Utente 347XXX
Salve,da poco mi è stata diagnostica la sindrome dello stretto toracico dopo che ho fatto vari esami in seguito a una trombosi della vena succlavia.Mi hanno consigliato di fare 6 mesi di fisioterapia dopo dei quali se il problema non si risolve,mi hanno prospettato l' intervento chirurgico di resezione prima costa.Attualmente sono in terapia con clexane 6000x 2 dovrò poi passare al coumadin.La mia domanda è la seguente:nel caso la fisioterapia non funzioni ,con l 'intervento di resezione della prima costa,si risolve definitivamente il problema o possono esserci delle recidive?e in caso di recidive come si procede?

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[#1] dopo  
Prof. Marco Catani
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ROMA (RM)
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gentile utente,

le ricordo i limiti di una valutazione a distanza in relazione al mezzo che stiamo utilizzando ed anche in base alle scarse informazioni fornite.

sarebbe interessante poter valutare i "vari esami" che lei ha eseguito e che i suoi curanti avranno valutato molto attentamente prima di proporle, qualora ci fosse un insuccesso della fisioterapia, l'intervento di asportazione della 1 costa.

sono certo che risolverà

in bocca al lupo

cordiali saluti e mi faccia sapere
[#2] dopo  
Dr. Emanuele Ferrero
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TORINO (TO)
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Con i limiti di un consulto a distanza:

Gentile sig.ra ritengo che se la diagnosi TOS è certa, correttamente le abbiano suggerito di eseguire la fisioterapia.

Potrebbe essere indicato l'intervento di resezione della I costa se dopo la FKT dovesse presentare i seguenti sintomi: senso di peso all’arto, facile stancabilità, cianosi ed edema della mano e dell’avambraccio, claudicazione di braccio specie in particolari posizioni, acrosindromi parossistiche, parestesie ed ipoestesie a riposo e ipotrofia muscolare.

Il rischio è che dopo l'intervento si possa verificare una recidiva che possa "chiudere nuovamente" lo spazio dello stretto toracico e ripresentare la sintomatologia iniziale.
[#3] dopo  
Utente 347XXX

Iscritto dal 2014
Vi ringrazio della vostra puntuale risposta,essendo una ragazza di 26 e lavorando come infermiera, credo che questo abbia influito molto nella comparsa della TOS venosa,dovuto credo ai movimenti ripetuti a carico degli arti superiori nel sollevamento di pazienti spesso pesanti!!!nell' angio rm con braccia in abduzione si evidenzia a dx nella fase di opacizzazione venosa ,un "salto" di opacizzazione,da compressione,a livello del passaggio della succlavia nello spazio fra clavicola e prima costa. Al 1° ecocolordoppler eseguita in data 23/04/2014 si rileva a dx trombosi venosa della succlavia pre e post clavicolare,a sx non segni di trombosi (con arto abdotto interruzione del deflusso venoso,non alterazine del dell' afflusso arterioso).Al 2° ecocolordoppler eseguito in data 15/05/2014 nell'arto superiore dx si rileva segni di buona ricanalizzazione della trombosi vena succlavia prevalentemente pre clavicolare,ma è buona anche la ricanalizzazione post clavicolare.Manovra di ADSON positiva a dx.La mia principale paura è qualora la fisioterapia non funzioni e si proceda per un intervento ,oltre ai rischi operatori dovuti alla zona anatomica su cui si va ad agire(lesione nervo frenico..e altri).Com' è possibile che dopo la rimozione di una costola si ricreino le condizioni per una nuova ostruzione?,è dovuto alle aderenze che si creano ??Il numero di recidive è alto??,e in caso di recidiva come si procede?Devo prospettarmi una vita sotto i ferri?? in attesa di una vostra risposta vi invio i miei cordiali saluti.
[#4] dopo  
Dr. Emanuele Ferrero
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TORINO (TO)
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Gentile sig.ra ,

le suggerisco di eseguire un consulto presso un chirurgo vascolare nella sua città ,li troverà tutte le risposte necessarie. Brevemente le posso suggerire di eseguire la FKT e vedere i risultati che ottiene. Se non dovesse ottenere miglioramenti allora potrà eventualmente pensare all'opzione chirurgica. Re recidive post operatorie, si determinate da aderenze chirurgiche, non sono elevate, ma esistono. Ribadisco comunque che sia meglio eseguire un consulto da un chirurgo vascolare che le darà tutte le risposte necessarie. Per altro nella sua città ci sono numerosi centri ad elevata specialità.