Utente 364XXX
Gentilissimi Dottori, sono un ragazzo di 27 anni, da circa 3 giorni avverto una mancanza di erezione. In generale conduco uno stile di vita sano, non assumo alcol ne droghe, non fumo e faccio regolarmente sport. Non ho mai avuto patologie importanti, tuttavia per quanto riguarda l'apparato genitale sono stato operato tempo fa di varicocele sx, e sono attualmente sotto controllo per un abbondante idrocele sx, da rimuovere. Ho da poco effettuato ecografia scrotale (da cui, a parte l'idrocele, tutto rientra nella norma) e dosaggi ormonali, ma sia il testosterone che la prolattina rientrano nei valori di riferimento. Per quanto riguarda la mia via sessuale, l'ultimo rapporto risale all'agosto scorso, con una partner occasionale, con cui l'erezione ha risposto bene agli stimoli e durante i preliminari, per poi trovare delle difficoltà nel momento della penetrazione (l'erezione c'era ma era più debole, e abbiamo dovuto quindi riprovare più volte). Ho comunque dato poco peso al problema, anche perché nella masturbazione tutto ha continuato a funzionare "a dovere", questo fino a 3 giorni fa. Quello che ho notato è inoltre la mancanza quasi totale (o se c'è molto debole) di erezione al mattino, oltre che un calo del desiderio stesso. In questi 3 giorni ho provato (sbagliando, lo so!) a "monitorare" la situazione, cercando assiduamente come verifica l'erezione tramite masturbazione, ma gli unici risultati sono state 2 eiaculazioni senza raggiungere la rigidità del pene, cosa che mi ha fatto ulteriormente angosciare ed impaurire. Avverto, inoltre, una sensazione strana sul glande, quasi come se quella parte del pene fosse più sensibile del solito, come accade dopo un orgasmo. Mi rivolgo a voi per avere uno spettro più ampio di opinioni professionali (oltre a quella del mio andrologo, che a breve consulterò) circa un problema che, a soli 27 anni, rischia di creare un effetto negativo anche dal punto di vista psicologico e della mia autostima. Vi ringrazio in anticipo e pongo i miei più cordiali saluti.

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[#1] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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Caro Utente,la funzione erettile,al pari diella forma fisica,del sonno,dell'alvo,puo' andare incontro a cali fisiologici...inoltre,pametrare il benessere sessuale sulla presenza e qualita' delle erezioni spontanee e/o sulle masturbazioni,non rappresenta un indicatore attendibile.Segua i consigli dell'andrologo di riferimento e,se vuole,ci aggiorni.Cordialita'
[#2] dopo  
Utente 364XXX

Iscritto dal 2014
Grazie Dottore per la sua risposta. Il mio errato parametrare le funzionalità organiche è dovuto al fatto di non aver mai vissuto una simile situazione e di conseguenza dallo spavento e dai timori che essa comporta, circa la possibilità di vedere preclusa in giovane età una normale vita sessuale, che si ripercuotono anche sul mio stato d'animo. Vi aggiornerò senz'altro. Cordiali saluti
[#3] dopo  
Dr. Diego Pozza
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caro lettore,
a 27 anni la incapacità a mantenere un pene rigido anche senza stimolazione manuale per quei secondi necessari ad indossare il profilattico o a posizionarsi nella maniera migliore per penetrare potrebbe essere legata a condizioni particolari, emotive, psicologiche, di ambiente...
Il fatto di aver sofferto di varicocele (malattia del sistema venoso) potrebbe anche farci pensare che il suo Sistema Veno Occlusivo Cavernoso che dovrebbe garantire il persistere della rigidità peniena anche in assenza di stimoli meccanici possa non essere perfettamente efficace e quindi garantirle accettabili buone erezioini fintanto che il pene venga stimolato durante la masturbazione o il petting ma con perdità della rigidità al cessare degli stimoli tattili.
A questo punto si instaura il "panico" la paura di non farcela con grande scarica adrenergica che le blocca l'erezione
Cari saluti
[#4] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

oltre alle corrette indicazioni ricevute dai colleghi che mi hanno preceduto, se desidera poi avere più informazioni dettagliate su queste tematiche, le consiglio di consultare, se non ancora fatto, anche gl’articoli pubblicati sul nostro sito e visibili agl'indirizzi:

http://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/184-erezione-fare.html ,

http://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/1234-nuove-terapie-emergenti-trattamento-disfunzione-erettile-de.html ,

http://www.medicitalia.it/salute/disfunzione-erettile .

Un cordiale saluto.
[#5] dopo  
Utente 364XXX

Iscritto dal 2014
Egregi Dottori, grazie per le opinioni professionali espresse e per le utili letture proposte. Effettivamente comincio a temere anche io che il problema possa risiedere su una non perfetta funzionalità a livello dell'apporto di sangue. Le erezioni, sebbene presenti mediante stimolo manuale e credo, ma in questi giorni non ho modo di provarlo, petting, sono tuttavia più deboli rispetto al passato, il pene non raggiunge la piena rigidità, e anche dove questa sia adeguata, viene persa in assenza dei suddetti stimoli. C'è da dire, però, che nel mio ultimo rapporto con una ragazza (parliamo di agosto) questo problema non c'era e anzi, nonostante la penetrazione sia stata difficoltosa (ma la posso attribuire ad una oggettiva ansia da prestazione), bastava anche una minima effusione per raggiungere la piena rigidità. Altra cosa che non avevo mai avvertito prima sono anche le piccole fitte, o per meglio dire, fastidi all'interno del pene, quando cerco di raggiungere e mantenere l'erezione, quasi una eccessiva sensibilità del tessuto cavernoso. Mi chiedo, allora, se sia possibile una degenerazione cosi repentina, cioè nel giro di qualche giorno. Chiedo scusa per la mia esposizione dei fatti un po' troppo prolissa, ma ho prenotato una visita dal mio andrologo il quale non sarà disponibile prima di due settimane. Sono un ragazzo con una vita sia lavorativa che relazionale piuttosto dinamica, ma questo problema, questi sintomi alimentano fastidiose ansie e timori, che mi impediscono di vivere a pieno la mia quotidianità. Cordiali saluti
[#6] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone
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Gentile Ragazzo,
Mi associo alle indicazioni già ricevute .

La visita andrologica, ormai alle porte, erogherà una diagnosi chiara, in modo tale che lei non effettui voli pindarici disfunzionali con la fantasia, che eviti monitoraggi ossessivi( in sessuologia detti " spectatoring") è così via...

Il vissuto sgradevole e doloroso relativo al deficit erettivo, alla vulnerabilità erettiva, la paura anticipatoria di rivivere un fallimento sessuale, contribuiscono a creare quelli che noi clinici chiamiamo “fattori di mantenimento della disfunzione”, ben differenti dai fattori che hanno contribuito all’insorgenza della problematica sessuale ( organici, psicogeni, misti)

La natura multidimensionale della sessualità umana è tale da imporre un inquadramento e un ‘approccio terapeutico integrato’ al soggetto portatore di un disturbo sessuologico, sarebbe miope ed errato trattare soltanto la sintomatologia, senza la sua cornice psichica, relazionale, emozionale ed affettiva che correla con la sessualità.

Le suggerisco, vista la sua giovane età, un approccio poliedrico alle due difficolta, che tenga conto anche della dimensione psichica e relazionale del d.e.


Le allego delle letture che potrebbero aiutarla a riflettere

http://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/1225-deficit-erettile-problema-coppia-ruolo-partner.html
http://www.medicitalia.it/salute/disfunzione-erettile
http://www.medicitalia.it/valeriarandone/news/1929/Mancanza-d-erezione-
http://www.medicitalia.it/valeriarandone/news/1593/Mancanza-d-erezione-
http://www.medicitalia.it/valeriarandone/news/106/Dipendenza-psicologic
http://www.medicitalia.it/minforma/Psicologia/1225/Deficit-erettile-un-
[#7] dopo  
Utente 364XXX

Iscritto dal 2014
Grazie di cuore Dottoressa per le notevoli delucidazioni. Non nego che già da un po' di tempo, ben prima della comparsa di queste ultime problematiche, aleggiavano in me una serie di dubbi e pensieri negativi circa la mia effettiva capacità di "essere all'altezza" di portare a termine un rapporto sessuale, anche qualora non vi fosse alcun motivo esterno e a posteriori che potesse confermarlo...questa d'altronde, è una sfumatura della mia personalità, e anche in altri ambiti della vita ho la tendenza ad anticipare un probabile fallimento, anche se poi smentito in seguito dai risultati.