Utente 364XXX
Salve!
Cercherò di scrivere tutte le informazioni in una volta così da non dover costringervi ad un botta e risposta eterno.
Ho 29, in sovrappeso ma in fase di dimagrimento, sono una fumatrice con una vita sedentaria: tutte cose che già da sole basterebbero a darmi una risposta, tuttavia sono costretta a chiedere un consulto perché da qualche tempo sto avendo dei disturbi spiacevoli.
Sono in un periodo della mia vita molto particolare (dovrò trasferirmi all'estero totalmente all'avventura) e la cosa mi rende felice ma nello stesso tempo, probabilmente a livello inconscio perché mi sento tranquillissima, mi fa paura.
Da qualche tempo ho il fiato corto e un peso fortissimo al petto, asma e la classica sensazione del cuore in gola che mi costringe a colpi di tosse decisamente violenti. Dapprima mi accadeva durante i pasti, adesso ce l'ho praticamente tutto il giorno. Ho scritto nella sezione cardiologia perché sono figlia di genitori con problemi cardiaci piuttosto seri. Mio padre ha avuto un infarto in giovane età e attualmente il suo cuore funziona al 30% e mia madre soffre di fibrillazione atriale. Inizialmente, con l'arrivo di questi sintomi ho creduto si trattasse di un inizio di bronchite per via dei dolori al petto ma il medico mi ha detto che a livello polmonare sono a posto. Dice che dovrei dimagrire e lo sto già facendo in effetti (ho perso cinque kg nell'ultimo mese e mezzo senza una particolare dieta. Semplicemente sto mangiando tutto ma poco), lui sostiene che sia ansia, ma ammetto di non esserne certa. La frequenza del mio battito cardiaco, però, non sembra particolarmente veloce, non ho tachicardia, semplicemente ogni tanto sembra diventi più intenso fino a scemare lentamente lasciandomi dolori al petto e una certa stanchezza. Il fiato corto è pressoché perenne. Ho pensato dipendesse anche dalla gastrite, perché soffro di reflusso gastroesofageo, oltre ad avere l'intestino facilmente irritabile. Tutto questo in concomitanza con il periodo mestruale che sembri mi porti ogni volta tutti i mali del mondo. Al momento sono in fase premestruale e il disturbo si è presentato da cinque/sei giorni quindi non so se dopo il ciclo passerà. Ho una certa preoccupazione perché la partenza è imminente e non vorrei ritrovarmi con qualche problema mentre sono all'estero. Il mio medico sembra non mi prendi sul serio o forse, semplicemente, ha davvero capito il problema e sono io ad essere ansiosa. Vorrei sapere se secondo voi posso stare tranquilla e fidarmi del mio dottore che di fatto non mi ha sottoposto a nessun esame specifico o provare a sottopormi di mia sponte ad un'esame per fugare ogni dubbio?
Vi ringrazio anticipatamente.

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Dr. Davide Ventre
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Salve,
il suo medico potrebbe aver fatto una diagnosi corretta (immagino sia stata visitata e ascoltata a puntino).
Non mi ha detto però se, presupponendo l'ansia, le ha prescritto almeno dei blandi ansiolitici per provare a placare queste crisi.
Questi non rappresenterebbero la soluzione ma, nel caso che la diagnosi fosse corretta, farebbero da tampone alla soluzione.
Intendo dire che potrebbe provare, sotto controllo e prescrizione medica, ad assumere anche poche gocce di un ansiolitico (solitamente vengono prescritte benzodiazepine), soltanto al bisogno, e provare a vedere se fanno effetto.
In questo caso la diagnosi di disturbo d'ansia sarebbe quasi certa.
Poi, naturalmente, se i disturbi persistono, può sempre provare a richiedere una visita cardiologica + ECG ed esporre al mio Collega i suoi dubbi.
Cordiali saluti.