Utente 367XXX
Buongiorno, ho 20 anni e ultimamente per problemi di salute mi sono dovuta recare in ospedale. Qui hanno cercato diverse volte di incannulare una vena e non riuscendoci hanno provato per l'ultima volta ad inserire l'agocannula a livello del polso. Inseritolo ho sentito un dolore lancinante nella zona del secondo osso metacarpale che arrivava a raggiungere la zona compresa tra il dito indice e il medio. A quel punto ho intimato all'infermiera di levarlo e per fortuna il dolore é scomparso. Tengo a precisare che detto dolore è stato molto simile ad una scossa elettrica. Tornata a casa però mi sono resa conto che se comprimevo il polso destro con la mano sinistra, il dolore alla mano tornava uguale a quello sentito durante l'incannulamento. Inoltre la cosa si ripete anche quando poggio il pugno chiuso su una superficie dura o iperfletto il dito indice. A cosa può essere dovuto tutto questo?
Vi ringrazio in anticipo.

Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

Esprimi un giudizio

Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

Raccontacela

[#1] dopo  
Dr. Federico Tamborini
36% attività
20% attualità
16% socialità
VARESE (VA)
Rank MI+ 72
Iscritto dal 2009
Gentile Utente,

vicino alla vena cefalica, che normalmente si utilizza come accesso venoso decorrono nel tessuto sottocutaneo dei rametti sensitivi terminali del nervo radiale. E' possibile che l'agocannula abbia stuzzicato un rametto nervoso determinando la stimolazione che ha avvertito quale "scossa". Il consiglio è di massaggiare la zona interessata 3-4 volte al giorno. In caso di "stordimento" del nervo si riprenderà nel giro di qualche settimana ed il massaggio favorirà l'assorbimento dell'eventuale ematoma che organizzandosi potrebbe altrimenti costringerlo in tessuto fibroso.

Cordialmente,
[#2] dopo  
Utente 367XXX

Iscritto dal 2014
Perfetto, grazie mille!