Utente 749XXX
Buongiorno, da un mese ho subito un intervento per "diverticolite perforata e tamponata" con resezione del sigma (in laparascopia) Il quadro clinico, a detta del chirurgo, sembra buono. Avverto cmq ancora dolori, malessere e debolezza. Ho fatto una cura per ripristinare la flora batterica intestinale. Il pericolo "deiescenza" sebra scongiurato (?) Anche se il timore che i due lembi (interni) possano staccarsi e forte e costante, Mi hanno detto che, trascorsi 7/8 gg. non c'e' piu' pericolo. Potrei avere una Vostra cortese opinione ? Fra un mese andro' in montagna. Potro' camminare, senza eccessivi sforzi ? Il mio chirurgo dice che fra due mesi "posso volare". Sara' vero ?

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[#1] dopo  
Dr. Andrea Favara
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Credo che le indicazioni date siano condivisibili, superato il priodi postoperatorio puo' riprendere qualsiasi attivita' senza problemi. Auguri!
[#2] dopo  
Utente 749XXX

Iscritto dal 2008
Grazie della velocissima risposta. Mi scusi se mi permetto volrrei chiedere un altro consiglio. L'asportazione del sigma ha provocato un dissestamento delle funzioni intestinali. Il chirurgo (di poche parole) non mi ha spiegato. Credo che, mancando il sigma, il materiale fecale "non ristagna" piu' nella zona. Di conseguenza risulta una esigenza di scaricare 2/3 volte al giorno (feci poco formate e chiare) Non ci sara' piu' la zona di "ristagno" per una evacuazione piu' moderata oppure, con il tempo, potra' assestarsi. (?)
Forse ci vorranno "mesi" per riavere una condizione intestinale nella "normalita" ?

GRAZIE Cordiali saluti
[#3] dopo  
Dr. Andrea Favara
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No, non necessariamente la resezione del sigma modifica le abitudini intestinali in un senso o nell' altro.
[#4] dopo  
Utente 749XXX

Iscritto dal 2008
GRAZIE
[#5] dopo  
Utente 749XXX

Iscritto dal 2008
Come da richiesta del 21 luglio u.s. mi permetto di chiedere nuovamente una precisazione. Da ca due mesi ho subito la resezione del sigma. In agosto andro' in montagna. E' mia abitudine camminare (treking e escursionismo) Proprio NON ESISTE nessuna controindicazione ? Il solo camminare in montagna, specie nella discesa, il corpo subisce sobbalzi, colpi e salti che vengono "registrati" anche nell'intestino e nella parte operata. Non ci puo' essere pericolo per un "distacco" dei due lembi a seguito, appunto, di sollecitazioni continue ? Il mio chirurgo a "tagliato corto" dicendo cher posso riprendere la vita di prima. (?) Quanto occorre essere prudenti ? Dopo solo poco piu' di DUE mesi ? GRAZIE
[#6] dopo  
Dr. Francesco Nardacchione
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Gentile signore
privi ad immaginare una ferita sulla sua pelle e provi ad immaginarla dopo due mesi, totalmente cicatrizzata.
In alcuni casi può essere addirittura difficile da individuare.
Una resezione intestinale dopo due mesi ha una cicatrice come quella ipotetica della sua mano.
Il suo chirurgo ha ragione, lei DEVE riprendere la sua normale vita, fatta di salite e discese con qualche saltello... e tanta "benevola" invidia da parte di chi come me (e siamo in tanti) rimane al lavoro al caldo.

Un cordiale saluto
[#7] dopo  
Utente 749XXX

Iscritto dal 2008
GRAZIE Dr. Nardacchione per la preziosa risposta. Cordiali Saluti
[#8] dopo  
Utente 749XXX

Iscritto dal 2008
Purtroppo dopo tre giorni di vacanza e, a seguito di una camminata in montagna a 2500 m. di cinque ore ca, ho avuto episodi dolorosi nell'addome. Recatomi al pronto soccorso di Trento, mi hanno praticato radiografie (non tac) e, a seguito di mie spiegazioni circa l'intervento di due mesi fa, mi hanno diagnosticato una "diverticolite" da curare con antibiotici e dieta. Ho rifiutato il ricovero e, recatomi all'ospedale dove sono stato operato (altre radiografie, esami sangue, urine, febbre a 38) hanno escluso - nuova - diverticolite. Ho fatto una cura di antibiotici "Ciproxin 500" e, pare, sia passato tutto. Non si sa cosa sia successo. Fatto sta che il tutto e' iniziato dopo un'escursione in montagna. Forse mi sento di dire che, effettivamente, poco piu' di due mesi dall'intervento, non sono sufficienti per riprendere una vita "sportiva" e movimentata. Forse ce ne vogliono un po' di piu'. Successivamente ho fatto altre camminate, piu' morbide, seguiti da altri dolori piu' o meno diffusi (non cosi' intensi come la prima volta) Questo, credo, avvalori ancora di piu' la mia tesi. Dopo uno sforso fisico la reazione e' sempre la stessa.

Grazie e cordiali saluti
[#9] dopo  
Utente 749XXX

Iscritto dal 2008
Dopo la resezione del sigma ho l'impressione di essere una " mina vagante". Mi sento addosso il pericolo di nuove "perforazioni" diverticolari. Ad ogni dolore intestinale corrisponde la forte preoccupazione che possa succedere nuovamente. Il mio chirurgo dice che: la maggior parte di diverticoli erano localizzati nel -sigma - ma esistono altri diverticoli (meno numerosi) nel colon ascendente, traverso e discendente. Non si pronuncia sul pericolo di altri possibili diverticoliti e/o perforazioni. Secondo la Sua esperienza possono ripetersi casi di altre perforazioni con conseguente intervento chirurgico ?

GRAZIE cordiali saluti
[#10] dopo  
Utente 749XXX

Iscritto dal 2008
Mi hanno detto che - l'ipotesi che possano verificarsi altre perforazioni - e' remota ma puo' succedere. Ho capito di essere davvero una "mina vagante". Ad ogni "dolorino" dell'addome il mio pensiero va, ovviamente, a nuovi diverticoli - infiammati, perforati, ecc. ?? All'inizio di tutta la storia, il fatto di avere diverticoli, sembrava - cosa da poco - nessun medico mi ha messo in guardia circa la 'possibile' gravita' di una"diverticolite perforata". Putroppo, non c'e' mai un'informazione completa. Forse avrei potuto - prevenire - forse, sarei stato piu' "attento", chissa'..? Ora il mio intestino e' conciato abbastanza male. E' vero che non sono piu' un ragazzino (59 anni).....

Grazie e un cordiale saluto da "una mina vagante".
[#11] dopo  
Dr. Francesco Nardacchione
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Gentile "mina vagante"
mi dispiace rileggerla per problemi intestinali che sembravano superati. Sicuramente la diverticolosi (presenza di diverticoli) è una malattia infida poichè può andare incontro a fenomeni infiammatori (diverticolite) con possibili complicanze (sanguinamenti, perforazioni etc.). In questi casi si ricorre alla chirurgia che asporta il tratto di intestino malato come nel suo caso.
Nel campo delle possibilità ... può succedere di tutto ... come a lei così anche a chi le scrive.
Sicuramente l'informazione in medicina è importante e a volte si rischia il terrorismo psicologico, ma quando è necessario non ci si deve tirare indietro.
Dall'altra parte però non bisogna lasciarsi intimorire dalle possibili e innumerevoli complicanze, con catastrofiche congetture. Quando una malattia ci colpisce all'improvviso, dopo averla affrontata, dobbiamo riprendere una normale vita, senza lasciarci condizionare dalle nostre stesse paure. E' normale che la soglia di sopportazione del dolore si abbassi e che qualunque segno o sintomo faccia scattare un campanello di allarme. Di fronte al suo dolore, se l'ospedale dove è stato operato le ha confermato che non ci sono segni di diverticolite deve stare tranquillo. L'ipotesi di perforazioni intestinali sono alte anche in chi non ha mai avuto diverticoli ...(e non le elenco le patologie da perforazione per non impressionarla). Purtroppo viviamo in un periodo in cui ogni informazione fornita può ritorcersi contro il medico che l'ha data, ed ecco allora spiegata la ritrosia ad esprimersi di molti colleghi. Nessuno ha la sfera di cristallo per prevedere il futuro ma esistono dei presidi da adottare per cercare di limitare i rischi di infiammazione. Tali accorgimenti, come sicuramente le avranno spiegato, prevedono:
- l'assunzione di antibiotico una volta al mese per una settimana;
- dieta adeguata
- idoneo apporto idrico ... etc
Smetta di sentirsi una "mina vagante", riprenda fiducia in se stesso e si affidi ad uno specialista per i controlli futuri.
Cordiali saluti
[#12] dopo  
Utente 749XXX

Iscritto dal 2008
Grazie, Dr. Nardacchione. Vedro' di seguire i suoi preziosi consigli.

Cordiali saluti

Renato Monza (MI)