Utente 323XXX
Gentile dottore.
Scrivo per chiedere informazioni circa lo stato di salute di mia madre che da tutta la vita soffre di vene varicose. La gamba dx è piena di capillari visibili e vene gonfie. Da quando sono nata sono abituata a vederla così. Ha provato, in gioventù, a farle sparire tramite sclerosanti ma ha avuto una forte reazione allergica in seguito. Le vene erano diminuite ma pochi anni dopo sono ricomparse nuovamente e in numero più elevato. Oltre fastidi estetici e pesantezza di gambe a fine giornata, la situazione è sempre stata sotto controllo. Tuttavia lei, traumatizzata dal primo trattamento, rifiuta ogni cura, anche la calza elastica, in quanto mia nonna, sua madre, è nelle stesse condizioni e ha una età avanzata che le fa presuppore, forse ciecamente, che la cosa possa andare avanti anche senza un controllo medico.
Da un mesetto però, le è apparso un bozzo,sulla gamba dx, poco più sotto del ginocchio dalla parte interna, della larghezza di un unghia, molto gonfio e di colore verde (una vena suppongo) che le duole anche se solo sfiorata. Tuttavia rifiuta ancora le cure, affermando che è "normale", che "se mettessi la calza elastica scoppierebbe" e altre scuse simili.
Ho cercato informazioni su internet riguardo questo bozzo, una vera e propria bolla, e temo per la sua salute.
Conscia che dovrebbe farsi controllare, chiedo cosa potrebbe essere e se è grave per la sua salute, se è una infiammazione o un trombo, o cose simili.
Inoltre, come si può intervenire su un caso simile, comunque grave? L'incisione terrorizza anche me, e la sclerosanti ha già fatto danni. Un tempo si parlava di laser, quale tecnologia potrebbe aiutare mia madre senza essere invasiva e pericolosa?
Grazie delle risposte

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Dr. Lucio Piscitelli
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Gentile Utente,
la descrzione che fa sembrerebbe corrispondere a quella di un nodulo di varicoflebite (complicazione infiammatoria di una vena varicosa con o senza trombo al suo interno) e che richiede un opportuno trattamento in tempi brevi potendosi estendere ad altri settori del sistema venoso superficial o peggio al sistema venoso profondo integrando il pericoloso quadro della Trombosi Venosa Profonda.
Sulla base del racconto che ci fa poi riguardo la condizione di Sua Madre emerge la necessità assoluta di una valutazione specialistica non solo per il trattamento nel breve termine della condizione acuta, ma anche e soprattutto per pianificare le procedure terapeutiche più indicate, che sembrerebbero richiedere provvediemnti di tipo chirurgico, affrontabili con ragionevole sicurezza anche da soggetti allergici mediante la messa in atto di opportune precauzioni, evenienza del tutto frequente e ben nota a Chirughi e Anestesisti.
Resta la necessità di riuscire a fornire la Sua Madre una informazione corretta e farLe comprendere la necessità di occuparsi con determinazione della Sua affezione (viste anche le complicazioni che cominciano a manifestarsi) e che l'approccio terapeutico alle affezioni venose è molto cambiato negli ultimi anni, alla pari della elastocompressione, che resta il cardine di qualunque trattamento flebologico e che si avvale recentemente di presidi (calze elastiche) sempre più perfezionati, gradevoli e confortevoli.