Utente 345XXX
Gentili Dott.ri,
Mio marito, 52 anni, è stato operato per un adenocarcinoma del cieco ( emicolectomia dx in laparoscopia) in data 15/04/2014. Dopo quattro giorni dall'intervento il decorso operatorio è stato considerato nella norma e mio marito è stato dimesso, al quinto giorno però è salita la febbre a 38.3 e i medici hanno deciso di ricoverarlo nuovamente per fare indagini sulle causa di tale temperatura. Hanno dunque scoperto una suppurazione della ferita, trattata con medicazioni e drenaggi giornalieri per tre giorni al termine dei quali è stato nuovamente dimesso con l'indicazione di tornare all'ospedale per la medicazione dopo due giorni. Nel frattempo si è ripresentata la febbre e in fase di medicazione un ematoma è stato asportato e le restatnti ferite drenate. Ieri gli è stato inoltre somministrata una cura antibiotica con AUGMENTIN ( 3 pastiglie al di) e VAGYLEN ( 4 pastiglie al di) che ha iniziato da un giorno. La ferita è meno dolorante ma la febbre non accenna ad andarsene: volevo sapere se è normale che un'infezione richieda cosi tanto tempo per guarire? Loro hanno escluso una infezione interna ( pur non avendo eseguito alcuna TAC) ma questa febbre persistente non potrebbe essere sintomo di una infezione più importante? Sono molto preoccupata soprattutto perché ci hanno anticipato che dovrà fare un ciclo di chemioterapia ma ovviamente con l'infezione in atto non sarà possibile iniziare.

Ringraziandovi anticipatamente porgo Cordiali Saluti

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Dr. Andrea Favara
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L' infezione della ferita giustifica la febbre, tuttavia solo il quadro clinico puo' permettere di escludere altre possibili sedi di infezione e vautare la necessita' di ulteriori accertamenti.Prego.