Utente 770XXX
Buongiorno,

ho 38 anni e di recente ho deciso di affrontare un problema di disfunzione erettile che mi ha sempre accompagnato, facendomi visitare da un andrologo-urologo-chirurgo molto titolato.
La mia disfunzione è saltuaria e consiste nella difficoltà a raggiungere e/o mantenere l'erezione, oltre ad una 'durata' non soddisfacente. Circa il 50% delle volte il rapporto si puo' definire sufficientemente soddisfacente, ma solo quando gli 'stimoli' sono piu' consistenti. Non mi capita quasi mai ad esempio di avere un'erezione senza stimolazioni dirette abbastanza prolungate.
Non fumo, non bevo, non sono diabetico, non ho malattie o disturbi di nessun tipo.
Ho fatto, su prescrizione del medico, alcuni esami: ecocolordoppler con 2,5mcg di PGE che ha evidenziato un buon apporto arterioso, ma un 'lievissimo flusso venoso 2,7 cm/sec', con risposta al rigid test sufficiente. RigiScan per 2 notti, con erezioni buone in numero e durata, con rigidità al 100% solo alla base, ma sempre meno dell'80% alla punta (talvolta al di sotto anche del 50%). Test dinamico computerizzato con A.V.S.S. con 5mcgdi PGE1, con risposta erettile 'ottima'. Esami ormonali buoni (prolattina 16,40 testosterone 5,10). Esame biotesiometrico nella norma. Ecografia peniea e testicolare nella norma.
La diagnosi è stata di disfunzione erettile dovuta a curvatura congenita (laterale sx di circa 30 gradi in erezione). Mi è stato consigliato senza indugio un intervento chirurgico di correzione della curvatura. Premesso che la curvatura non è mai stata un problema per me, nè funzionale, nè psicologico, le mie domande sono le seguenti:

1. che evidenze ci sono in letteratura di rapporto causa-effetto tra curvatura congenita e disfunzione erettile? I pareri medici sull'argomento sono concordi?

2. Che probabilità ci sono che l'intervento risolva la disfunzione erettile?

3. Che rischi comporta l'intervento? Potrei perdere sensibilità, o addirittura peggiorare la disfunzione erettile?

4. Come è possibile che in un numero discreto dei casi 'funziono' molto bene, se il problema deriva da curvatura congenita?

5. E' corretto che, oltre gli esami suddetti, il medico non si sia curato di pormi alcuna domanda sulle mie abitudini e aspettative sessuali (in pratica non si è curato affatto dell'aspetto comportamentale/psicologico). In particolare ho trovato strano il fatto che non si sia curato nemmeno di chiedermi cosa intendessi io quando ho dichiarato di soffrire di disfunzione erettile.

6. E' possibile che mi sia ritrovato di fronte ad un bravissimo specialista, ma tanto 'concentrato' sulla sua specialità da proporre una soluzione 'preconfezionata', ma inadeguata alla complessità del mio problema?

7. Cosa è consigliabile fare nella situazione in cui mi trovo ora?

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[#1] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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NAPOLI (NA)
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Caro Utente,ha mai pensato di prendersi un periodo di riposo estivo e di contattare un esperto andrologo,magari clinico,che possa soddisfare anche l'aspetto comportamentale,magari avvalendosi della consulenza psicosessuologica.Le conclusioni insite nelle Sue domande portano,inevitabilmente,a questa ipotesi strategica...Cordialità.
[#2] dopo  
Dr. Stefano Garbolino
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TORINO (TO)
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Gentile utente,
in accordo con il collega il consiglio è di effettuare una "mappatura" complessiva (cioè sia uro-andrologica che psico-sessuologica) poichè specialmente in casi analoghi al suo, la complessità della problematica riveste ripercussioni che non sono così necessariamente ascrivibili all'area biologica piuttosto che psicologica, ma verosimilmente hanno zone di sovrapposizione che rendono necessario un approccio combinato (sia bio che psicosessuologico).
Cordialmente
[#3] dopo  
Dr. Diego Pozza
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ROMA (RM)
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Caro lettore,

è indubbio o, dicaimo, molto-assai frequente che una curvatura dell'asta in erezione possa associarsi ad una disfunzione erettile del mantenimento.
E' chiaro che può essere concomitante anche una problematica "sessuologica" ma, a mio modesto parere tale problematica mi appare più come una conseguenza del "disagio erettile" che come una causa.
La correzione della curvatura del pene non può portare ad alcuna modificazione della qualità dell'erezione.
La decisione "operatoria" dipende molto dal disagio estetico e penetrativo che la curvatura determina.
Se vuole qualche informazione in più su www.andrologia.lazio.it
In certi casi una "second opinion" può essere opportuna.
Cari saluti