorno dr Beretta
lei sostiene che Avere avuto un prostatite è già un fattore di rischio per eventuali recidive.
Poi mi ha consigliato di leggere i suoi post precedenti e da una ricerca ho visto che in sue diverse risposte SOSTENEVA IL CONTRARIO
FACCIO COPIA INCOLLA

Una infiammazione acuta della prostata, quando superata, non rappresenta un fattore di rischio per più facili recidive se lei ha seguito attentamente tutte le indicazioni ricevute a suo tempo dal suo urologo.

http://www.medicitalia.it/consulti/archivio/323156-domanda_per_andrologo_beretta.html

e poi
una infiammazione della prostata, avuta 9 anni fa e non più ripresentatisi, non predispone in modo significativo ad una recidiva, cioè non aumenta la "predisposizione ad avere altre prostatiti"
fonte:
http://www.medicitalia.it/consulti/archivio/351756-alla_c_a_del_dr_beretta.html

come mai adesso sostiene il contrario?
[#14] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore,

vedo che allo staff è sfuggito questo suo ennesimo post in cui ripresenta sempre le stesse tematiche; comunque io le ripeto, ancora una volta e per l'ennesima volta, che lei ha una caratteristica di fondo che è quella di non saper leggere bene ed in modo corretto quello che noi si scrive; focalizzi per bene ed attentamente quello che si è scritto:
- non si hanno recidive "se il paziente ha seguito attentamente tutte le indicazioni ricevute a suo tempo dal suo urologo"!
- Non si ha una predisposizione "in modo significativo (non assoluto) ad avere una recidiva se l'infiammazione si è presentata 9 anni fa e non si è poi più ripresentata"!

Cordiali saluti.