Utente 158XXX
Salve Gentili medici,
avendo un parente in emodialisi (con valori di creatinina di 3.4) da un mese, e soffrendo pertanto di insufficienza renale a seguito di scompenso cardiaco circa 3 anni fa, mi chiedevo se un 'acqua con residuo fisso pari a 22 mg/L potesse essere una soluzione sia per la ritenzione idrica che lo colpisce avendo gli arti inferiori gonfi che per aiutare i reni a lavorare meglio, piuttosto di una che contenga sali minerali, anche se alcuni suoi valori tipo ferro e sodio talvolta sono al di sotto della norma? quel è il giusto compromesso per urinare liquidi in maniere quasi regolare e apportare benefici a livello renale e cellulare ai fini di non affaticare i reni? grazie mille
cordiali saluti

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[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana
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Gentile Giovanotto,
la qualità intrinseca dell'acqua non è davvero molto importante, ad eccezione per le acque ad elevato contenuto di sodio (cosiddette "effervescenti naturali") che è saggio evitare. Diremmo che tutte le altre acque cosiddette "oligominerali" si possano equivalere, molto dipende anche dai gusti personali. Da non sottovalutare l'acqua potabile del rubinetto che non è affatto detto abbia caratteristiche molto diverse. L'equilibrio idrico viene interpretato e corretto dal nefrologo ricorrendo a diuretici o modificando la cadenza delle sedute emodialitiche.

Saluti
[#2] dopo  
Utente 158XXX

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Buongiorno dottore , intanto la ringrazio per la pronta risposta . Il dubbio mi sale nel caso il cui il paziente ha una carenza di sodio di per se che integra con farmaci. Però dall'altro lato un' acqua povera di sodio potrebbe essere più salutare della cosiddetta effervescente . Come dovrei regolare ,il tal caso, questa contraddizione ?
[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana
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Impossibile generalizzare. Eventuali situazioni particolari andranno corrette caso per caso conoscendo con precisione i parametri alterati.
[#4] dopo  
Utente 158XXX

Iscritto dal 2010
Ed è proprio ciò che non riesco a comprendere anche dal Pinto di vista scientifico.
Grazie mille in ogni caso