Utente 332XXX
Salve. Ho 61 anni, non ho mai avuto problemi di salute ad eccezione di una menopausa particolarmente “sofferta” che mi ha costretto ad anni di terapia ormonale sostitutiva sotto strettissimo controllo medico. Negli ultimi anni sono stata coinvolta in una serie di situazioni molto pesanti dovute a gravi malattie di miei familiari strettissimi che ho dovuto assistere.
I miei unici rimedi antistress sono la fotografia, le mostre d’arte, i concerti, gli amici e, soprattutto, la frequentazione della palestra e della piscina dove pratico ginnastica posturale, Pilates, nuoto e acquagym.
Giorni fa, di ritorno dalle vacanze, ho accusato un dolore alla testa non forte ma inusuale e durante la notte mi sono alzata ben cinque volte per urinare. Ho sospettato un possibile rialzo di pressione dovuto al fastidio di riabituarmi al caos di Roma e ad una eccessiva indulgenza nei confronti della liquirizia. Mi sono recata dal medico di base, esponendo il problema e richiedendogli di prescrivermi la vista cardiologica e l’ECG che faccio ogni anno prima di riprendere l’attività al circolo sportivo. Mi è stata misurata la pressione (155/100, una novità per me) e mi è stato chiesto di misurarla per qualche giorno a seguire. Nei giorni successivi la pressione ha incominciato a scendere (in media 131/87 con misure in varie situazioni: al risveglio, dopo sforzi, dopo i pasti, dopo il caffè, dopo uno stimolo negativo, etc). Sono tornata dal medico con i dati delle misure e richiedendo di nuovo una visita cardiologica. A tal punto mi sono sentita dire che è inutile rivolgersi ad un cardiologo, che devo intraprendere una terapia anti ipertensiva. Avendo obiettato che due picchi di pressione alta in situazione di ansia mi sembravano un po’ pochino per iniziare subito ad assumere farmaci, ho ottenuto la prescizione per un Holter pressorio che gli dovrò portare in visione appena disponibile.
Ora, la terapia per l’ipertensione viene prescritta solitamente dal medico di medicina generale sulla base di sintomi “puntuali”? Ero convinta che fosse più che mai opportuna la visita di uno specialista, un eventuale aggiustamento delle abitudini alimentari, una valutazione dello stato psicofisico, analisi, un’osservazione un po’ più protratta nel tempo e poi decidere il da farsi.
Mi si sta prospettando di iniziare una terapia non banale, sulla base di due sole osservazioni e togliendomi l’autorizzazione a fare l’attivitá fisica che mi rilassa, mi fa bene, mi mantiene le ossa in buono stato, mi evita di ingrassare, mi consente di incontrarmi con amici di vecchia data, mi garantisce una muscolatura ed un’elasticità sufficienti a contrastare dolori e rigidità dell’artrosi.
E se fosse un problema di ansia, non sarebbe più opportuno verificare se per caso, con un blando tranquillante o una camomilla “super” la mia pressione non decida di abbassrsi da sola?
Sono agitatissima! Possibile che certi cambiamenti siano così repentini? Grazie

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[#1] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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In effetti concordo con lei. Non bastano due valori per prescrivere una terpaia antiipertensiva.
Solitamente, quando si ha la fortuna di curare persone come lei che eseguono una costante attivita fisica, è sufficiente suggerire la,restrizione severa del sale nell alimentazione e l astensione dalla,liquirizia.
Che poi le venga negata l autorizzazione all attivita fisica sulla base dinquei due npbanali rilievi mi pare veramente ridicolo oltre che sbagliato.
Si tranquillizzi ,,verosimilmente camperà più del suo medico.

Cordialita
[#2] dopo  
Utente 332XXX

Iscritto dal 2014
Grazie infinite per la risposta immediata e molto confortante! Circa il fatto di campare più del mio medico, cui auguro comunque tutto il bene possibile, sappia che provengo da una famiglia in cui non ci sono mai stati casi di ipertensione e figurano "esemplari" che hanno lasciato questo pianeta dopo i cento anni, e in tempi in cui non esistevano ancora antibiotici, mezzi diagnostici sofisticati e quant'altro.
Morirò anch'io, ma spero almeno di non morire arrabbiata...
Grazie ancora e buona giornata