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Bugia cronica

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  1. #1
    Utente donna
    Iscritto dal
    2008

    Bugia cronica

    non so piu'cosa fare:mio figlio di 20 anni racconta tantissime bugie a tutti potrebbe avere una carriera davanti perche' è un talento naturale come cantante lirico ,purtroppo non segue per nulla i nostri consigli,abbiamo deciso di farlo aiutare da una psicologa alla quale avevamo spiegato bene la problematica del ragazzo.lui ha fatto una seduta poi con noi diceva che andava invece non è piu' andato e giu' altre bugie,la psicologa dice che non va forzato ma deve essere lui convinto,condivido ma se questo non accade come facciamo? chi lo aiuta? chi ci aiuta?se non esisteva il problema mica avremmo chiesto aiuto.PS non fuma non si droga non beve ,il che capisco che non è poco.Ma se penso che puo' avere un futuro come artista penso pure che se non smette di raccontare bugie non arriverà da nessuna parte grazie.



  2. #2
    Indice di partecipazione al sito: 1541 Medico specialista in: Psichiatria
    Psicoterapia

    Perfezionato in:
    Medicina delle dipendenze

    Risponde dal
    2006
    Può fare alcuni esempi di queste bugie ?


    Dr.Matteo Pacini
    http://www.psichiatriaedipendenze.it

  3. #3
    Utente donna
    Iscritto dal
    2008
    si :inventa situazioni piu' grandi delle sue capacità,contratti inesistenti,possedimenti di capitali:villa con piscina, prestazioni canore che non ha fatto,conosenza di persone famose,bugie di dove va e con chi,se noi genitori gli diciamo che si rovina con le sue mani: perdendo credibilità passando per persona poca seria lui si arrabbia e nega sempre se gli facciamo notare le bugie che racconta. E'un narciso e un tipo istrionico,troppe volte è arrogante pure in casa PS:lo abbiamo adottato che aveva 7anni, e fino ad allora era in istituto in un paese dell'est. grazie



  4. #4
    Indice di partecipazione al sito: 1541 Medico specialista in: Psichiatria
    Psicoterapia

    Perfezionato in:
    Medicina delle dipendenze

    Risponde dal
    2006
    Lui si arrabbia e nega sempre. Cioè cosa dice di preciso ? Dopo un pò ammette che erano bugie ? Si comporta di conseguenza o è perfettamente consapevole che si tratta di cose non vere ?


    Dr.Matteo Pacini
    http://www.psichiatriaedipendenze.it

  5. #5
    Utente donna
    Iscritto dal
    2008
    si è consapevole che dice bugie anche se non lo ammette,promette sempre di non dirle piu' ma poi continua,noi genitori come ci dobbiamo comportare? siamo abbastanza in crisi sentendoci troppe volte falliti,premetto che in casa non si raccontano bugie,puo' essere un disturbo serio? ne potra' venire fuori? grazie



  6. #6
    Indice di partecipazione al sito: 1541 Medico specialista in: Psichiatria
    Psicoterapia

    Perfezionato in:
    Medicina delle dipendenze

    Risponde dal
    2006
    Gentile utente,
    questo aspetto di "bugia patologica" (se è lui stesso a lamentarsi di questa sua tendenza) o semplicemente bugia cronica se lui lo considera uno strumento utile e geniale, salvo poi dover correre ai ripari attribuendo il danno alla sfortuna o all'invidia degli altri - è un problema difficile da gestire. Dietro di solito ci stanno disturbi psichici altrimenti definiti, tipo undisturbo dell'umore, però aspetti di questo genere tendono ad avere un decorso indipendente. Il vero punto "morto" è perché lui dovrebbe essere interessato a chiedere l'intervento di qualcuno, ovvero se lui trova in questo qualcosa da cui doversi liberare.


    Dr.Matteo Pacini
    http://www.psichiatriaedipendenze.it

  7. #7
    Utente donna
    Iscritto dal
    2008
    grazie per l' attenzione che mi date
    no lui non si lamenta di questa sua tendenza anzi è convinto che siamo noi genitori ad avere problemi.
    E'esattamente come dice lei nella prima parte della risposta
    cambia umore facilmente: dalla rabbia, a mio avviso è cattiveria pura
    a volte diventa anche violento, dopo 5 minuti avrebbe la pretesa che per noi non fosse successo nulla, invece noi siamo letteralmente a pezzi,è paurosamente irragionevole, quando si mette in testa qualcosa usa tutte le srategie anche scorrette per ottenerle noi chiaramente non cediamo sempre, quindi diventa un braccio di ferro sfiancante per noi,premetto che è una promessa nel teatro ma a mio avviso se non ha una testa che supporti il suo talento non arrivera'da nessuna parte.



  8. #8
    Utente donna
    Iscritto dal
    2008
    devo considerare esauriente la sua risposta uppure devo attendere perche' ci sono le vacanze? grazie



  9. #9
    Indice di partecipazione al sito: 1541 Medico specialista in: Psichiatria
    Psicoterapia

    Perfezionato in:
    Medicina delle dipendenze

    Risponde dal
    2006
    Deve scusarmi,
    ma proprio perché non faccio vacanze sono preso in altre cose di lavoro e a volte perdo qualche passaggio.
    Concludendo il discorso, o divenite ricattabili per sempre da un atteggiamento, o cercate di cominciare a fare quadrato per difendere la vostra capacità di condizionarlo. Chiaramente il comportamento della persona non è "normale", ma per interagire con qualcuno dicendogli di curarsi per il suo "disturbo" è indispesabile che la persona ne denunci uno, magari non esattamente tutto o la parte che colpisce di più gli altri, ma insomma che chieda un intervento.
    Purtroppo in questi casi, secondo la mia esperienza, le famiglie scelgono un atteggiamento attendista e qualcosa succede sul piano terapeutico perché purtroppo la persona ad un certo punto è "scoperta" o ha una fase psichiatrica maggiore. Per poter intervenire prima, provate a ripetere questa richiesta nella sezione psicologia. Forse possono consigliarvi su come comportarvi.



    Dr.Matteo Pacini
    http://www.psichiatriaedipendenze.it

  10. #10
    Utente donna
    Iscritto dal
    2008
    ho un altro problema:mio figlio di 12 anni da circa 2 anni soffre di tic al viso:stringe gli occhi o tira su di naso o altre smorfie ha pure un tic gutturale specialmente quando dorme.Ci sono periodi piu o meno tranquilli.
    Abbiamo consultato una psicologa per una decina di sedute,senza vedere nessun risultato, non ha mai preso farmaci,ma solo i fiori di bach ha uno zio che soffre di tic, può
    assere ereditario? cosa mi consigliate? grazie



  11. #11
    Indice di partecipazione al sito: 1824 Medico specialista in: Psichiatria
    Psicoterapia

    Perfezionato in:
    Psicologia

    Risponde dal
    2003
    Lo specialista di riferimento per il trattamento dei disturbi di suo figlio 12enne e' il neuropsichiatra infantile.



    Dr. Francesco Saverio Ruggiero
    http://www.francescoruggiero.it
    http://www.psichiatra-psicoterapeuta.it

  12. #12
    Indice di partecipazione al sito: 75 Medico specialista in: Psichiatria
    Neuropsichiatria infantile

    Perfezionato in:
    Psicoterapia

    Risponde dal
    2008
    Ho risposto al consulto sui tic: non avevo visto questo consulto e penso che la situazione familiare possa avere gli aspetti di stress cui accennavo per i tic. Confermo che diminuire la tensione ambientale sia importante, anche se forse difficile.
    Riguardo al figlio di vent'anni, adottivo, (quello dei tic non lo è, o mi è sfuggito?) temo che la situazione non sia semplice. Le 'bugie' possono essere un modo di difendersi contro paure di fallimento e simili e un modo di costruirsi un mondo e una storia diverse dalla sua. Non vorrei che le vostre aspettative sulle sue capacità e possibilità di successo complicassero le cose e rendessero più grande il divario fra aspettative e realtà. Anche se un po' "al buio", non conoscendo nulla della vostra situazione, il consiglio potrebbe essere di non stressare vostro figlio con eventuali aspettative grandiose irrealizzabili, aiutarlo e sostenerlo eventualmente in iniziative più 'piccole' e arrivabili, non prestare orecchio alle sue 'bugie' e non contraddirlo ma neanche alimentarle. Certo una psicoterapia potrebbe essergli utile, anche per riesaminare' la sua storia ed accettarla, ma bisognerebbe che lui avesse un minimo di consapevolezza di disagio e bisogno di aiuto. Cercate di convincerlo, insistendo magari sulla questione dell'adozione, che per molti ragazzi adottivi è fonte di sofferenza anche a distanza, e può essere affrontata nella psicoterapia.


    Dr. Gianmaria Benedetti
    http://neuropsic.altervista.org/drupal/


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