Utente 352XXX
Buongiorno.
Sono stata splenectomizzata nel 1992.
Recentemente a seguito di una ecografia addominale avendo specificato al Radiologo di non avere più la milza, mi trovo scritto nel referto :"riferiti esiti di splenectomia in tale sede si evidenzia struttura rotondeggiante a media ecogenicità, del diametro di quasi 4 cm (potrebbe trattarsi di milza accessoria iperplasica).
Ovviamente farò un TAC per chiarire cosa sia questa struttura ma sarei grata se nel frattempo mi risponderete a questi quesiti:
1) se si trattasse di milza accessoria, può la stessa essere funzionale come lo è la milza originaria?
2) la stessa è possibile sia solamente di origine congenita anche se pur minuscola e che nel tempo sia cresciuta sino al livello attuale oppure può essersi riformata in autonomia successivamente all'intervento?
Ringrazio sin d'ora per la cortese risposta
Cordiali saluti

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[#1] dopo  
Dr. Roberto Rossi
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TORINO (TO)
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Una milza accessoria funzionalmente è identica alla milza asportata. Per sapere invece se fosse presente in precedenza è necessario confrontare gli esami eseguiti nel tempo.
[#2] dopo  
Utente 352XXX

Iscritto dal 2014
Grazie della risposta.
Mi potrebbe comunque chiarire se vi è la possibilità che "rinasca" anche senza che in passato vi fosse la presenza di una piccolissima accessoria?
[#3] dopo  
Dr. Roberto Rossi
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TORINO (TO)
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No la milza non "rinasce" se non vi è del tessuto splenico già presente.
[#4] dopo  
Dr. Davide Cavaliere
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Gentilissima,
intervengo nella discussione per confermare quanto accennato in precedenza e cioè che è più probabile che fosse presente in precedenza alla splenectomia ma di dimensioni più piccole e probabilmente non visibile o non segnalata alla diagnostica preoperatoria; in seguito all'ipertrofia funzionale compensatoria è verosimile che si sia slatentizzata.
In seconda ma più remota possibilità, potrebbe trattarsi di un impianto di tessuto splenico (splenosi) a livello della zona di pregressa asportazione o limitrofa; tale evenienza è possibile e descritta soprattutto in caso di splenectomie per trauma o comunque chirurgia complicata da infrazione/rottura capsulare splenica.
Ciò premesso, se l'indicazione alla splenectomia era diversa dalla trombocitopenia la presenza di una milza accessoria anche ipertrofica non risulta essere significativa ne meritevole di osservazione clinico/strumentale a distanza.
Cordialmente,
[#5] dopo  
Utente 352XXX

Iscritto dal 2014
Grazie ad entrambi per le vostre risposte
[#6] dopo  
Utente 352XXX

Iscritto dal 2014
Buongiorno,
leggendo attentamente l'ultima vostra risposta mi sono sorte ulteriori domande trattandosi proprio di splenectomia avuta a seguito di Morbo di Werlhoff (trombocitopenia idiopatica):

1) Se l'asportazione è avvenuta proprio per poter innalzare il numero delle piastrine, non dovrebbe essere stato assolutamente lasciata traccia di alcuna milza ne accessoria ne di impianto di tessuto splenico o sbaglio?

2) La mancata segnalazione di una milza accessoria anche se di pur piccolissime dimensioni su paziente che deve essere splenectomizzato per Werloff mi sembra non sia prassi conveniente appunto per il risultato che si cerca di ottenere.

3) Se la milza accessoria era di dimensioni "invisibili" come mai dal momento della mia operazione (1992) stante le varie ricadute verso valori minimali di piastrine nessuno mai degli ospedali, primari e/o medici consultati mi hanno fatto rifare una semplice ecografia per poter escludere una milza accessoria visto che mi sembra di capire che non sia poi così rara?

Ovviamente sono aspetti che vedrò di chiarire personalmente con i diretti operatori che mi seguono ma mi interesserebbe sapere il vostro parere in merito.

Grazie a chi vorrà darmi risposta.
Cordialmente
[#7] dopo  
Dr. Davide Cavaliere
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FORLI' (FC)
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Iscritto dal 2013
Gentilissima,
le milze accessorie sono una condizione relativamente frequente e diventano situazione patologica solo se determinano recidiva di una piastrinopenia come mi pare di capire nella situazione attuale. Tuttavia le dimensioni potevano essere molto inferiori nel 1992 in presenza della milza nativa; essendo ubiquitarie nella cavità addominale, se pure ricercate durante l'intervento chirurgico, possono essere misconosciute.
Nel 1992 alcuni Centri oltre alla TC preoperatoria finalizzata allo studio della vascolarizzazione splenica e alla ricerca di milze accessorie eseguivano una scintigrafia per depistare proprio quest'ultime. Tuttavia la sensibilità di tale esame è discutibile tanto che la metodica mi risulta attualmente abbandonata per tale scopo.
L'esame oggi più affidabile per la ricerca delle milze accessorie è la TAC con mezzo di contrasto endovena; l'ecografia risulta anche affidabile ma richiede una attenta e scrupolosa ricerca ed è operatore dipendente; difficilmente vengono quindi segnalate in caso di ecografia eseguita genericamente e senza indicazione precisa al radiologo.
Per l'asportazione, la dove indicata ci si affida preferibilmente alla laparoscopia (chirurgia mininvasiva) che inizia proprio con un'esplorazione di tutto l'addome alla ricerca di eventuali e possibili milze accessorie non segnalate alla TAC preoperatoria.
Cordialmente,