Utente 218XXX
Salve a tutti,
Sono un ragazzo di 22 anni che da dicembre soffre di mononucleosi. Ho già postato un consulto che però nn ha avuto risposta. Ora quindi rincaro la dose con gli ulteriori sviluppi.
Fatte tutte le analisi del caso, nn sono uscite alterazioni né a livello epatico né splenico (analisi funzionalità epatica e ecografia addome completo). Le analisi di glicemia e creatinasi escludono problemi renali. Sembra tutto normale, eccetto che la dubbia presenza di IgM dal mese di gennaio. Inoltre continuo ad avere costantemente la febbre a 37-37.5. A questo si aggiunge ansia e a volte attacchi di panico, cosa che peggiora con questo caldo. Il mio doc mi ha consigliato xanax, 3.4 gocce al bisogno. Mai preso per ora. Preferisco tentare di gestire il panico che assumerlo ogni volta che se né presenta il bisogno. Tuttavia sono al limite: la mia vita sociale è a pezzi, cm la mia carriera universitaria e il mio fisico. Cinque mesi di segregazione a casa mi sta distruggendo. Avevo ripreso a fare qualche uscita con amici per un paio di ore, ma ora anche solo allontanarmi da casa o stare da solo mi porta al panico. Sono passati 5 mesi e mezzo! La febbre e la presenza dubbia di IgM comporta la presenza del virus ancora nell'organismo. L'infezione può diventare cronica mi chiedo? Quanto ancora dovrò sopportare? Vorrei riprendere almeno ad uscire, ma nn me la sento proprio. Ho bisogno forse di un aiuto psichiatrico? Grazie a tutti!
[#1] dopo  
Dr.ssa Angela Pileci
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Gentile Utente,

dalla Sua richiesta, mi pare di capire che la Sua preoccupazione in questo momento sia legata a "Sembra tutto normale, eccetto che la dubbia presenza di IgM dal mese di gennaio. Inoltre continuo ad avere costantemente la febbre a 37-37.5"

Su questo aspetto io non posso risponderLe, perché sono una psicologa e non un medico e quindi Le chiedo di pazientare in attesa che un medico Le risponda.

Vorrei però rispondere alla seconda parte della Sua richiesta, ovvero quella legata alle difficoltà che sembrano essere emerse in seguito alla malattia. Gli attacchi d'ansia e di panico erano presenti anche prima dell' insorgenza della sintomatologia per cui sta facendo tutti i Suoi accertamenti?

Quando il medico Le ha prescritto il farmaco non Le ha suggerito anche una consulenza psicologica?

Io credo possa esserLe utile per due ragioni almeno:

- non sappiamo se sia la malattia a generare l'ansia o se Lei sia già un soggetto predisposto e questo momento difficile ha esacerbato la sintomatologia ansiosa;

- è importante gestire l'ansia, ma da quanto scrive pare che Lei lo stia facendo proprio nella maniera sbagliata perché evitare (di uscire ad es) rafforza la sintomatologia ansiosa e più passa il tempo, più il problema del panico si cronicizza.

Tenga presente che è essenziale una valutazione per una diagnosi precisa, perché spesso il pz. fa autodiagnosi che c'entrano poco col vero problema.

Cordiali saluti,
[#2] dopo  
Utente 218XXX

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Gentile Dott.ssa,
la ringrazio per la sua cortese risposta.
In verità avrei dovuto specificare che la malattia si è presentata proprio come un attacco di panico all'aperto. La cosa mi turbò parecchio, non sapendo come comportarmi; poichè ne seguì febbre a 37°, pensai che l'attacco fosse dovuto a banale influenza e quindi feci una settimana e passa in casa. Quando uscii per andare a fare un momento la spesa, ne ebbi un altro; questo mi diede ancora più preoccupazioni. Dopo due settimane che la febbre non passava, andai dalla mia doc che pensò fosse febbre ansiosa, per cui mi consiglio solo qualche seduta di psicoterapia per affrontare problemi di cui non ero a corrente. Su mia insistenza mi prescrisse (non volente a dire il vero) una serie di analisi e tra queste si palesò la presenza di questa mononucleosi.
Ho dato dunque per scontato che l'ansia sia data dalla malattia, perchè generalmente non credo di essere un tipo molto ansioso, eccetto che per la salute che ora come ora mi sta davvero rendendo ansioso. Avendo un metabolismo molto sensibile (il mio cuore reagisce in modo molto particolareggiato a cambiamenti di stato), ho pensato che l'ansia e il panico siano dovuti al mio stato febbrile continuo. L'unico altro attacco di panico documentato prima di questi odierni risale ad un anno fà, quando feci indigestione e, sempre per strada, mi sentii estraniato, sconnesso ed infastidito dal prestare attenzione a qualsiasi cosa. Termino aggiungendo che allora non capii nemmeno fosse un attacco di panico, e non gli diedi molto peso; non se ne presentarono fino a 6 mesi dopo, quando mi venne questa mononucleosi.
Il mio corrente doc non ha aggiunto alcun riferimento ad una possibile visita psicologica, sebbene la mia precedente (che ho cambiato proprio in seguito all'avvento di questa malattia) mi abbia più volte consigliato questo. Dovrei forse parlarne col mio doc a riguardo?
Cordiali Saluti e Grazie per l'Attenzione!
[#3] dopo  
Dr.ssa Angela Pileci
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"... pensai che l'attacco fosse dovuto a banale influenza e quindi feci una settimana e passa in casa..."

Indipendentemente da ciò che ha scatenato l'attacco di panico, è importante comprendere e imparare a gestire tali attacchi.
Sembra -pur con i limiti del consulto on line- che ci siano degli spunti ipocondriaci, ma chiaramente devono essere valutati di persona.
Forse il precedente medico di base Le aveva suggerito una consulenza psicologica proprio perché aveva intercettato queste Sue modalità.

Cordiali saluti,
[#4] dopo  
Utente 218XXX

Iscritto dal 2011
La ringrazio ancora per la risposta, dott.ssa! Ma temo che prima di poter avere una consulenza psicologica, debba prima rimettermi da questa malattia infernale. Ho bisogno prima di riprendermi fisicamente come posso, per poter poi occuparmi dei possibili intoppi mentali, dalla malattia derivati o pre-esistenti...