Utente 169XXX
Buonasera egregi dottori. La mia non è una vera e propria richiesta di consulto ma una considerazione, una domanda generale. Come noterete dalla mia storia clinica sono un soggetto che è tendenzialmente ansioso e timoroso di incorrere in malattie letali. Detto questo, su internet e sui giornali leggo sempre più spesso di giovani ragazzi ventenni che muoiono improvvisamente a causa di infarto oppure arresto cardiaco,seppure essi non avessero manifestato apparentemente patologie precedenti in tale senso. Ho letto addirittura di ragazzi allenati e controllati a livello cardiaco perchè facenti parte di una squadra calcistica che nel mezzo di una passeggiata con amici accusano dolore al petto ed in seguito infarto, e che nella maggior parte dei casi sfortunatamente non ce la fanno a sopravvivere. Io mi chiedo come si possa stare tranquilli di fronte a queste situazioni, come si faccia ad andare in giro sereni sapendo che da un momento all'altro potrebbe succedere l'irreparabile. Sicuramente sono troppo drastico in queste affermazioni ma mi procurano fastidio questi fatti. Sto attento alla dieta, cerco di mangiare sano, non bevo se non saltuariamente con gli amici (ho 23 anni), non fumo, cerco di fare attività fisica per quanto mi è possibile con gli orari e presto eseguirò un elettrocardiogramma sotto sforzo per il mio controllo annuale che faccio da quando iniziai a giocare a calcio(cosa che ho abbandonato a causa degli studi).Ho eseguito un ecodoppler 4 anni fa e non è risultato niente. Ho uno zio (paterno) il quale purtroppo a 50 anni ha avuto un infarto ma che fortunatamente si è ripreso bene e conduco uno stie di vita un po' frenetico e stressante per via dei miei studi e del mio modo di essere emotivo e ansioso; anche per questo ho un diradamento a livello di capelli. Considerando tutti questi fatti, ritenete che il mio rischio cardiaco sia elevato o che il mio stile di vita caratterizzato da emotività e preoccupazione alla lunga possa portare a complicazioni? Io non riesco a darmi pace se penso che tutti i sacrifici che faccio per stare bene ed essere sano potrebbero non servire a niente visto cosa è accaduto a tutti quei poveri ragazzi che se ne sono andati giovanissimi. Temo sempre di essere il prossimo anche se so che è molto raro, ma come è accaduto a loro può accadere a tutti. Scusate se mi sono dilungato e sfogato. Attendendo una risposta porgo i miei saluti.

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[#1] dopo  
Dr. Mariano Rillo
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Guardi non credo che lei non faccia una vita normale pensando che uscendo di casa può "caderle una tegola sulla testa"....succede anche che dei ragazzi seduti al tavolino di un bar muoiano all'improvviso perchè falciati dall'auto di un ubriaco ....e di esempi potrei fargliene tanti. Bisogna pur esser fatalisti nella vita o lei non riuscirà a viverla serenamente mai....
Credo che il supporto di uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per superare questo "enpass".
Cordialmente
[#2] dopo  
Utente 169XXX

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Buonasera dottore. La ringrazio per la celere risposta. Al di là delle considerazioni generali da lei fatte sul fatalismo, volendo ritornare ad una risposta prettamente riguardante la mia situazione cardiologica, le chiedo ogni quanto sarebbe opportuno ripetere una visita generica cardiologica, magari corredata da ecodoppler, e se devo prendere eventuali precauzioni visto che potrei essere esposto a maggior rischio cardiaco per familiarità o a particolare predisposizione dal punto di vista genetico. Inoltre, per quanto riguarda l'attività fisica aerobica, quanti giorni a settimana consiglia e quanti minuti per avere un efficace effetto salutare sull'apparato cardiaco? In attesa di risposta, porgo un saluto cordiale.
[#3] dopo  
Dr. Mariano Rillo
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La predisposizione ad avere problemi cardiovascolari non significa che lei li svilupperà matematicamente....sicuramente però è maggiormente predisposto rispetto a chi la familiarità non la presenta. In questi termini è "salutare" eseguire un'attività fisica regolare (almeno 2 o 3 volte a settimana) del tipo che lei propone (aerobica) e continuare ad avere una giusta alimentazione. Per le indagini di controllo, vista la ancor giovane età, non è il caso di ripeterle frequentemente. Io le consiglierei una visita con ECG ed ecocardiogramma a cadenza biennale dopo i 30 anni (normalmente lo si fà dopo i 40)... e soprattutto cerchi di vivere serenamente la sua età.
Saluti
[#4] dopo  
Utente 169XXX

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Buongiorno. La ringrazio nuovamente dottore per la rapida risposta e le sue indicazioni precise. Provvederò a seguirle, soprattutto il fatto di vivere più serenamente la mia età. Mi congedo ponendole un'ultima domanda, ossia, posto ciò che è accaduto a mio zio (da parte di mio padre), è sicuro che anche io sia geneticamente predisposto o nonostante l'accaduto potrei ugualmente non esserlo? Grazie molte per la sua disponibilità.
[#5] dopo  
Dr. Mariano Rillo
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potrebbe comunque non esserlo...