Utente 356XXX
Gentili dottori,
Mio padre ha subito un ictus ischemico derivante da un trombo a causa di una fibrillazione atriale che andava e veniva, rilevata dal medico dell''ambulanza. Successivamente ha avuto un emorragia a causa della trombolisi e adesso è in rianimazione.

Era in attesa di operarsi per sostituzione delle valvole e la diagnosi con cui era stato dimesso dall''ospedale è la seguente:
"Recente episodio di S.C.C. in soggetto affetto da patologia valvolare e della radice aortica: insufficienza valvolare aortica di grado severo e dilatazione della radice aortica. I.M. di grado moderato. Albero arterioso coronarico angiograficamente indenne. Conservati indici di funzione sistolica globale del V.S-Iperuricemia. Iperomocisteinemia. I.P.B. Indicazione ad intervento di correzione chirurgica.

La terapia prescritta era la seguente:
TERAPIA DOMICILIARE:
- Procoralan 5 mg cp 1 ( ore 8 ); cp 1 ( ore 20 )
- Urorec 8 mg cp 1 ( ore 20 )
- Prostide 5 mg cp 1 ( ore 8 )
- Congescor 1.25 mg cp 1 ( ore 8 )
- Triatec 5 mg cp 1 ( ore 20 )
- Lasix 25 mg cp 1 ( ore 8 ); cp 1 ( ore 14 ); cp 1 ( ore 18 )
- Luvion 50 mg cp 1 ( ore 16 )
- Adenuric 80 mg cp 1 ( ore 13 )
- KCI "R" 600 mg cp 1 (dopo pranzo); cp1 (dopo cena) per sette giorni
- Pantoprazolo 40 mg cp 1 ( ore 6 )

Attualmente si deve riassorbire l''edema cerebrale che purtroppo ha interessato il tronco (è stabile da 11 giorni), quindi mi hanno detto che non possono dargli anticoagulanti e antiaggreganti.
Ma al contempo ho paura di altre fibrillazioni atriali o formazioni di altri trombi.

Se vi chiedessero un consulto quali valutazioni, esami, farmaci e suggerimenti vi sentireste di dare per minimizzare i rischi?

Il fatto che nella prima terapia mancassero anticoagulanti e antiaggreganti è normale?

Grazie infinite della disponibilità.

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[#1] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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No, non è " normale" che suo,padre non fosse un terapia anticoagulante orale.
Detto questo l,emorragia post trombosi si non è certo una controindicazione alla terapia con eparina a basso peso molecolare, per ridurre il rischio di nuove embolie, oltre che di trombosi venisse legate all allettamento.
Per co che concerne la tempistica dell intervento mimpare che sia ancora un po,presto,data la situazione cerebrale ed andrà valutata poi la indicazione a seconda del danno cerebrale residuo
Auguri
[#2] dopo  
Utente 356XXX

Iscritto dal 2014
La ringrazio infinitamente per la risposta. Non solo professionale, ma anche umana.

L'ictus si è verificato appena 4 giorni dopo le dimissioni dall'ospedale ed è stato piuttosto forte. Per me è davvero difficile credere che non si sia trattata di una leggerezza medica.

Riflettevo anche sul fatto che mio padre ha 72 anni, è sovrappeso (alto 176, pesa circa 90 kg, IMC circa 30), con un'insufficienza cardiaca grave e con un affanno già dopo pochi passi. Quindi praticamente costretto a letto o sul divano.
Fibrillazione a parte, ma non era prevedibile il rischio tromboembolico?

Io vorrei far verificare se si sia trattata davvero di una negligenza da parte dell'ospedale.
[#3] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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Suo padre pare avere avuto un ictus ischemico su base tromboembolica legata ad episodi di f.a. Parossistica.
In seguito a terapia trombolitica ha presentato un ictus emorragico.
Lei mi parla di formulare una ipotesi di reato ( negligenza) per la mancata prescrizione di terapia anticoagulante orale dati i molteplici fattori di rischio che suo padre aveva prima dell ictus ischemico.
Questa ipotesi di reato non sta a me formularla.
Le posso dire sinceramente che io l avrei prescritta, questo si
Arrivederci
[#4] dopo  
Utente 356XXX

Iscritto dal 2014
Grazie di cuore vedrò di informarmi con un avvocato.

[#5] dopo  
Utente 356XXX

Iscritto dal 2014
Gentile Dottore, volevo chiederle un'altra informazione:
Sono trascorsi due mesi e mezzo dall'ictus / emorragia cerebrale e mio padre sta lentamente recuperando. Da sospetta sindrome locked-in (tetraplegia) ha recuperato il movimento del braccio sinistro e la sensibilità sulla gamba. E fa costanti piccoli progressi.

Al momento è in un istituto specializzato in riabilitazione.

Vorrei capire bene se convenga aspettare (cosa però?), operarlo al cuore (magari tramite transcatetere?) o se l'intervento non è più così urgente (in quanto per ora muove è emiplegico e muove pochissimo la gamba).

La situazione è la seguente: per ora viene costantemente monitorato tramite eeg e sembra non ci siano più stati episodi di fibrillazione atriale, ma lo scompenso cardiaco era tale da stancarsi in 3 passi..
è ancora tracheostomizzato ma respira in autonomia e deglutisce. Da poco l'hanno messo in carrozzina..
[#6] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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L' intervento di sostituzione valvolare, anche transcatetere , non e' una passeggiata, non priva di rischi, anche severi e richiede anche una scoagulazione almeno per un periodo iniziale di mesi.
Da cio' che scrive non mi parrebbe il caso, al momento, si prosettare una terapia di questo tipo.
Ovviamente tenendo anche conto del mezzo telematico e pertanto il mio parere puo' valere molto poco.
Arrivederci
[#7] dopo  
Utente 356XXX

Iscritto dal 2014
La ringrazio, ho visto il suo sito, e colgo l'occasione per farle i complimenti.

Ho trovato anche altri dati:
"Ectasia dell’aorta coinvolgente la radice (52mm),la giunzione seno-tubulare (48mm) e il segmento sovragiunzionale (42mm). Valvola aortica tricuspide, marcata degenerazione della cuspide non coronarica che genera importante deficit di coaptazione ed insufficienza valvolare di grado severo (vena contracta: 11mm). Dilatazione dell’anulus mitralico (44mm) ed insufficienza valvolare
stimabile attualmente di grado moderato (tipo I sec. Carpentier). Confermati i restanti reperti dell’esame trans-toracico.

ECOCARDIOGRAMMA
Severa ipertrofia eccentrica del ventricolo sinistro (lVSd 18 mm, LVPWd 16 mm, LVIDd 78 mm, 4C TD vol 295 ml, TS vol 105 ml) che presenta normale funzione sistolica globale (FE 64 %) e cinesi segmentale. Disfunzione diastolica di ll grado. Severa dilatazione bi-atriale. Ventricolo destro di normali diametri e normocinetico
(TAPSE 29 mm). Insufficienza valvolare mitralica di grado severo con jet centrale (VC 0,8 cm, area jet 14 cmq) e lieve insufficienza tricuspidale. Moderata ipertensione polmonare (PAPS 48 mmHg con pressione atriale destra stimata di 10 mm Hg). VCI ai limiti superiori della norma (20 mm) ma normocollassabile con l’inspirio.
Radice aortica severamente dilatata (52 mm) in valvola tripartita e severamente insufficiente (VC 1 cm, PHT 220 msec) ed in evidenza di eversione di lembo valvolare. Lieve dilatazione dell’aorta ascendente (46 mm).
Non versamento pericardico."

è molto grave?

La mia paura è il ripetersi, magari anche a distanza di tempo, di una fibrillazione atriale o che i danni alla valvola aumentino (abbiamo osservato i primi sintomi di affanno 8 mesi prima).

Ho già effettuato un primo consulto specialistico. Tra quanto tempo mi consiglia di ripeterlo?

La ringrazio ancora
[#8] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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Le sue paure sono giustificate, perche' probabilmente il paziente ripresentera' fibrillazione atriale. Ed e' per questo che il paziente deve essere scoagulato
Per cio che riguarda l'intervento , a giudicaer dall'eco che lei ha postato mi pare difficilmente proponibile al momento in quanto si tratterebbe di sostituire mitrale e aorta, (oppure di riparare la mitrale e sostituire l a'orta)
Arrivederci
[#9] dopo  
Utente 356XXX

Iscritto dal 2014
Buongiorno,
A distanza di 9 mesi mio padre ha recuperato un po' lato neurologico e la situazione cardiaca sembrava stabile. Tuttavia ha avuto un secondo scompenso cardiaco (forse a valle della reidratazione per l'intervento di PEG).

C'è qualche centro di eccellenza dove si potrebbe tentare l'intervento? O almeno fare tutte le analisi che permettano di capire qual'è la situazione attuale e come potrebbe evolvere..
[#10] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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Sicuramente c'e' un buon centro cardiochirurgico dalle sue parti. Noi a Pisa lo abbiamo, ma e' certo molto distante.
Si rivolga alle strutture pubbliche della sua regione.
Arrivederci