Utente 351XXX
Buongiorno, sono un nuovo utente e vi ringrazio anticipatamente per la disponibilità di tutti gli specialisti che operano su questo sito!
Ho subìto, da quando ho 15 anni, una serie di operazioni volte alla risoluzione di un distacco di retina causato da un edema sottoretinico spontaneo. Sono quindi stato sottoposto a diverse operazioni: crioterapia, fotocoagulazione, diatermia e vitrectomia (per eliminare una trazione pericolosa). A distanza di 8 anni, c' è stato un emovitreo che mi ha offuscato la vista e poichè non si è riassorbito autonomamente ha richiesto un secondo intervento di vitrectomia abbinato a fotocoagulazione per chiudere i capillari che avevano causato tale versamento. Da allora ho avuto alcuni piccoli versamenti che tendevano a riassorbirsi nel giro di qualche giorno, ma che nel tempo hanno causato un accumulo di fibrina all' interno dell' occhio, impedendomi la vista (premetto che vedo molto poco da quell' occhio, ma ho una certa visione periferica che mi aiuta parecchio). Il medico mi ha suggerito che sarebbe probabilmente il caso di sottoporsi ad un' altra vitrectomia, ma che ovviamente la scelta deve essere mia, non essendoci un pericolo immediato per l' occhio, al momento. Al che mi domando: c' è un limite al numero di vitrectomie a cui ci si può sottoporre? il rischio di complicazioni aumenta di volta in volta o l' occhio non risente delle precedenti operazioni?

vi ringrazio per l' attenzione
[#1] dopo  
Dr. Luigi Marino
56% attività
20% attualità
20% socialità
MILANO (MI)
Rank MI+ 96
Iscritto dal 2004
Prenota una visita specialistica
spero che verra’ operato con tecnica mini invasiva
la scuola migliore per il VITREO e’ lombarda

VITO DE MOLFETTA
PAOLO ARPA
STEFANO ZENONI
CLAUDIO AZZOLINI
PAOLO CHELATTI
MARCO CODENOTTI
MARCO ROSSI....


le allego un mio appunto


Il futuro è la chirurgia vitreoretinica mini-invasiva 27 gauge!!

La chirurgia mininvasiva costituisce negli ultimi anni, indubbiamente, una delle più importanti evoluzioni nel campo della chirurgia vitreoretinica (25-23 gauge).

Il futuro della chirurgia a piccolo calibro è quello di proporre soluzioni davvero innovative:


una chirurgia ibrida con la possibilità di impiegare calibri diversi nello stesso intervento
impiego di nuovi metalli nella costruzione degli strumenti microchirurgici (metalli con memoria) per incrementare la robustezza degli strumenti e renderli meno flessibili (25 gauge plus)
nuovi vitrectomi con aumento dell'efficacia di taglio (2500 - 3000 tagli/minuto)
possibilità di effettuare chirurgia bimanuale con illuminazione a candeliere (twinlight)
"trocars" valvolati
strumenti curvi per casi difficili


Il sistema 27 gauge permette di realizzare incisioni della parete sclerale autosigillanti senza avere ipotonia post-operatoria.

Alla fine dell'intervento chirurgico la parete sclerale dopo la rimozione dei trocars 27 g, è perfettamente sigillata senza fuoriuscita di liquidi.

Il momento più difficile è stato quello di creare un vitrectomo 27 gauge.La porta di taglio del 27 gauge è più grande del 25 gauge. Il duty cicle del 27 G è in diversi studi clinici e sperimentali uguale o superiore a quello del 25G.

Il sistema 27 gauge presenta molti benefici:

ingresso di parete semplice (diretto) con perfetta incisione sclerale autosigillante
completa eliminazione dei rischi di complicazioni legate alla scarsa tenuta della parete sclerale
microstrumentazione con manipolazioni minimamente invasive
scarsa o nulla infiammazione post operatoria
rapidissima riabilitazione funzionale


La chirurgia vitreoretinica con 27 gauge è sicuramente il futuro!
[#2] dopo  
Utente 351XXX

Iscritto dal 2014
La ringrazio molto per la sua risposta, mi informerò meglio su questa tecnica e ne parlerò col mio oculista per farmi indirizzare nella giusta direzione!

Un saluto!