Utente 358XXX
salve vi vorrei porre un quesito in merito a un esame di farmacologia generale sostenuto nella mia facoltà. Nel mio test c'era la domanda: a due persone dello stesso sesso stessa età stesso peso è stato prescritto lo stesso farmaco allo stesso dosaggio. Si è osservato dai test che i due individui rispondono diversamente al farmaco nonostante dai test di riferimento l'attività piastrinica è normale, come spieghi questi fenomeno?....a questo quesito io ho risposto io ho risposto che è dovuto al polimorfismo genetico. Vorrei sapere se la risposta è corretta e se ciò non fosse, quale sarebbe la risposta giusta?
vi ringrazio per la vostra disponibilità
[#1] dopo  
Dr. Tommaso Vannucchi
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gentile utente
dipende proprio dalla variabilità biologica individuale e nello specifico da,come dice lei, dalla variabilità genetica che comporta una serie di variabili dal punto di vista sia metabolico che farmacodinamico
[#2] dopo  
Utente 358XXX

Iscritto dal 2014
La ringrazio per la risposta...se mi è permesso vorrei chiederle altre due cose. Sempre nello stesso esame avevo come domanda..."come spieghi l'affermazione che in caso di sovradosaggio di farmaci si deve intervenire sul pH delle urine" e "in quali casi si usano molecole che legandosi al recettore inibiscono la trascrizione enzimatica costitutiva". Io alla prima ho risp che si deve intervenire attraverso l'uso del bicarbonato per alcalinizzare le urine e permettere l'escrezione del farmaco spiegando le variazioni di pH tra sangue succo gastrico e urine. Alla seconda ho spiegato che si usano molecole per aumentare la durata di azione, il tempo di permanenza nel organismo del farmaco facendo esempi come nel caso della amoxicillina e acido clavulonico oppure l'uso del succo di pompelmo per inibire i CYP3A4 e quindi aumentare la biodisponibilità del farmaco.
vorrei sapere se ho sbagliato, e in caso fosse possibile sapere la vostra opinione sulla risposta più giusta in modo anche da correggere i miei errori in un futuro.
Cordiali saluti