Utente 173XXX
Gentili dottori, vi scrivo per un prblema simile a quello che ho postato qualche mese fa.
Si tratta di un episodio capitatomi oggi pomeriggio, verso la fine di una camminata di circa un ora: ho sentito improvvisamente un accelerazione dei battiti molto veloce, ma anche non regolare e "superficiale", per una decina di secondi, al che (cosa che ho imparato a fare a volte quando succede) mi sono chinato in avanti e il battito è tornato normale. Dopodiché mi sono sentito inoltre le gambe un pò pesanti.
Da premettere che soffro di ernia iatale, che tratto con pantoprazolo 20 mg, e che oggi dopo pranzo mi era sopraggiunto un mal di testa (probabile indigestione, visto che la sera avevo mangiato una pizza e in giornata fatto un pranzo fuori...).
La mia domanda è questa, siccome al pronto soccorso l'ultima volta hanno parlato di una specie di interazione gastro-cardiaca che probabilmente è responsabile di questi episodi, dovrò assumere l'inibitore di pompa contunuativamente oppure ci sarebbero altre strade? Questa situazione comincia a provocarmi dell'ansia, in quanto temo di non poter recedere dal problema.
Tengo a precisare che l'ultima volta al PS di cui sopra avevano parlato di probabile tachicardia sopraventricolare (dico probabile perché all'arrivo al PS era ormai cessata), in quel caso sorta dopo che avevo preso un oggetto da terra...

Vi ringrazio

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[#1] dopo  
231165

Cancellato nel 2015
Se ha avuto una tachicardia parossistica sopraventricolare singnific che nel suo cuore c'e un substrato ( un circuito) che può' generarla. L'interazione con lo stomaco a cui i riferisce è legata al fatto che in presenza di problemi gastro-esofagei possono insorgere extrasistoli che rappresentano il frigger, l'evento scatenante, a tachicardia. Se dovesse avere ancora episodi di questo tipo meglio sarebbe fare una visita aritmologica al fine di provvedere, se necessario , alla risoluzione del problema
saluti

[#2] dopo  
Utente 173XXX

Iscritto dal 2010
Grazie per la celere risposta dott. Maccabelli, ora mi ha fatto ricordare che quanto dice è ciò che mi avevano riferito al PS, che c'è probabilmente già una sorta di "predisposizione" sottostante del cuore a questi fenomeni. Diciamo che questo problema me lo tiro avanti da un pò, all'incirca dall'età di 20 anni, con periodi relativamente esenti da episodi ad altri dove si manifestano con una certa frequenza, soprattutto extrasistoli (anche oltre 3-4 di fila a volte). Quest'ultimo anno è uno di questi, da quando soprattutto a seguito dell'episodio di fibrillazione atriale che ho avuto a fine anno scorso e per cui sono stato una notte al PS sotto cordarone, c'è stato un riemergere di queste "crisi". Comunque, quindi lei suggerisce una visita aritmologica per il problema...ascolterò il suo consiglio.
Avevo un'altra domanda dott Maccabelli, c'è un modo per sapere se non fosse stata tachicardia ventricolare invece che sopraventricolare, dato che l'hanno solo ipotizzata al PS?

La ringrazio