Utente 354XXX
Buongiorno,
mi rivolgo a voi in quanto pur avendo consultato alcuni medici, mi scontro, senza risposte chiare, col problema del mio compagno, sessantenne, che è in cura per una ipertrofia prostatica benigna. La terapia consiste in 10 mg di alfuzosina cloridrato al giorno. Benché io abbia letto altrove e mi sia sentita dire de visu che gli effetti collaterali sono minimi, nel caso del mio compagno questi si sono presentati in maniera devastante, coinvolgendo, come naturale, anche me. nel giro di due mesi la nostra vita sessuale che, proporzionatamente all'età, era vivace e regolare si è azzerata. Le uniche compensazione suggeriteci dall'urologo (i soliti farmaci che aiutano l'erezione) non hanno alcuna utilità, in quanto il nocciolo del problema che ci si presenta è l'assenza totale di libido, con conseguenze veramente difficili da gestire per entrambi. Inutile il dialogo, o le pseudosoluzioni da rivista femminile: anche per assumere farmaci (che mai ci servirono in passato) per la disfunzione erettile, bisogna DESIDERARE di prenderli. Nel giro di due mesi, scrivevo, e da un anno, il mio compagno soffre più nel percepire la mia frustrazione, che, benché tenti di nascondere non può sfuggire a chi da tanto mi conosce, che dall'astinenza. Io, pur razionalizzando, mi sento rifiutata ed incompleta. Benché entrambi pratichiamo sport, benché tra noi ci sia dialogo, lui, senza rendersene conto, è sempre più ipocondriaco e cupo, trova sfogo fisico nella pratica sportiva, che però è diventato quotidiana e quasi maniacale. Dal mio canto io mi intristisco e perdo lucidità nel considerare me stessa. Io vorrei una risposta definitiva, che tutti i medici consultati finora hanno aggirato: esiste modo di compensare non tanto il meccanismo, ma ciò da cui esso promana, cioè un livello sano di libido? Io cerco di tenere un comportamento non opprimente, ma seppure il mio compagno sia naturalmente gratificato dall'essere desiderato, lui non manifesta alcun tipo di desiderio. Ed io, che già per età non sono quel fiore, appassisco ulteriormente, se non nell'aspetto, nell'animo. Ho chiesto di avere risposta da un andrologo perché non credo che, considerando che siamo persone in grado di discernere, in genere, e di dialogare, si ponga un problema di blocco, che comunque ed eventualmente deriverebbe da quella che si è rivelata nel nostro caso una vera castrazione chimica. Vi ringrazio anticipatamente per l'attenzione.

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[#1] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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Cara signora,
intanto è da vedere se è tutta colpa della alfuzosina, che semmai aumenta la caèpacità, ma nulla a a che fare con il desiderio. Che diminuisce per aslterazioni ormonali, infiammatorie genitali o psicologiche. Consultino bravo collega e la situazione si risolve.
[#2] dopo  
Utente 354XXX

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La ringrazio della celerissima risposta. Non oso proporre nuovo specialista, dopo gli svariati consultati... entrambi (io ed il mio compagno) non abbiamo potuto fare a meno di collegare l'inizio dell'assunzione del farmaco con il crollo repentino della libido. Ribadisco, le capacità non sono diminuite, il problema è propriamente legato al desiderio. Può darsi, benché io rifugga in genere da psicologismi, che sia difficile per la psiche maschile accettare l'idea di un disturbo cronico, sebbene fisiologicamente legato all'età, ma la risposta del mio compagno mi apparirebbe, se così fosse, decisamente tranchant. A meno che l'alterazione ormonale a cui lei accenna non sia correlata alla cura. Speravo ci fosse qualche caso in letteratura.
Le auguro un'ottima serata e torno a ringraziarla!
[#3] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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E che le hannop detto gli altri specialisti a proposito del calo del desiderio?
[#4] dopo  
Utente 354XXX

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Scusi il ritardo, dottore. Ben due hanno detto che il farmaco può avere questo effetto. Un terzo ha detto che può essere un misto di effetto chimico ed acquisita insicurezza. Il mio compagno cerca ormai di parlarne il meno possibile, quando domando se ha intenzione di rendermi partecipe, in modo vacuo replica che spera che si aprano delle finestre di possibilità. Un anno senza finestre ovviamente non mi fanno sperare molto. Un vero peccato. Inoltre è terrorizzato all'eventualità di sospendere anche per pochi giorni la cura, ed io non voglio che soffra fisicamente. Certo è che si priva di molta parte della sua vita. Che ne sia privata io è, purtroppo mia scelta, ma questa scelta ho fatto. Ripeto, un vero peccato.
Grazie ancora
[#5] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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temo di essere da' accordo solo col terzo e parzialmente. Alfuzosina non lo fa.
[#6] dopo  
Utente 354XXX

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Caro dottore, dunque mi tocca concludere, con Conan Doyle, che eliminato l'impossibile, quel che rimane, per quanto la considerassimo improbabile, deve essere la verità. La causa è altrove.. Probabilmente in questo momento è seduta davanti al mio pc.
Un sincero ringraziamento per l'interessamento e la franchezza.
[#7] dopo  
Utente 354XXX

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Gentile dott Cavallini, la ringrazio. La sua risposta mi ha indotta a rompere un muro di delicatezza che era solo una maschera protettiva. Ovviamente chi non vuole risposte non domanda. Ho avuto ottima risposta da Lei, ho avuto esauriente risposta dal mio compagno. Ovviamente una persona matura fa i conti con le proprie domande e con le risposte che rischia di ricevere. Quali che siano le une e le altre. Questo è essere adulti, suppongo.
Grazie ancora, davvero e di cuore. Buon lavoro!
[#8] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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Beh delle volte serviamo.