Utente 364XXX
Buongiorno a tutti,

il 30 ottobre 2014, durante una sessione di combattimento in palestra (faccio arti marziali), prendo un calcio al dito medio della mano destra; il dolore è da subito abbastanza forte e come risultato vado immediatamente al pronto soccorso, nel frattempo il dito si era gonfiato tantissimo e mi provocava dolore. Al pronto soccorso viene eseguita una RX, dalla quale non risultano rime di frattura. Terapia: pomate, riposo e ghiaccio. Vado a casa facendo attenzione a non flettere o estendere il dito per evitare di evocare dolore.
Il giorno seguente, al risveglio, trovo il dito non più diritto ma leggermente flesso. Decido di attendere qualche giorno, convinto che con l'assorbirsi dell'edema avrei ricominciato a muovere del tutto il dito sia in estensione che in flessione e lo stesso sarebbe tornato dritto.

Dopo circa 18 giorni il dito è poco meno dolorante e poco meno gonfio, ma la seconda falange sembra non sgonfiare. Il blocco articolare permane in parte, anche se ho recuperato un bel pò di gradi soprattutto in flessione. In estensione invece ho recuperato pochissimo ed il dito si presenta ancora poco flesso in avanti.
La mattina al risveglio il dito è abbastanza rigido, man mano che passano le ore durante la giornata, muovendolo un pò attivamente ed un pò passivamente con l'altra mano, riesco a recuperare molti gradi in flessione, fintanto che riesco a chiudere quasi del tutto il pugno ed a migliorare la fluidità del movimento. Purtroppo se però non lo muovo per circa 2 ore torna come ad inizio giornata.
Il Chiruro plastico, con buona esperienza nella chirurgia della mano mi rassicura che non ci sono fratture e che ci vuole tempo.
Non fidandomi al 100% faccio una risonanza magnetica, il cui esito è stato ritirato proprio oggi, in data 20 novembre 2014; riporto testualmente di seguito:

Raccordo clinico/anamnestico:

Controllo in paziente con storia di recente trauma del III dito, in sede interfalangea
prossimale.

Tecnica:

Indagine eseguita con apparecchiatura dotata di magnete a campo aperto dell'intensità di
campo di 0.3 tesla utilizzando sequenze FSE T1w e GE T2*w sui piani assiale trasverso,
coronale e sagittale.

Referto:

Modesta distensione fluida della capsula articolare inferfalangea prossimale del III raggio; ci associa imbibizione edemigena dei tessuti molli a tale livello. Si associa sfumata reazione edemigena intraspongiosa dei capi articolari interfalangei.

Il tendine flessore del III raggio. in corrispondenza della testa della falange prossimale,
presenta sottile falda fluida come da lieve tenosinovite.

Ove ritenuto clinicamente opportuno. al persistere della sintomatologia algica e della
limitazione funzionale, utile consulenza Specialistica e valutazione ecografica mirata.
Nulla da segnalare a carico delle restanti strutture tendinee flesso-estensorie.
Regolare il trofismo osseo.


Come pensate debba agire? Vorrei recuperare tutti i gradi dell'articolazione sia in flessione che in estensione


Grazie in anticipo

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[#1] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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TRANI (BT)
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Gentile Signore,

l'unica cosa che andava fatta fin dall'inizio era una valutazione clinica funzionale per escludere lassità articolari della IFP, dovute a lesioni legamentose.

Se non c'è lassità articolare, va iniziata la kinesiterapia.

Buona serata.
[#2] dopo  
Utente 364XXX

Iscritto dal 2014
Gent. Dr. Leccese,
la ringrazio per la celere risposta. Approfitto per farle qualche altra domanda, mi perdoni ma sono molto preoccupato.

Inizierò subito la kinesiterapia. Può consigliarmi qualche esercizio in particolare? Sarebbe il caso indossare una ferula dinamica durante la notte (per la flessione o per l'estensione?), per coadiuvare l'effetto della kinesiterapia ?

Visto l'esito della risonanza magnetica, pensa che il recupero sarà totale ?

Grazie ancora

[#3] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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TRANI (BT)
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La ferula può certamente essere utile, ma se fa gli esercizi correttamente 2-3 volte al giorno, potrebbe non essere necessaria.

Va valutata l'eventuale lassità articolare.
[#4] dopo  
Utente 364XXX

Iscritto dal 2014
Il dottore specialista che mi ha visitato ha detto che non c'e' lassita' articolare... spero tanto non si sbagli.
Comunque iniziero' la kinesiterapia domani stesso.
La informero' degli eventuali sperati miglioramenti.
Grazie ancora!
[#5] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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TRANI (BT)
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Se non la rileva vuol dire che non c'è.

In questo caso, esercizio, esercizio, e ancora esercizio.
[#6] dopo  
Utente 364XXX

Iscritto dal 2014
Grazie mille, a presto !
[#7] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Di nulla.
[#8] dopo  
Utente 364XXX

Iscritto dal 2014
Gent. Dott. Leccese,
la aggiorno sugli sviluppi:

Ieri sono stato da un dottore specialista della mano e dopo aver visionato la Rm ed Rx ed aver controllato il dito, la diagnosi è stata leggera tendenza del dito boutonniere.
Mi ha detto che il dito andava trattato dall'inizio con una stecca in estensione, ma dato che sono passate circa 3 settimane dovrò utilizzare una ferula dinamica che mi aiuti ad estendere nuovamente il dito. La flessione completa verrà recuperata in seguito.

Uscendo dallo studio del dottore ho subito comprato la ferula dinamica e dopo poche ore averla indossata, recuperavo gia quasi tutta l'estensione.

Il problema è che la ferula mi fa abbastanza male se la tengo continuativamente per troppe ore. Ogni tanto posso leavarla ?
Nel frattempo posso fare un pò di fisioterapia per evitare che si formino ulteriori aderenza al dito?

Grazie
[#9] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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TRANI (BT)
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Certo, può levarla per poi rimetterla.

L'importante è recuperare l'estensione passiva completa, in vista di un probabile intervento per riparare la branca centrale del tendine estensore che, da quanto vede lo specialista, è interrotta alla sua inserzione sulla base della seconda falange.
[#10] dopo  
Utente 364XXX

Iscritto dal 2014
Il dottore non mi ha parlato di intervento, mi ha detto che nel giro di 3 mesi dovrebbe rimettersi tutto a posto, tranne il gonfiore che durerà invece parecchi mesi in più
[#11] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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TRANI (BT)
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In genere, se c'è una deformità del dito "en boutonniere" (cosiddetto "dito ad asola"), c'è una lesione del tendine estensore.

In tal caso, questa va riparata chirurgicamente.

Se invece non c'è lesione tendinea, il discorso cambia.
[#12] dopo  
Utente 364XXX

Iscritto dal 2014
Il dottore mi ha parlato di una leggera tendenza del dito a boutonniere ma ha detto che dalla RM non sembra ci siano lesioni tendinee
[#13] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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TRANI (BT)
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Se le cose stanno così.....
[#14] dopo  
Utente 364XXX

Iscritto dal 2014
Gent.mo Dr. Leccese,
a poco più di 1 mese e mezzo di distanza dal trauma la aggiorno sugli sviluppi, ripercorrendo la mia storia clinica:

- 30 OTTOBRE: Trauma dito: da tale data fino al 25 Novembre ho tenuto il dito completamente libero, in quanto il medico ortopedico mi diceva che non era nulla di grave e dovevo soltanto dare il tempo all'edema di riassorbirsi per poter recuperare estensione e flessione e quindi il normale utilizzo dello stesso.
Durante tale periodo il dito risultava leggermente flesso (circa 20°) al livello della falange intermedia IFP e vi era una limitazione sia in flessione che in totale estensione.

- 25 NOVEMBRE: dopo aver prodotto risonanza magnetica, mi recavo dal Medico Chirurgo della mano, il quale mi prescriveva una ferula dinamica in estensione.
Inoltre visionando la RM, riferiva che non erano presenti lesioni tendinee, ne di nessun'altra natura.

-19 DICEMBRE: durante quest' ultima visita, eseguita proprio ieri, il Medico Chirurgo della mano riscontrava minor gonfiore generale del dito. Tenendo la ferula il dito ha recuperato quasi tutta l'estensione (tranne pochi gradi), ma tale costrizione in estensione non ha migliorato la situazione in flessione. Inoltre, ancora ora, se non utilizzo la ferula per 1 o 2 ore, il dito tende di nuovo a flettersi leggermente sulla IFP.
Il Dottore dice che devo continuare a tenere la ferula in estensione ed iniziare la fisioterapia per il recupero della flessione, anche iniziando a forzare gradualmente, al fine di "rompere" le aderenze che si sono formate.
Ed ancora diceva che non ha riscontrato ne rigidità, ne lassità articolare.
Con il suddetto Medico ci rivedremo tra 15 giorni.

Egregio Dr. Leccese, alla suddetta prescrizione, consiglierebbe di integrare anche qualcos'altro (ad esempio tenere una ferula per la flessione per alcune ore al giorno) ?
Qualsiasi altro suo consiglio sarebbe una grandissima cosa per me.

Grazie ancora per la disponibilità e cortesia !x
[#15] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Sicuramente deve proseguire con la ferula in estensione.

Quella per la flessione è necessaria solo se c'è rigidità passiva alla flessione, non se c'è deficit di flessione attiva.
[#16] dopo  
Utente 364XXX

Iscritto dal 2014
Egregio Dr. Leccese,
la rigidita' in flessione e' sia attiva che passiva.
Provando a piegare il dito passivamente riesco a farlo solo fino ad un certo punto, andando oltre anche forzando non si riesce.
Ma se dovessi mettere la ferula in flessione quanto tempo dovrei tenerla rispetto a quella per l'estensione?
[#17] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Quindi deve alternare entrambe le ferule durante la giornata, oltre a fare la kinesiterapia 2-3 volta al giorno.

Le ferule e gli esercizi vanno protratti fino al raggiungimento dei risultati.
[#18] dopo  
Utente 364XXX

Iscritto dal 2014
Grazie mille per la sua gentilezza, velocita' di risposta e competenza. La terro' informata.
Le auguro di passare delle serene e felici feste
[#19] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Altrettanto a lei e famiglia.
[#20] dopo  
Utente 364XXX

Iscritto dal 2014
Gent.le Dott. Leccese,
la ricontatto per aggiornarla sugli sviluppi ed avere un eventuale suo consiglio.
Ad oggi sono passati 3 mesi e 15 giorni dall'incidente al dito.
Dopo avere tenuto la ferula in estensione (dapprima durante tutto il giorno e poi gradualmente sempre meno) sono arrivato a risultati mediocri che comunque non mi soddifano.
Adesso riesco a portare il dito in flessione a circa l'85% e riesco quindi a fare il pugno anche se in alcuni movimenti dove si richiede una flessione completa della IFP noto la limitazione (es: alzare ed abbassare la serranda).
Idem in estensione ho recuperato circa un 85/90% anche se durante la giornata a seconda delle attività che svolgo con la mano, il dito gonfia (all'altezza della IFP) e l'estensione diminuisce di circa il 10%. Per recuperare tale 10% perso bastano 20 minuti di ferula o pochi minuti di manipolazione.
Il chirurgo della mano che mi sta seguendo dice che dal terzo mese in poi il trauma inizia a stabilizzarsi e dunque dovrei continuare a vedere ancora miglioramento.
Pensa che potrei sperare nel tempo in un recupero pressocchè completo? Sarebbe il caso di fare qualche esercizio specifico, continuare a tenere la ferula o quant'altro?
Qualunque suo consiglio sarebbe graditissimo!
Grazie mille
[#21] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Certamente, ma non deve interrompere gli esercizi quotidiani.