Utente 343XXX
Buongiorno,
sono una ragazza di 28 anni e da un anno ho un forte dolore al ginocchio. Nel maggio 2013 ho subito un trauma al ginocchio, nessuna frattura e tutto si risolse nel giro di una decina di giorni. Due mesi dopo però, poco a poco comincia a ripresentarsi il dolore e diventa così forte da costringermi alle stampelle. La risonanza magnetica diede questo esito:
Tenue edema spongioso della pozione periferica anteriore del piatto tibiale mediale e della rotula, prevalentemente sul versante laterale. Le fibrocartilagini meniscali non presentano alterazioni di rilievo.
Legamenti crociati e collaterali normoinseriti. Lieve alterazione del tratto prossimale del legamento collaterale mediale riconducibile ad esiti distrattivi.
Immagine semicistica subcentimetrica del pivot centrale in rapporto di contiguità con il tratto prossimale dei legamenti crociati.
Rotula in asse con disomogeneità di segnale del rivestimento condrale compatibile con condromalacia.
T. rotuleo nella norma.
Aspetto modicamente ispessito delle pliche infrarotulea e pararotulea mediale.
Lieve distensione del recesso sottoquadricipitale.

Secondo il mio ortopedico era algodistrofia. Mi consigliò magnetoterapia per due mesi, la feci ma senza nessun risultato. Rimasi con le stampelle per 5 mesi.
In seguito mi recai in visita al centro del dolore e inizia l'applicazione del tape kinesiologico che mi diede qualche minimo e lieve miglioramento. Intorno a gennaio / febbraio riuscii a togliere le stampelle e poco a poco il dolore sembrava ridursi e riuscivo a camminare seppur lentamente. Mi consigliarono di andare in palestra per riprendere il tono muscolare.Ci andai ma nel giro di poco il ginocchio peggiorò di nuovo e da lì la situazione è rimasta invariata: posso deambulare solo per tratti brevi, molto lentamente e man mano che aumento i passi il dolore aumenta. Spesso si diffonde fino al piede ed ultimamente invece arriva spesso fino all'anca. Il fatto anomalo è che non è uguale tutti i giorni: nei giorni migliori riesco a camminare un pochino (sempre lenta) anche per quasi mezz'oretta, mentre altri giorni fa così male che dopo pochi passi sono già ferma. Negli ultimi mesi mi fa male anche al mattino appena mi alzo.
A maggio comunque ho fatto un'altra risonanza con questo esito:
Rotula in asse.
Non alterazioni dell'intensità di segnale. In particolare riferibili a focolai di edema algodistrofico a carico del segmenti scheletrici compresi nello studio.
Non evidenti fessurazioni meniscali.
Nei limiti i legamenti crociati ed i collaterali.
Modico versamento articolare.
Regolari anche i tendini quadricipitale e rotuleo.
Minima distensione liquida della borsa pre-patellare.

Ho iniziato dei trattamenti da un osteopata ma senza migliorare. Secondo voi la diagnosi di algosidrofia è affidabile?Nel caso non si tratti di questo che cosa potrebbe essere?Può essere collegato che soffro di osteoporosi da tanti anni?
Cosa ne pensate della terapia iperbarica nel mio caso?
Cordiali saluti

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[#1] dopo  
Dr. Umberto Donati
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Pensare a trattamenti prima di aver fatto la diagnosi ha poco senso. Va anche detto che è impossibile (oltre che vietato dalla Legge e dal Codice Deontologico) fare diagnosi a distanza, tuttavia il sospetto di algodistrofia poteva essere compatibile con il referto della prima RMN mentre il referto attuale esclude specificamente la presenza di segni di algodistrofia. Le ricordo però che il referto della RMN non costituisce una diagnosi ma semplicemente la descrizione di ciò che il Radiologo ha rilevato guardando le immagini (per fare un esempio il secondo referto non dice nulla della condromalacia della rotula segnalata nel primo referto, ma se c'era realmente non è certo scomparsa) : la diagnosi la fa lo specialista che l'ha prescritta guardando le immagini della RMN e integrandole con il quadro clinico emerso dalla visita. Non è possibile, solo in base alla Sua descrizione, dire "cosa potrebbe essere" : qualsiasi ipotesi, proprio perché tale non sarebbe di nessuna utilità. Del dolore, di cui sappiamo solo che è forte, bisogna conoscere la sede, la tipologia, le sue caratteristiche (durata, intensità, ecc), le modalità di insorgenza e di remissione, ecc. Bisogna che si affidi a un ortopedico esperto che La segua per tutto il percorso (dal consulto sembra invece che l'ortopedico, dopo aver fatto diagnosi di algodistrofia e aver prescritto la magnetoterapia, non l'abbia più vista per almeno 5 mesi) , per raggiungere per prima cosa la diagnosi e ottenere di conseguenza il trattamento appropriato. Nell'ospedale della città indicata nei Suoi dati c'è un Dipartimento di Ortopedia a cui afferiscono tra le altre due UO di Ortopedia dove può trovare ottimi specialisti. Si faccia aiutare dal Suo medico curante a individuare dove.
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 343XXX

Iscritto dal 2014
Ha perfettamente ragione. Diciamo che non sono più tornata dall'ortopedico perchè sono mesi che spendo soldi per continue visite (sia per il ginocchio che per altri problemi di salute) e senza ottenere miglioramenti. Inoltre il mio medico curante ritiene che l'algodistrofia possa comunque mantenersi anche se dalla risonanza non emergono più i segni specifici.
In seguito invece di affidarmi alla medicina ufficiale che tanto per questo tipo di patologia non fornisce molte soluzioni, mi sono orientata ad altro ovvero osteopatia e omeopatia verso le quali nutro molta fiducia. Mi hanno aiutato tanto per altri disturbi, ma non per il ginocchio.
Inoltre ho fatto recentemente una visita al centro iperbarico la cui dottoressa che mi ha ricevuto sostiene che la diagnosi per il mio ginocchio non sia chiara. O meglio, dalla ultima risonanza il mio ginocchio non ha nulla di rilevante ai fini diagnostici, però il dolore continua. La dottoressa mi ha comunque consigliato la camera iperbarica specificando che la diagnosi di algodistrofia non è escludibile.
Come afferma Lei, devo tornare dall'ortopedico per un parere più professionale, infatti ho fissato l'appuntamento che però mi è stato dato per inizio settembre.
Il fatto è che non posso aspettare troppo per la terapia iperbarica perchè il trattamento richiede 6 settimane e a fine settembre inizio a lavorare. Se aspetto prima la visita dall'ortopedico e ipotizziamo che mi conferma utile questa terapia, la inizierei a settembre e si protrarrebbe fino a metà ottobre.
A questo punto sono propensa ad iniziare comunque il trattamento ed eventualmente se la visita ortopedica darà esito diverso potrò interrompere l'iperbarica a settembre.
La ringrazio molto per la disponibilità e chiarezza della risposta.