Utente 347XXX
Buongiorno,
a gennaio ho avuto un incidente, cadendo ho riportato la frattura della vertebra S2 e un forte(!) trauma a livello lombosacrale. Da allora ho cominciato ad avvertire dolore in un preciso punto della schiena che potrei localizzare a livello della L5 S1 ma leggermente spostato a destra, dolore che talvolta irradia a tutta la gamba destra con sensazione di intorpidimento, contrattura ad entrambi i glutei/coscia e talvolta scosse all'arto inferiore destro.
Ho effettuato una Risonanza dalla quale è emerso che ho una protrusione discale L5 S1 che invade il forame di sinistra.
Da gennaio ad oggi ho provato con: Tecar terapia, massoterapia decontratturante, ginnastica posturale, nuoto, 20gg di miorilassanti, 5gg di dicloreum pastiglie, voltaren gel e cortisone per 8gg.
Da gennaio a novembre il problema non si è risolto, il punto della schiena dolente crea problemi alla minima pressione e il dolore/intorpidimento alla gamba sempre più frequente anche se al momento riesco a sopportarlo.
Sono molto abbattuta ho abbandonato ogni tipo di attività fisica sportiva ( alla mia giovane età un dramma) di questa costante spina nel fianco dopo un anno non ne posso più.

L'ortopedico mi ha consigliato di provare con una infiltrazione di cortisone/ anestetico.

Vorrei sapere se il rischio ne possa valere la pena dato che questa non è una cura ma solo un modo per eliminare, momentaneamente, l'infiammazione.
Essendo il disco oramai protruso irriterà per sempre il nervo? Ci sono possibilità che lo lesioni?
Grazie,
Cordiali saluti

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[#1] dopo  
Dr. Luigi Stella
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Buonasera,
Dalla risonanza risulta che Lei ha una radicolopatia dovuta ad una protrusione erniaria; questo provoca un dolore di tipo neuropatico che trova riscontro nel dolore descritto.
I farmaci di elezione per il controllo di questo tipo di dolore appartengono agli antiepilettici e antidepressivi. Gli antiinfiammatori pur potendo dare un modesto sollievo non sono in genere sufficienti a consentire un buon sollievo, tale da riprendere le normali occupazioni di prima.
Il tipo e grado di lesione sono indagabili con una elettromiografia.
E' possibile che l'ernia possa nel tempo regredire, ma purtroppo è possibile anche l'inverso. per questo un monitoraggio della situazione è importante soprattutto per mettere in luce eventuali complicanze motorie. Le consiglierei di mettersi in contatto con un Terapista del dolore con esperienza che possa fare un piano terapeutico con il miglior sollievo possibile e contenere gli effetti collaterali. Inoltre saprà consigliarLe, approcci semiinvasivi che possono incidere direttamente sulla protrusione erniaria.

Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 347XXX

Iscritto dal 2014
Gentile Dottore,
la ringrazio per la celere risposta,
mi era stato prescritto il farmaco Lyrica, che se ho capito bene appartiene alla classe di farmaci di cui mi scriveva ,tuttavia vedendo che viene prescritto per disturbi d'ansia ed epilessia mi sono allarmata e ho deciso di non prenderlo. Dopo mesi la scelta che mi si pone è valutare gli effetti collaterali con una cura a base di antipilettici o i rischi di una iniezione epidurale di cortisonici, lei che cosa mi consiglierebbe? valutando i costi/benefici delle due opzioni ?
Grazie,
Cordiali saluti
[#3] dopo  
Dr. Luigi Stella
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Buonasera,

Capisco che la parola "antielilettici" crei qualche titubanza, ma in base alla mia esperienza non solo sono efficaci, ma anche gli eventuali effetti collaterali (sonnolenza) sono transitori e dopo pochi giorni scompaiono. Le peridurali con cortisonico a lento rilascio e anestetico danno risultati, ma è necessario farne almeno 2-3 a distanza di una settimana o al massimo 15 giorni. Se ha già assunto cortisonici per os senza un sostanziale beneficio è difficile che le peridurali siano molto più efficaci.
Lyrica o gabapentin vanno assunti associati a antidepressivi come la duloxetina a basso dosaggio per ridurre i dosaggi necessari ad avere un buon sollievo.
Questi farmaci devono essere prescritti da uno specialista esperto.
Anche l'iniezione peridurale deve essere eseguita da chi ha grande esperienza. In mani esperte l'epidurale è ben difficile che possa dare problemi.
A me pare logico verificare prima il metodofarmacologico e solo in caso di scarso successo passare a metodiche più invasive.

Saluti
[#4] dopo  
Utente 347XXX

Iscritto dal 2014
La ringrazio Dottor Stella mi ha dato modo di inquadrare meglio le due opzioni ne parlerò con il mio medico curante,

Grazie,
Cordiali saluti