Utente 735XXX
Salve cercherò di descrivere quanto più brevemente possibile la situazione di mia mamma(riportando i termini di quanto descritto nella relazione finale di dimissione dall'ospedale) : Nel dicembre 2013 mia madre,anni56,viene ricoverata in quanto in seguito ad un malore ci siamo accorti dell esistenza di una cisti da echinococco epatica che doveva essere tolta.
Nell'immediato post operatorio è andata incontro ad emoraggia cerebrale con quadro neurologico secondario e successivamente regredito,si è inoltre manifestato idropneumotorace destro submassivo trattato con posizionamento di drenaggio.Inoltre dopo circa 12 giorni dall'intervento viene sottoposta ad emicolectomia destra allargata a 40cm terminali dell'ileo per ischemia intestinale post-pericistectomia ed ileotrasversostomia.
In data 08/01/2014 TC del torace evidenzia la presenza di incremento volumetrico della raccolta posteriore(9x19cm)di verosimile pertinenza pleurica compatibile con empiema pleurico che viene trattato con il posizionamento di un ulteriore drenaggio.Alla TC encefalo del 08/01/2014 non è piu apprezzabile la quota di emoraggia subaracnoidea a carico del terentorio cerebellare.
Ad Aprile 2014 viene sottoposta presso un altro ospedale a drenaggio di raccolta addominale.ERCP con evidenza di fistola biliare dalla trancia di sezionee posizionamento di protesi biliare. il 14/04/2014 è stata sottoposta a decorticazione pleurica lobo inferiore destro in toracotomia videoassistita per empiema pleurico destro stadio IV con incarceramento del lobo polmonare inferiore.

Questo è quanto accadduto in seguito ad un intervento che doveva essere una cosa semplice(cosi ci avevano rassicurato i dottori)
ora a distanza di quasi un anno la vita di mia mamma è completamente cambiata ,nonostante tutto sembra si sia superato ciò che ancora le rende impossibile riprendere una normale vita quotidiana è la sua pancia. ci avevano detto che la resezione dell intestino le avrebbe comportato Solo quache scarica di diarrea in più...ma diciamo che non è stato proprio cosi...le scariche di diarrea si aggiravano intorno alle 10-11 al giorno,poi con l'aiuto del questran si sono ridotte a 5-4.
Da qualche mese la diarrea è passata ,le feci sono piuttosto solide ma il numero delle scariche è sempre tanto.
la mia domanda è il suo intestino ritornera mai come una volta? la parte di ileo che manca veramente puo causare tutto questo a distanza di quasi un anno?

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[#1] dopo  
Dr. Francesco Nardacchione
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Gentile signora
non so chi possa averle detto che una asportazione di una cisti da echinococco sia "una cosa semplice", poichè si tratta di un intervento di alta chirurgia con rischi e possibili complicanze molto serie. Normalmente il contenuto del colon dx è liquido ed il compito di questa parte di intestino è quella di riassorbire i liquidi e concentrare le feci. In caso di emicolectomia dx, (nel caso specifico con asportazione anche di 40 cm di ileo) quindi viene meno la parte di intestino che concentra le feci causando un transito di feci molto liquide che generano le scariche diarroiche che ha descritto. Attraverso farmaci, tipo quelli che assume la paziente, ed un adeguato regime dietetico è possibile ridurre le scariche diarroiche. Col tempo poi l'organismo si adatterà a questa nuova situazione, rendendo possibile un discreto recupero funzionale, che tuttavia non potrà mai essere completo o come se non fosse stato eseguito l'intervento.
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 735XXX

Iscritto dal 2008
Gentile dottore la ringrazio per aver risposto. volevo porle qualche altra domanda.
Innanzitutto la colestiramina è un farmaco che dovrà prendere a vita?ha effetti colletarali se assunto per tanto tempo? tra l altro spesso non riusciamo a dosare bene la bustina,in quanto si alternano giorni in cui le feci sono solide ed ha difficoltà ad espellerle anche perchè,cosa che non ho citato sopra,come conseguenza della scariche mia mamma ha una ragade anale che le sta torturando letteralmente l'esistenza,insomma è la classica situazione del "cane che si morde la coda".
siamo stati da un proctologo in quale ci ha detto che l'unica soluzione per la sua ragade è l'intervento(ha fatto tantissime cure,ma la ragade si è cronicizzata).
Prima di fare l'intervento però ci ha detto che la cosa migliore è provare a regolarizzare il suo intestino.
Lui stesso ipotizza che la sua irregolarità puo anche essere dovuta ad un dismicrobismo intestinale:mia mamma è stata letteralmente bombardata da antibiotici.
Quest'ipotesi potrebbe essere presa in considerazione?
[#3] dopo  
Dr. Francesco Nardacchione
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Gentile signore
la Colestiramina è un farmaco che rende più fluida la bile e si prescrive quando vengono effettuati interventi sulle vie biliari per facilitarne il deflusso.
La domanda sull'assunzione della Colestiramina dovrebbe rivolgerla al gastroenterologo che segue la sua mamma che alla luce delle sue condizioni cliniche, della valutazione del funzionamento della endoprotesi biliare posizionata ad aprile e degli esami ematochimici epatobiliari potrà valutare se è il caso di proseguire la terapia o meno.
Concordo sulla necessità di regolarizzare l'intestino per contrastare la cronicizzazione di una ragade tuttavia sempre allo stesso medico potrebbe chiedere di valutare se potrebbe essere indicata l'integrazione della terapia con una crema topica che contrasti la sintomatologia della ragade e favorisca il processo di guarigione.

Cordiali saluti