Utente 357XXX
Buongiorno,

vi scrivo per mia madre che è affetta da carcinosi peritoneale secondaria a tumore dello stomaco di tipo infiltrante.

ha fatto diversi cicli di chemioterapia, ma la malattia dopo un apparente beneficio iniziale ha continuato a progredire.

adesso alcuni noduli del peritoneo ingrossandosi suboccludono l'intestino crasso in più punti.

gli oncologi che l'hanno in cura hanno deciso di sospendere tutti i trattamenti chemioterapici e di mandarla a casa in assistenza domiciliare per le sole cure palliative e alimentazione esclusivamente parenterale.

volevo chiedervi se è il caso di mettersi il cuore in pace oppure se il caso è ancora valutabile chirurgicamente (cioè se è possibile rimuovere questi noduli che ostruiscono, anche se ciò avrebbe solo un effetto temporaneo).

Saluti.
Fabio D'Amico.
[#1] dopo  
Dr. Edoardo Liberatore
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Gentile utente,
la carcinosi peritoneale da carcinoma gastrico, malattia molto aggressiva e con alta mortalità, è purtroppo un'evenienza molto seria. Nel caso di sua madre, se la malattia ha continuato a progredire nonostante la chemioterapia, si tratta di una forma a rapida evoluzione. Penso ci sia veramente poco spazio per un trattamento con intento curativo e credo che gli oncologi vi abbiano correttamente consigliati.