Utente 322XXX
Sale dottori, mi trovo a dover riscrivere nuovamente su questo sito per avere qualche risposta in più o forse qualche magra consolazione che non so se potrà arrivare o meno. Mia mamma il 17 Luglio ebbe una emorragia cerebrale che le portò dei danni ad un occhio, alle orecchie e la paralisi di metà viso, tutti danni che in seguito ad una adeguata cura e alla fuoriuscita del sangue grazie al drenaggio, portarono ad un notevole miglioramento. Durante la sua degenza apparvero però una serie di problemi tra cui idrocefalo e un'infezione da stafilococco. Lei non perse mai coscienza, è sempre stata vigile (apparte qualche giorno in cui dormiva di più causa mancanza di drenaggio per curare l'idrocefalo). Domenica scorsa poi accadde l'inaspettato. Mia mamma ebbe un infarto del miocardo con successivo arresto cardiaco. E' stata rianimata, intubata e messa in coma farmacologico. Il cuore ha ripreso a pompare sangue da solo ma lei resta attaccata alla macchina per la respirazione. Ieri ci è stato comunicato che il coma farmacologico le è stato tolto ma lei ha un coma suo definito "profondo". Da un elettroencefalogramma non risulta un'attività cerebrale buona e lei ovviamente non reagisce ad alcuno stimolo. Non mi aspetto che mi venga detto "tranquilla andrà tutto bene o cose simili" vorrei solo che qualcuno mi spiegasse cosa posso aspettarmi da una situazione del genere, se può essere reversibile o meno se non c'è nulla da fare, se posso davvero sperare ancora, o cosa posso fare per farmi sentire da lei, farle capire che deve tornare da me non so. Sono totalmente disperata. Lei comunque è in cura per l'idrocefalo e per l'infezione. il germe individuato risulta essere Klebsiella. Vi prego datemi una dritta. Grazie infinitamente

Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

Esprimi un giudizio

Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

Raccontacela

[#1] dopo  
Dr. Anna Maria Martin
36% attività
20% attualità
20% socialità
()
Rank MI+ 76
Iscritto dal 2008
Buon giorno, da quanto ci dice il quadro clinico della mamma sembra essere molto grave, l'arresto cardiaco ha provocato la sofferenza diffusa del suo cervello che non si era ancora del tutto ripreso dall'episodio precedente.
Comprendo benissimo il suo stato d'animo ma da quanto ci scrive sembra probabile che ci si debba preparare a tutto, anche al peggio.
In casi come questo se il quadro cardiocircolarorio e cerebrale si stabilizzano, ma il danno cerebrale occorso è irreversibile, la mamma potrebbe rimanere in questa situazione a tempo indeterminato.
D'altro canto è anche possibile che un accidente cardiovascolare (cardiaco e/o cerebrale) si ripeta con esito immediatamente infausto.
Certamente si spera sempre che il quadro si stabilizzi ed il danno occorso si riveli in definitiva non irreversibile, dato che dall'infarto è trascorsa, mi par di capire, solo una settimana.
Noi non abbiamo la possibilità di accedere alla cartella della mamma ed ai suoi esami, quindi la nostra risposta è per forza di cose solo orientativa e basata sull'esperienza di casi come il suo, mi creda se le dico che si può solo aspettare: i medici stanno certamente facendo tutto il necessario.
Se lo desidera ci tenga informati.
[#2] dopo  
Utente 322XXX

Iscritto dal 2013
La ringrazio davvero per la sua risposta. Oggi i medici ci hanno detto che hanno ripetuto l'elettroencefalo gramma e hanno notato che la parte bassa del cervello funziona. Ovviamente rispetto alle dimensioni del cervello la parte funzionante è piccola. Lei respira da una parte da sola dall'altra grazie alla macchina. Le piastrine sono basse e stanno facendo delle trasfusioni. Per quanto riguardo il cuore e la sua pressione non ci sono grossi problemi e oggi ho parlato, cantato e massaggiato mamma che ad un certo punto ha iniziato a piangere. E' stata un'emozione enorme.L'infezione poi è stata debellata. Io so che devo aspettarmi di tutto e mi preparo ad ogni evenienza. Pregherò ogni giorno che il Signore me la lasci qui. E ringrazio di nuovo lei per la sua risposta cosi come continuerò a ringraziare i medici di reparti del genere che salvano vite o fanno ciò che comunque è possibile. Vi terrò aggiornati sicuramente.