Utente 268XXX
salve, scrivo per mio padre 82 anni con cardiomiopatia ipertrofica, con ipertrofia ventricolare uniforme di grado severo (concentrica), setto ventricolare 20mm, diametro ventricolare sinistro 43mm (FE 50-55%), insufficienza mitralica moderata, ectasia dell'aorta ascendente 38mm, iperteso da sempre e bradicardico.
negli ultimi mesi alterna bradicardia a fibrillazione atriale.
in cura con bivis e coumadin.
2 settimane fa ha avuto una sincope.

di seguito il risultato dell'holter:

VEB 13 max 5 VEB/h
CPT 2
TV0
BIG 1 più lungo 4 battiti
TRIG 0

SVEB 7822
SVS 0
TSV 0
PAU 225 più lungo 3,2 s.
BRA 262 più lungo 4 battiti, FC min 42 bpm

FC media 70 bpm
FC min 44 bpm
FC max 127 bpm

battiti 98803 normale 99%

conclusioni: flutter atriale con rapporto di conduzione variabile da 2:1 a 16:1 e frequenza media compresa tra 44 e 127 min (media 70 min). episodi di depressione della conduzione AV con RR max di 3200 msec. rare exve 13 con due morfologie e due coppie. assenza di variazioni ischemiche transitorie del tratto ST-T.

in un holter fatto ad agosto con ritmo sinusale, oltre alle tante extrasistole SVEB, erano apparse solo 8 pause di cui una di 3,8 sec.

il cardiologo ha detto che deve impiantare il pace maker.

vi chiedo, secondo questo quadro clinico, è giustificato l'impianto del pace maker? alla sua età può subire un intervento del genere? ho letto che ci possono essere complicanze tipo anche la perforazione cardiaca.
grazie.

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[#1] dopo  
Dr. Alessandro Durante
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Buonasera,
Probabilmente le considerazioni fatte dal cardiologo sono molteplici.
Delle pause di 3.8 secondi sono significative, e non si può escludere che siano alla base di una sincope seppur la cosa vada attentamente indagata in un paziente con cardiomiopatia ipertrofica.
Per quanto riguarda le complicanze possono accadere, seppur quelle piu gravi come quella che ha descritto sono abbastanza rare.
Le consiglio di affidarsi al giudizio clinico del cardiologo di fiducia che saprà fare il bilancio tra rischi e benefici.

Cordiali saluti
Alessandro Durante
[#2] dopo  
Utente 268XXX

Iscritto dal 2012
grazie per la sua risposta.

siamo andati da un altro cardiologo (aritmologo) dove ci ha detto delle cose differenti dal primo.
secondo lui il pacemaker non serve perché bisogna impiantare un defibrillatore, perché la sua cardiomiopatia ipertrofica non dipende dall'ipertensione ma presume sia congenita. dice che di pause non si muore, mentre l'ipertrofia può portare ad aritmie mortali.
il flutter atriale non lo ha considerato per nulla.

alla fine siamo rimasti un po dubbiosi perché dato che è primario di una clinica privata (convenzionata) dove effettuano impianti, che ci sia un ritorno economico nel fare questo tipo di interventi ?(a volte a pensar male non si fa peccato).

detto questo le chiedo, in merito alla cardiomiopatia ipertrofica, le linee guide in quale caso prevedono l'impianto di un defibrillatore? ricordo che la sua ipertrofia non è di tipo ostruttivo ed ha un setto ventricolare intorno ai 20-25 mm.

grazie.