Utente 363XXX
Gentili dottori,
Sono un ragazzo di 24 anni e da qualche mese (non saprei identificare con precisione) ho rilevato dei fastidi (lieve bruciore) durante la minzione.
Con il passare del tempo la situazione peggiorò:
Mi resi conto che lo sperma presentava tracce di grumi gelatinosi tendenti al giallo, decisi quindi di informarmi presso questo sito e mi tranquillizzai.
Ho sempre avuto un'attività sessuale frequente con diverse partner e un forte appetito sessuale che negli ultimi 3 mesi è quasi nullo. Tuttavia ho continuato ad avere rapporti sessuali negli ultimi 6 mesi, ma ho sempre riscontrato difficoltà a mantenere l'erezione (mai successo in passato) e una perdita della sensibilità del pene, causando un interruzione del rapporto o, nel migliore dei casi, un rapporto completo ma comunque insoddisfacente per un ragazzo di 24 anni.
Consapevole di avere qualcosa che non va, pochi giorni fa mi sono recato dal medico di fiducia, che mi ha consigliato una serie di esami in tutta la zona interessata. Tornato a casa ho consultato vari siti, rendendomi conto che i miei sintomi coincidono con una prostatite cronica e, leggendo che vi possono essere casi di disfunzione erettile e perdita del desiderio sessuale, mi sono convinto di ciò.
A tutte queste problematiche aggiungo dei dolori testicolari (ma ora so che non riguarda il testicolo) abbastanza fastidiosi della durata di 15 minuti circa e con una frequenza bassa (mi è successo 3/4 volte in 6 mesi).
Ieri sera inoltre, a seguito di una masturbazione (sempre con un erezione insoddisfacente e una sensibilità minima) desiderata per rendermi conto delle condizioni dello sperma, ho potuto constatare la composizione totalmente gelatinosa, densa e giallastra.
1 - E' possibile confermare il peggioramento improvviso della mia vita sessuale dovuta ad una sospetta prostatite cronica?
2 - In caso di p. cronica sarò condannato a "vivere" così il rapporto sessuale?
3 - Premettendo che il mio sperma non ha mai presentato un colore bianco, ma più opaco e tendente al grigio, in caso di p. cronica l'infertilità potrebbe essere una preoccupazione?

Ringrazio per l'attenzione e mi scuso per le "paranoie", ma negli ultimi anni qualsiasi cosa mi sono diagnosticato dopo un'attenta informazione sui sintomi, alla fine ci ho sempre preso. Consapevole che gli esami chiariranno ogni dubbio, confido in un vostro parere sui 3 quesiti posti, poiché fin quando si tratta di lievi dolori, sarei disposto a sopportare la situazione (anche leggendo che la p.cronica è curabile fino ad un certo punto), ma se questa patologia influisce sulla mia vita sessuale, per me è un grosso problema.

Grazie

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Dr. Pierluigi Izzo
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Caro Utente,una prostatite cronica va diagnosticata non fantasticata...le caratteristiche organolettiche del liquido seminale possono variare per tanti motivi,tra cui,anche la prostatite cronica che,però,per cronicizzarsi,deve prima comparire.Le consiglio,quindi,di contattare un esperto andrologo e di eseguire uno spermiogramma con coltura,assieme alla visita diretta.Cordialità.