Utente 775XXX
gentili dottori,
vi scrivo perchè sono molto preoccupata riguardo l'esito di un test per la sifilide effettuato nelle indagini di routine per i donatori di sangue.
Mia madre (54 aa) è donatrice di sangue ed effettua il prelievo e donazione ogni 6 mesi,l'ultima donazione è stata a marzo, dopo circa 20 gg è stata chiamata dal lab dell'ospedale per ripetere il prelievo (non so quale test fosse il risultato alterato), ma non immaginando nulla di grave,è andata a ripetere il prelievo i primi di agosto, i test effettuati e i relativi esiti sono i seguenti:

VDRL: Negativo
TPHA: positivo 1:80
IgM: normali 0.1 Ul, con valori di riferimento 0-1

Questi risultati indicano una infezione pregressa di sifilide? Ora a parte l’inspiegabile eventuale contagio, lei non ha mai avuto manifestazioni cliniche, ne ha mai fatto nessuna cura specifica per la sifilide, inoltre quest’anno non ha neanche fatto nessuna cura antibiotica per altre cause.
E’ possibile che da marzo ad oggi le IgM siano assenti (o normali) nonostante non ci sia stata alcuna cura? Nei casi in cui la sifilide è latente si osserva una diminuzione delle IgM?
Il TPHA è un test specifico per la sifilide, può risultare positivo se si è venuti in contatto con il treponema senza sviluppare la malattia? E in nessun caso la sua positività può essere imputata a reazioni crociate?
Vorrei inoltre sottolineare che in precedenza gli altri esami di laboratorio effettuati per la donazione di sangue (l’ultimo risale a settembre 2007) non davano nessuna positività, ma non so quale test sia stato eseguito se il VDRL o il TPHA.
Chiedo scusa per essermi dilungata, ma volevo spiegare la situazione nel migliore dei modi.
Vi Ringrazio anticipatamente per la risposta,
Cordiali Saluti.

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[#1] dopo  
Dr. Luigi Laino
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Gentile utente,

la positività blanda di un test altamente specifico per la sifilide come il TPHA deve necessariamente porre attenzione, anche se dai soli dati inseriti non si può dichiarare uno stato di pregressa malattia.
le IgM sono positive solo nei periodi di recente infezione.

in questi casi il consulto con il venereologo e l'esecuzione di esami altamente specifici si ritiene necessario per la salute e la sicurezza del paziente.

nessuna ansia immotivata, ma procedete con il consulto come consigliatovi.

cari saluti
[#2] dopo  
Utente 775XXX

Iscritto dal 2008
Gentilissimo Dott. Laino,
La ringrazio per la celere risposta, solo che ora sono ancora più preoccupata...quindi le IgM assenti il VDRL negativo e il titolo basso non indica ora uno "stato di salute dalla sifilide"?
Andrò a parlare lunedì con il medico del centro trasfusioni, nel frattempo vorrei chiederle se reazioni crociate non sono proprio contemplate per il TPHA?
So che in laboratorio hanno ripetuto il tpha 3 volte sullo stesso prelievo, e sempre con lo stesso risultato 1:80, ma insisto sul voler trovare altre cause perchè mi risulta improbabile se non impossibile un contagio con la sifilide.
In ogni caso quali sono gli altri esami altamente specifici che andrebbero eseguiti?
Spero di non risultare insistente nelle richieste, ma sono davvero molto preoccupata.
Cordiali saluti.
[#3] dopo  
Dr. Luigi Laino
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Iscritto dal 2005
Gentile utente,

torno a chiarirle qualche dato :

1) le IgM, NON esprimono uno stato di assenza della Sifilide, ma indicano soltanto l'assenza di una SIfilide recente: da sole non bastano a dire se la Siifilide c'è stata o viceversa non c'è mai stata

2) la VDRL è un test ASPECIFICO che può essere falsamente positivo o falsamente negativo: la negatività di questo test in associazione ad altri dati negativii, comunque è un dato che accredita una possibile negatività

3) il TPHA è invece un test altamente sensibile e specifico per la SIfilide, quindi impossibili le reazioni falsamente postivie date per "incrocio" con altre situazioni

tuttavia la titolazione di 1:80, ovvero il valore soglia minimo considerato positivo, non può essere determinante per una chiara infezione.

pertanto altri esami ultra-specifici e ancora più accurati (come FTA-ABS) si irendono necessari per avere un quadro più chiaro della situazione; ogni dubbio per una eventuale scelta di terapia deve essere valutata con attenzione da parte del Venereologo ed in maniera diretta

per tale ragione il consiglio migliore è quello di rivolgervi a tale sede.

cari saluti
[#4] dopo  
Utente 775XXX

Iscritto dal 2008
Grazie mille per i suoi chiarimenti,
seguirò il suo consiglio e spero di poterla ricontattare per aggiornamenti sull'evolversi della situazione.
Cordiali saluti.