Utente 408XXX
Buonasera,
due mesi fa ho eseguito una TURV, con esito soddisfacente e dimissione in tre giorni.
Anche all'esame istologico il referto è stato negativo.
La TURV era stata preceduta da una cistoscopia, 3 mesi prima, a seguito di un blocco urinario, con immissione di catetere per 7 giorni, e urine colore rosato, e che appunto aveva dato indicazione di TURV.
In sede di esame di controllo, l'urologo ha rilevato presenza di PEIN, prescrivendo una peniscopia/episcopia, di cui trascrivo l'esito:

"sede genitale: epiteliio di aspetto patologico, con vaste zone acetoreattive del glande e del prepuzio, pattern aspecifico, MUE fortemente reattivo, pattern a mosaico."

ha prescritto applicazione di NERISOMA 0,1% e Testosterone propionato 2%, in regione di un 1+2 giorni, per un ciclo di 36 giorni totali.

Ha precisato che se dopo il trattamento dovessse riscontrarsi ancora lo stesso problema, dovranno essere effettuati esami specifici con la tecnica del brushing.

Sono un po' sorpreso, perchè ho 72 anni, e da almeno dieci anni non ho rapporti, ed anche allora da tempo immemorabile con la sola moglie, che sta benissimo.

Per quello che capisco, si tratta di infezione da HPV, che per quanto sopra non posso aver contratto per via sessuale, e, confesso che mi è venuto il sospetto che possa essere avvenuto per contatto con strumenti di indagine, o cateteri non proprio sterili.
Non ho inoltre ben chiaro il tipo di gravità del problema, mai rilevato in precedenza da nessun urologo, che pure mi è capitato di vedere con frequenza per manifestazioni di IPB e relative due TURP , ed anche le eventuali complicanze ove la cura non desse esito positivo.

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[#1] dopo  
Dr. Silvia Suetti
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Gentile utente, molto semplicemente:
Non so cosa sia la episcopia, pertanto le raccomando di fare una visita dermatologico venereo logica al fine di chiarire che cosa lei in realtà abbia.
Devi sapere che le patologie della pelle dovrebbero essere sempre ispezionate valutate diagnosticate e curate da questo tipo di specialista.
Pertanto segua il mio consiglio di rivolgersi allo dermatologo venereologo e di chiarire con questa figura professionale il suo problema.
[#2] dopo  
Utente 408XXX

Iscritto dal 2007
Gent.ma dottoressa, La ringrazio.

Episcopia - test dell'A.acetico, è scritto sul referto dell'urologo, come intestazione a stampa del referto stesso.

In sede di prescrizione, lo stesso urologo lo aveva definito peniscopia, ed in verità, avevo postato il quesito sul sito di urologia, ma immagino che il moderatore lo abbia spostato in dermatologia..

In coscienza non so perchè, ma il medico che mi ha visitato è senza dubbio un urologo, e da una veloce ricerca su internet, episcopia e peniscopia, o penoscopia vengono accostati come definizione identica in molti casi.

Come dicevo il principale responsabile di un'infezione virale nella zona, sensibile all'acido acetico sembra essere l'HPV, del quaale escludo di essere stato infettato per via sessuale, e non capisco da quale altra via possa essere arrivato, salvo appunto i vari interventi sui genitali degli ultimi 6 mesi per il problema vescicale.

Se ritiene che ci siano altre indicazioni che può fornirmi in proposito, sarò lieto di leggerla.

Ancora grazie



[#3] dopo  
Dr. Silvia Suetti
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Gentilissimo,
E peniscopia in dermatologia è un sinonimo di epiluminescenza, o peniscopia.
Di sicuro non è un termine che noi dermatologi in venereologia non usiamo correntemente.
Proprio per questa ragione le raccomando di effettuare una visita dermatologico venereologica al fine di chiarire la situazione interconnessa con la sua cute le sue cose genitali: tale tipo di specialista
Difatti, è il professionista più adatto la valutazione di questa situazione.
Ancora cari saluti.