Utente 352XXX
Buongiorno, a seguito di una estrazione dentaria fatta quasi 4 anni fa, una fisiatra questo giugno ha ipotizzato sia presente una necrosi mandibolare conseguente ad una ischemia post versamento (ho avuto un versamento sì forte da avere una emiparesi del volto e del braccio) + esiti osteomielitici sempre riportati in seguito alla estrazione.

Ha quindi deciso di curarmi con cloridrato (Clody) in dosi di 200ml intramuscolo due volte alla settimana per due mesi.

Leggendo però le controindicazioni all'uso di cloridrato, si legge proprio "osteonecrosi mandibolare".

Essendo impossibilitata a raggiungere la mia fisiatra prima di un mese (è in ferie) ed avendo a questo punto davvero molta paura che la situazione possa degenerare, vorrei chiedere un parere: può l'uso del cloridrato far peggiore l'eventuale necrosi già presente?

E' il caso che sospenda finchè non riesco a ricontattare il medico?
Oppure non si può sospendere questo tipo di cura così?
Grazie

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[#1] dopo  
Dr. Alberto Diaspro
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Buongiorno
la cura NON va intrapresa sino ad avvenuta valutazione del problema mandibolare da parte del suo dentista ed opinabilmente di un chirurgo maxillo-facciale, in considerazione delle problematiche post-estrattive riferite (per altro di difficile comprensione se riferite come esito dell'estrazione dentaria...quanto meno insolite. Quanto da Lei riferito riprende una diagnosi specialistica oppure é stata una ipotesi? Grazie per il chiarimento che vorrà dare)
Il clodronato non é indicato per il trattamento dell'osteomielite mandibolare, anzi, come da Lei letto, può determinarne l'aggravarsi.
Si riferisca ai professionisti indicati che possano prepararLe una lettera da portare al fisiatra non appena rientrata affinché possa riconsiderare la terapia proposta.
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 352XXX

Iscritto dal 2014
Buongiorno,
purtroppo il trattamento è già iniziato in modo intensivo già da 3 settimane (due intramuscolo di Clody 200 alla settimana).

Ieri ho interrotto autonomamente in attesa che la fisiatra torni dalle ferie: il dolore è aumentato e non vorrei riportare ulteriori danni oltre a quelli già avuti.

La mia storia clinica è molto complessa ed è una somma di errori, mal interpretazioni, mancanza di diagnosi accertate.

Dopo una estrazione dell'ottavo inferiore sinistro, ho riportato un forte versamento, che ha provocato emiparesi di volto e braccio sinistro.
Dopo un ricovero in neurologia di 3 giorni, ho iniziato ad avere risentimenti sulla terza branca trigeminale.
Il dolore è via via aumentato, ho avuto una alveolite secca, ho visto più o meno tutti i medici possibili e immaginabili.
Poi hanno estratto l'ottavo a battuta ed è iniziato il dolore anche sulla seconda branca trigeminale. E susseguentemente un dolore bruciante e acuto nelle sedi alveolari (che ho tuttora dopo 4 anni).
Sono stata curata per sospetta osteomielite (dopo scintigrafia a leucociti marcati), sono stata in terapia del dolore con ossicone e altri farmaci per la nevralgia atipica facciale...
Senza mai avere una diagnosi certa.

Ad oggi ancora non so per quale motivo io riferisca dolore in sede alveolare, la qualità della mia vita è cambiata radicalmente e quello che più mi abbatte è non riuscire a trovare uno specialista che capisca davvero cosa io abbia e cosa debba fare per guarire (sempre che si possa guarire).

Questa una sintesi molto molto breve del mio caso clinico.

Cordiali saluti
[#3] dopo  
Dr. Alberto Diaspro
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Buongiorno
bene aver sospeso cautelativamente la cura in attesa di una rivalutazione con la sua fisiatra.
Sono colpito dalle vicende riferite, decisamente significative.
Per rimanere sul problema attuale comunque rivaluti l'indicazione con il suo fisiatra che, nel caso indichi di proseguire la cura, faccia rivalutare la problematica alveolare da uno specialista del ramo.
Cordialmente