Utente 933XXX
Salve,ho 44 anni e mio marito 47,da ottobre 2013 ha avuto un improvviso calo della libido e di conseguenza problemi erettivi,quindi a marzo di quest'anno ho affrontato il problema.Dopo la mia insistenza, si è recato dal suo medico che con accurata visita ed esami specifici non ha riscontrato alcun problema fisico ne endocrino (testosterone, corticotropina e prolattina,e psa ok),ma ha ravvisato un problema di tipo depressivo e non comunque inerente nello specifico a problemi fra noi due,ma a situazioni passate .A questo punto il medico ha consigliato un ciclo di Levitra ,ma dopo 1 mese ancora mio marito non si decide a prendere queste famigerate pillole dell'amore per paura di incorrere in un fallimento e quindi di sentirsi senza via di uscita in sostanza!!A questo punto la mia pazienza ,oltre che alla mia autostima e il mio equilibrio psichico sta andando a farsi friggere;premettendo che è contrario a psicanalisti,sessuologi oltre che alla cura ,volevo chiedere come devo comportarmi con lui:ho usato la dolcezza, la comprensione e tutto quello che può servire per farlo sentire rassicurato sul mio appoggio per il problema che dobbiamo affrontare,ma mi da l'impressione che oltre che al mio cedimento (7 mesi che non abbiamo rapporti ) lui si sforzi ben poco!Spesso mi butta lì che vorrebbe provare ad avere rapporti ,ma poi si traduce in un niente di fatto,ossia neanche ci prova,scatenando in me una profonda delusione e smarrimento!!!Vorrei capire dove sto sbagliando,e se c'è un percorso verso il quale devo indirizzarmi perchè sono al limite !!Ah,se può essere utile,è venuto fuori che lui non prova nessun stimolo sessuale,neanche per le belle ragazze che vede per strada ad esempio,cosa che fino alla scorsa estate diceva di provare,e di conseguenza sviluppava le fantasie a sfondo erotico che adesso invece mancano,come se fosse asessuato .....
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[#1] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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Cara Utente,va da se che suo marito rifiuti di accettare un disagio che,viceversa,a questo punto,andrebbe gestito in tandem tra un esperto andrologo ed uno psicosessuologo che coinvolga anche la partner femminile.Il rifiuto di assumere il farmaco proerettile,legato al timore di un ulteriore fallimento,non é comprensibile e rafforza la necessità di ricorrere alla strategia proposta precedentemente.Ipotizzerei anche una porno dipendenza da web,frequente in questi casi o la presenza invadente di altra partner...Va da se che le ipotesi siano provocatorie e vadano confermate o smentite da terzi.Cordialità.
[#2] dopo  
Dr. Diego Pozza
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cara lettrice,

credo che sostanziale sia il problema " lei interessa ancora a suo marito ?" se si allora suo marito dovrebbe andare a consultare uno specialista andrologo a cui prospettare i motivi per cui non si sente attratto o non sente di avere una erezione valida avvicinandosi ad una donna che gli interessa. Se ci sono problemi ormonali si può fare una terapia sostitutiva, Se ci fossero problemi fisici, vascolari, si potrebbe utilizzare qualche prodotto (viagra, cialis, levitra) che consentirebbe di avere una erezione accettabile anche a pazienti con patologie vascolari-
Provi magari a rompere il computer di casa. Ci sono maschi che si possono "consumare" per una eccessiva dipendenza dal websex e che si sentono assolutamente "spenti" con la loro "troppo normale" donna
Credo proprio che debba imporsi in questa situazione, provi inizialmente,con la dolcezza
cari saluti