Utente 259XXX
Gentili Dottori,
ringraziandovi per il servizio svolto su questo sito vorrei sottoporvi un problema che affligge la mia mamma (60 anni) e che si porta dietro da più di 10 anni, senza mai trovare una soluzione.
Il problema riguarda un fittissimo dolore che sente al dito pollice della mano sx, sulla faccia superiore appena sotto l'angolo sx dell'unghia. Anni fa il dolore aveva insorgenza spontanea e occasionale e man mano è diventata estremamente frequente (anche di notte) e lancinante. Il dolore arriva adesso a volte in maniera spontanea e a volte dovuta anche soltanto ad un piccolo sfioramento del dito.
Anni fa il dolore si enstendeva alla base del dito, poi fino al polso e adesso si estende anche al dito indice. Nel punto in cui comincia ad avvertire la fitta di dolore il dito diventa nero, come ci fosse un livido, e si mette in evidenza come una piccola vena che da quel punto arriva alla base del dito. Negli ultimi anni l'unghia del dito ha cominciato a deformarsi e a piegarsi creando quasi un angolo sulla superficie, sempre nella parte sx.
Ha cercato in tutti questi anni di trovare la causa del problema ma senza alcun risultato. Abbiamo effettuato delle ecografie con risultati negativi e non è stato possibile effettuare la risonanza magnetica prescritta dall'ortopedico perchè la struttura a cui ci siamo rivolti ci ha detto che l'RM non è fattibile su un dito.
Si è sottoposta anche ad un intervento perchè un altro ortopedico consultato aveva diagnosticato una cisti, ma il materiale asportato ed esaminato non ha confermato la diagnosi del medico (sembra che fosse troppo esiguo).
Nonostante tutto la mamma ha sempre queste fittissime fitte di dolore, che ormai le provoca anche dei mancamenti. Non sappiamo cosa possiamo fare e se possibile vorrei avere qualche indicazione, qualche suggerimento sul tipo di indagini da eseguire perchè la situazione sta diventando proprio insopportabile.
Grazie a tutti i medici che vorranno gentilmente intervenire,
cordiali saluti.
[#1] dopo  
Dr. Umberto Donati
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Potrebbe trattarsi di un tumore glomico, cioè un piccolo tumore benigno a carico di alcuni vasellini presenti alle estremità delle dita. La presenza dell'unghia ne impedisce l'espansione e quindi è causa del dolore. La soluzione è chirurgica e può essere di competenza dell'ortopedico, del chirurgo della mano o del dermatologo. E' evidente che questa è un'ipotesi basata solo sulla descrizione dei disturbi riferiti da un'altra persona: è indispensabile quindi la visita specialistica per eventuale confermare la diagnosi e la terapia. Dai dati che fornisce non è possibile sapere da dove scrive, ma penso che il Suo Medico Curante possa indirizzare la Signora allo Specialista adatto.
Cordiali saluti
dr. Umberto Donati
[#2] dopo  
Dr.ssa Sarah Marchionni
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la descrizione che lei fa della sintomatologia depone certamente per il tumore glomico. La signora deve essere operata poichè la sintomatologia in questi casi è acuta.
[#3] dopo  
Utente 259XXX

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Gentili Dottori,
vi ringraziamo veramente tanto per le vostre risposte esaurienti.
Colgo l'occasione per chiedervi ancora qualche delucidazine: quali esami possono confermare la patologia che Voi indicate nelle vostre risposte?
Ci stiamo attivando per incontrare uno specialista, ma magari può essere utile portare con noi almeno alcuni degli esami necessari a chiarire le situazione.
Vi ringrazio ancora per la vostra disponibilità e per la professionalità che mettete a nostra disposizione.
Cordiali saluti.
[#4] dopo  
Dr. Umberto Donati
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Se si tratta di un tumore glomico la diagnosi è essenzialmente clinica: lo Specialista dopo avere ascoltato la storia della Paziente e averla visitata ha sufficienti elementi per porre la diagnosi. Può, esclusivamente a Suo parere, consigliare altri accertamenti (ad esempio ecografia - Doppler - Risonanza magnetica) per confermare la diagnosi o per avere termini di confronto per seguirla nel post-operatorio. Ma questa è una decisione personale dello Specialista. Siccome il tumore glomico non è visibile nelle radiografie, come esame di base potrebbe eseguire una semplice radiografia, per escludere lesioni scheletriche. Non starei a fare esami "preventivi" che potrebbero essere inutili e costosi (in termini non solo di denaro).
Cordiali saluti
dr. Umberto Donati