Utente 348XXX
Buongiorno,
Sono una ragazza di 22 anni. In seguito a caduta avvenuta a metà marzo e alla conseguente incapacità a muovere il ginocchio mi è stata fatta RX in 2 pr “Non evidenti fratture. Edema delle parti molli con due millimetriche formazioni iperdense sulla proiezione del comprarto mediale.”Alla prima visita ortopedica mi è stata diagnosticata distorsione di II-III grado ai leg collaterali, consigliandomi riposo, diagnosi confermata alla visita di controllo dopo 10 gg, dove mi è stato detto di abbandonare le stampelle e riprendere normalmente l’uso dell’arto. Su mia richiesta, in quanto il dolore e l’incapacità a muovere il ginocchio persistevano, mi è stata prescritta RMN “Acquisizioni multiplanari e multiplanimetriche. Nella norma per spessore e segnale il tendine del quadricipite. Iperintensitività di segnale e significato entesopatico a livello dell’inserzione prossimale del legamento rotuleo. Patella centrata ed in asse con assottigliamento ed iperintensitività di segnale della cartilagine riferibile a condromalacia. Discreta falda di versamento liquido articolare. Edema della spongiosa ossea in corrispondenza del terzo medio inferiore del corpo rotuleo. Nei limiti della norma il rilievo anatomico della capsula articolare e dei legamenti collaterali. Lesione di terzo grado del corno anteriore della fibrocartilagine meniscale laterale. Fibrocartilagine meniscale mediale di regolare morfologia e segnale. Legamenti crociati normoinseriti, nella norma per spessore e segnale. Edema della spongiosa ossea in corrispondenza del condilo femorale laterale sul versante anteriore. Non rilievi patologici del cavo del polipite. Nei limiti il corpo di Hoffa.”
Appuntamento presso chirurgo specialista, ha confermato la diagnosi di rottura complessa del menisco esterno in seguito a esiti traumatici. Programmato intervento per meniscectomia artoscopica, consigliando fisioterapia (ginnastica articolare, recupero del Rom e rinformo muscolare, propriocettiva in carico bipodalico, training deambulatorio) con ripresa di attività in palestra mirata al rinforzo del quadricipite.

Ricoverata e operata, il giorno successivo, nella lettera di dimissioni ritrovo motivo del ricovero “condropatia rotulea. Iperpressione rotulea esterna ginocchio”, con intervento “artroscopia ginocchio, lisi legamento alare esterno” e terapia “nadroparina calcica 0,6ml per 30 gg, uso di ginocchiera con stabilizzatore rotuleo per 40 gg, deambulazione in carico al 50% con ausilio di due stampelle per 30gg”.

Non ritrovando riscontro della meniscectomia programmata ma di un intervento di cui non sapevo nulla contatto il chirurgo che mi dice che la meniscectomia non è stata effettuata in quanto si è visto che il menisco era integro, mentre era necessaria quest’altra operazione.

La lesione del menisco può essere stata confusa con altro? L'intervento subito in sostanza in cosa consiste? La condropatia può essersi aggravata nel mese e mezzo intercorso tra RMN e intervento?

Grazie.
[#1] dopo  
Dr. Luigi Grosso
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Le patologie dell'essere umano sono complesse e la scienza tecnologica mette sempre di più a punto nuove macchine e nuovi strumenti per poter fare una diagnosi più precisa ed accurata. SI pensi che una volta non c'era né la TAC né la RM mentre oggi, a volte, se ne fa un abuso.
Nel suo caso, la RM ha, purtroppo, dei limiti. Non sempre è possibile esser certi che quello che si interpreta dalla RM corrisponde al danno anatomico. In letteratura ci sono molti articoli che dimostrano falsi positivi ma anche falsi negativi. Il mio pensiero è che il collega ha agito nel modo più giusto, limitandosi a fare quello che era giusto fare.
Auguri