Utente 304XXX
Gentili dottori,
mia mamma da anni è in cura con risperdal a causa di una grave forma di depressione.
Da un anno e mezzo l'elettrocardiogramma a cui regolarmente si sottopone evidenzia Qt lungo. Il neurologo ha detto che è un effetto collaterale del farmaco, ma non ha minimamente preso in considerazione l'idea di sospendere o modificare la terapia. Purtroppo senza risperdal la situazione neurologica di mia mamma, che ora è accettabile, peggiorerebbe sicuramente. Io non so veramente cosa fare perché mi trovo davanti a due vicoli ciechi: incoraggiarla a sospendere una terapi che le garantisce una buona qualità della vita, ma che rischia di accorciargliela, oppure dirle di continuare così pur sapendo quali sono i rischi.
Vorrei capire se, nel caso di un proseguimento della terapia con risperdal, sarebbe possibile affiancare una qualche forma di cura per cercare di stabilizzare la situazione cardiaca. Grazie a chi risponderà.

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[#1] dopo  
231165

Cancellato nel 2015
purtroppo è un effetto collaterale ben noto di molti farmaci antidepressivi. Se il neurologo le ha detto così significa che il QT si è allungato ma non in modo eccessivo e che quindi può' continuare senza problemi la terapia che da quanto capisco è fondamentale. Sottoponga in ogni caso sua mamma a una visita cardiologica, necessaria per avere conferme sulla tranquillità' della sua situazione. Escludendo presenza di cardiopatia importante, eccessiva bradicardia o disturbi elettrolitici il farmaco non presenta problemi e neppure l'allungamento del QT
saluti
[#2] dopo  
Utente 304XXX

Iscritto dal 2013
La ringrazio di cuore per la tempestiva risposta, seguirò il suo consiglio.
Un saluto