Utente 143XXX
Salve, a fronte di un anno difficile a seguito di tutti i "problemi" avuti sia dal punto di vista fisico che psicologico (calcoli renali, acufene, dolore ATM, attacchi di panico) tutti risolti per fortuna con le adeguate terapie, mi rimane una preoccupazione.. mia nonna soffriva di Sindrome di Sjogren. Volevo sapere se è il caso che faccia dei test per indagare un eventuale fattore predisponente lo sviluppo della malattia o se non mi conviene fare nessun test poichè non è affatto detto che io la sviluppi (il mio medico di base è a favore di quest'ultima opzione).
I valori delle analisi del sangue sono tutti normali tranne 30 mg/dl di proteine nelle urine, 792 leucociti nelle urine e colesterolo a 225 (valore credo alterato dall'uso della pillola anticoncezionale perchè io non mangio sregolato).
Dovrò fare una urinocoltura di qui a pochi gg. Il mio medico di base dice che il risultato sballato dell'esame delle urine può essere dovuto ad una infezione delle vie urinarie anche asintomatica. In passato ho sofferto di cistiti, sempre in concomitanza con la presenza di renella o calcoli renali (ossalato di calcio).
Ho assunto la pillola anticoncezionale per 7 anni senza pause ma ora l'ho interrotta da circa una settimana e farò uno stacco di almeno 6 mesi; e assumo Cipralex in dose di 6mg la sera per la terapia che sto portando a termine con successo per gli attacchi di panico (di cui per fortuna ora non soffro piu).

La mia domanda è: è solo una mia ansia il fatto di domandarmi se potrei sviluppare la stessa sindrome autoimmune di mia nonna? E' giusto indagare a priori o ho le stesse possibilità di svilupparla di chiunque altro? Ci sono fattori favorenti lo sviluppo della malattia su cui io posso agire? Grazie mille.

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[#1] dopo  
20563

Cancellato nel 2010
Non risulta una specifica tendenza familiare ereditaria per la s. di Sjogren. La nonna era la nonna e lei e' lei. Avete in comune solo 1/4 del genoma.

Gli esami specifici, per esserci, ci sono (SSA e SSB), ma anche se venissero positivi e precedessero la malattia, il che non sempre e' vero, non avremmo comunque una terapia per prevenirla, ma solo per arrestarne l'evoluzione una volta incominciata.

Quindi il mio consiglio e' di non fare niente.