Utente 135XXX
Buona sera.
Nel dicembre 2012, a seguito di un ricovero per forti dolori allo stomaco, feci notare al medico di sala una formazione nodulare sul testicolo destro. Premetto che quel piccolo "bozzo" in realtà lo avevo da parecchio più tempo e all'inizio era come se "apparisse e scomparisse" e, nella sua apparizione, mi doleva al tatto.
Insospettito, mi fece sottoporre ad un esame ecografico che riportava:
"Didimo ed epididimo bilaterlamente di normale volume ed ecostruttura.
In entrambi lati varicocele di primo grado dx e tra il secondo e terzo grado a sinistra.
Non evidenti versamenti scrotali.
Borsa scrotale di normale spessore.
All'eco color doppler regolare vascolarizzazione intraparenchimale.
In sede antero inferiore del didimo destro nella cavitù scrotale si evidenzia immagine nodulare con guscio calcifico di circa 3x9 mm.
Si invia a videat urologico."

Il primario mi chiese se avessi preso botte o altro, dissi di no. Mi fece fare anche l'esame con i marcatori che risultò nella norma.

Successivamente continuai a controllare per altre due volte:
giugno 2013:
"didimi in sede morfovolumetricamente normali con profili parietali regolari ed omogenea ecostruttura parenchimale ove si eccettui la presenza, a dx, sulla parete, di una formazione solida parzialmente calcificata posteriore di 6 mm e di altre due con le stesse caratteristiche ecostrutturali attigue anteriori di 2.4 e 2 mm (sempre parietali).
Nel norma la morfovolumetria degli epididimi.
Normale la quantità di liquido presente nella vaginale comune.
Non si rilevano falde idroceliche."

ottobre 2013:
"Didimi in sede ad ecostruttura omogena, regolare aspetto delle teste dell'epididimo da ambedue i lati, corpo e coda dell'epididimo presentano evidente ectasia dei vasi del plesso che configura un varicocele di 2° unitamente ad un ispessimento diffuso delle tuniche scrotali, più evidente a destra, di verosimile natura in esiti di flogosi pregresse.
In questo quadro si inscrive probabilmente la presenza delle note calcificazioni, almeno 3 con diametro max 6 mm. Non sembra poter attribuire significato evolutivo a nessuna delle manifestazioni osservate e descritte.
Si rimette al clinico la decisione per l'eventuale follow up"

Ad oggi continuo a svegliarmi a volte con un dolore testicolare dx dovuto alla sua posizione che assume durante la notte "scomoda" in quanto testicolo è cd mobile (un paio di volte è risalito e poi risceso). Io credo che possa essere questa una delle cause di queste infiammazioni. in questi giorni, palpando, ho notato nuove formazioni e ho paura che queste infiammazioni croniche possano degenerare in qualcosa di più serio.

A fronte di tutto questo, ringraziandovi anzitutto per la pazienza e disponibilità, vorrei chiedervi se è possibile che la natura di tali infiammazioni possa essere nell'ipermobilità e se è possibile che queste infiamm. possano trasformarsi in qualcosa di più serio. E cosa mi consigliate di fare in ogni caso (follow up ecografico?)
Grazie.

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[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

difficile collegare l'"ipermobilità" con i problemi infiammatori osservati.

Data la natura poi delle calcificazioni, viste all'ecografia, difficile è pure pensare ad una evoluzione oncologica , verso "qualcosa di serio ; comunque, in questi casi, è sempre consigliato un follow-up urologico ed ecografico nel tempo.

Risenta ora in diretta sempre il suo urologo di riferimento.

Un cordiale saluto.
[#2] dopo  
Utente 135XXX

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La ringrazio molto per la disponibilità.
Ci sono degli accorgimenti da tenere in questi casi? Può essere utile (e possibile) capire l'origine di queste infiammazioni?

Grazie
[#3] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Se non fatte potrebbe essere utile alcune valutazioni colturali sul liquido seminale.

Ne riparli con il suo andrologo od urologo.