Utente 161XXX
salve, sono una donna di 29 anni. In passato avevo avuto un'emiparesi al braccio destro, risoltasi spontaneamente dopo circa 3 mesi. L'anno scorso poi ho avuto un TIA durante il puerperio e mi è stato diagnosticato un PFO. L'eco con contrasto in 10ma giornata dal parto evidenziava il passaggio di un fiotto di microbolle.
A causa di questi episodi lo scorso 5 agosto sono stata sottoposta ad intervento in endoscopia per applicare il device e chiudere il PFO, ma purtroppo l'intervento è fallito a causa del mancato scollamento della membrana della fossa ovale rispetto al septum secundum.
Ora sono incinta e sto assumendo clexane 6000T e cardirene 75mg. Ho sentito il parere di 4 ginecologi dell'ospedale e tutti propendono per il cesareo programmato perché a detta loro lo sforzo del parto potrebbe causare un malore e quindi creare danni al bambino.
Quali sono le indicazioni del cardiologo in questi casi? Speravo di evitare il cesareo ma a questo punto sono spaventata

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[#1] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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La cosa folle è che ne le abbiano consigliato una terapia anticoncezionale.
Il parto non provoca assolutamente danni al bambino, ma può creare danni disastrosi a lei.
Sono sconcertato da tanta leggerezza al punto che mi chiedo se davvero non le abbiano. Sconsigliato alcuna ulteriore gravidanza.
Detto questo lei deve proseguire terapia antitrombotica con celano ed aspirina.
La saluto
[#2] dopo  
Utente 161XXX

Iscritto dal 2010
Innanzitutto la ringrazio per la risposta. Nessun medico mi aveva consigliato alcuna terapia anticoncezionale. Il cardiologo che ha tentato l'intervento di chiusura era a conoscenza della mia intenzione di avere un altro figlio ma non mi ha assolutamente parlato delle controindicazioni. L'ematologo che mi segue mi ha consigliato questa terapia in via preventiva, anche se il cardirene lo assumo anche non in gravidanza. Il forame è comunque piccolo,credo sia questo il motivo per cui non mi hanno messa in allarme.
Quindi secondo lei il parto è pericoloso per me? Ma facendo il cesareo il rischio diminuisce o non cambia nulla?
[#3] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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Preferisco tacere sul comportamento dei Colleghi che lei riporta.
Lei ha già avuto verosimilmente embolie cerebrale ( a questo era legata l emiparesi che lei ha presentato) e questo è legato al PFO che evidentemente pur essendo "piccolo" come le hanno riferito è stato sufficiente a determinarla.
Il cesareo riduce i rischi di recidive rispetto al parto normale perche è proprio durante le spinte espulsive che può verificarsi l inversione dello shunt e determinarsi l embolia. Cosi come puo accadere durante una defecazione difficoltosa oppure durante le manovre manovre di decompressione quando si va sott acqua.
L assunzione di aspirina può aumentare il rischio che il bambino nasca con un PFO o con un dotto di Botallo pervio dal momento che la loro chiusura dipende dalle prostaglandine, sostanze che l aspirina, come tutti gli antiinfiammatori, inibisce.
Una volta partorito le conviene sottoporsi a terapia anticoagulante orale e provvedere alla chiusura del forame ovale.
Arrivederci
[#4] dopo  
Utente 161XXX

Iscritto dal 2010
La ringrazio nuovamente per la disponibilità. A questo punto credo proprio che per me l'opzione del cesareo sia la soluzione più sicura.
Volevo però farle presente che sia l'RMN che la TAC all'encefalo non hanno mostrato esiti di lesioni di tipo embolico.
Questa cosa che mi fa presente riguardo all'assunzione di aspirina in gravidanza non mi era assolutamente stata detta. Consiglia di eseguire qualche accertamento al bambino dopo la nascita? Dovrei farmi seguire da un cardiologo anche per lui per escludere malformazioni oppure sarebbe meglio non continuare ad assumere l'aspirina fino alla fine?
Grazie mille per le risposte
[#5] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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Gentile Signora, guardando i suoi post ho notato che lei Sa di essere portatrice eterozigote di MTHFR e che gia nell Aprile 2013 un collega proprio su questo sito le aveva sconsigliato una gravidanza.
Perché mi ha nascosto tutto questo?
[#6] dopo  
Utente 161XXX

Iscritto dal 2010
Salve, quando ho scritto quel post il mio ematologo era in aspettativa. Ho successivamente mostrato le analisi al mio ematologo di fiducia il quale ha dichiarato che quelle mutazioni sono assai frequenti e assolutamente non significative per quanto riguarda le malattie trombotiche.
Ho poi effettuato una ulteriore consulenza che ha confermato tutto questo. Prima della gravidanza inoltre mi sono state prescritte tutta una serie di altre analisi per escludere problemi di coagulazione. Il valore del Ddimero era probabilmente un errore del laboratorio perché è stato ripetuto subito dopo ed era normale. Ad ogni modo l'ematologo non mi ha sconsigliato di affrontare una gravidanza.
Per quanto riguarda la consulenza chiesta al suo collega riguardo al PFO lui consigliava di chiarire la situazione prima di affrontare una gravidanza. Ho quindi poi effettuato un ecodoppler transcranico con contrasto il quale evidenziava il passaggio di 3 sole microbolle durante la manovra di valsalva. Successivamente mi sono comunque recata all'ospedale di san Donato milanese per una consulenza con il dottor. Carminati. Nonostante l'esito dell'ecodoppler transcranico abbiamo comunque deciso di tentare l'intervento proprio per stare tranquilli in funzione di una nuova gravidanza. L'intervento purtroppo non è riuscito per i motivi sopraindicati, il dottore ha detto che ha provato numerose volte ad impiantare il device ma non è stato possibile passare attraverso il foro con lo strumento. Se non è stato possibile in quella sede sinceramente non credo che vorrò sottopormi nuovamente all'intervento, anche perché in quell'occasione ho scoperto di essere allergica al mezzo di contrasto.E' stato al chirurgo che ho chiesto se a questo punto potevo affrontare una gravidanza e mi ha detto di si, a patto di fare una terapia concordata con l'ematologo. Lui mi ha tranquillizzata sulla situazione, dicendomi che il forame è davvero piccolo.
Il dubbio sollevato dal ginecologo è che il cuore durante la gravidanza aumenta di volume. Questo secondo lui può causare una dilatazione del PFO. Questo spiegherebbe anche l'incongruenza tra l'ecocardio con contrasto eseguito in 10ma giornata post parto, che evidenziava il passaggio di un fiotto di microbolle e l'ecodoppler transcranico effettuato 5 mesi dopo che invece ne evidenziava solo 3.
spero di essermi spiegata bene, mi scuso se prima non le avevo fatto presente tutto questo ma non volevo essere prolissa, in più visto che poi erano stati chiariti ho pensato che non fossero dati significativi.
Inoltre la diagnosi di TIA è stata fatta per esclusione, dal momento che non ci sono stati riscontri ne nell'RMN ne nella TAC. Quindi non siamo nemmeno sicuri al 100% che la causa di tutto questo sia il PFO.
Buona serata e grazie della disponibilità
[#7] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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Essendo stato un TIA ovviamente non lascia segni ne TC ne RM. Il fatto che lei sia Eterozigote per MTHFR aumenta sensibilmente il rischio trombotico.
Una persona giovane come lei, una volta espletata la gravidanza, è opportuno che inizi tapia anticoagulante orale.
Con questo la saluto
Arrivederci
[#8] dopo  
Utente 161XXX

Iscritto dal 2010
grazie ancora,arrivederci