Utente 370XXX
Buongiorno,
sono un uomo di 46 anni in buono stato fisico, soffro di leggera ipertensione arteriosa per cui assumo dall'aprile 2014 la fatica pastiglia della pressione.
All'inizio del trattamento assumevo il Lobivon 5mg. ma a partire da settembre ho notato le prime avvisaglie di disfunzione erettile, non avevo difficoltà a raggiungere l'erezione ma a mantenerla nel tempo e avevo una certa pigrizia nell'iniziare un rapporto. Premetto che sono sposato da 7 anni e ho normalmente rapporti con mia moglie dalle 3 alle 5 volte settimana. il mio medico curante ravisando tra gli effetti collaterali di Lobivon la disfunzione erettile mi ha cambiato farmaco e utilizzo ora l'Icomb. Purtroppo dopo un mese di trattamento i problemi si sono ripresentati esattamente come prima. Avendo suddetto farmaco una casistica relativa alla disfunzione erettile limitata ho convento non fosse quello ma ho comunque provato a non assumerloe il problema è parzialmente sparito. Resta la leggera pigrizia e una durata limitata dell'erezione. Ho notato altresì che se sono parte attiva del rapporto questi problemi si attenuano. Nel frattempo essendo il problema divenuto un mio cruccio mi sono anche reso conto che il mio pene in posizione di riposo risulta particolarmente flaccido e sembra quasi accorciato e svuotato. Durante l'erezione non ho notato particolari cambiamenti di dimensione. Nel frattempo sono entrato in cura presso l'ospedale Policlinico di Milano per un calcolo renale e durante la litotrissia ho parlato con l'urologo del mio problema e come suggerimento, prima di addivenire ad una visita con un andrologo, mi ha dato l'utilizzo di Spedra 100 4 pastiglie, per un mese a scopo di "allenare" i corpi cavernosi del pene. L'ho acquistato ma non ancora utilizzato perché psicologicamente la vedo come una dichiarazione di problema serio. Sono preoccupato poiché sono passato da una vita sessuale molto attiva ad una vissuta con un po di pensieri. Che ne pensate?

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Gentile utente,
in effetti prima di passare ad una terapia vera e propria per la disfunzione erettile (quella assegnata potrebbe anche essere corretta) e che giustamente rappresenterebbe una "medicalizzazione" dell'atto sessuale, il colloquio andrologico è indispensabile.
L'insorgenza del problema non è mai determinata da un singolo fattore (nel suo caso la terapia ipertensiva) ma in genere è multifattoriale. E' proprio qui che interviene l'andrologo che con una attenta e dettagliata analisi di numerosi fattori:
fattori predisponenti, dei fattori scatenanti, stile di vita ecc. riesce ad individuarli e correggerli eventualmetne anche con l'ausilio faramcologico.
[#2] dopo  
Utente 370XXX

Iscritto dal 2015
la ringrazio, ora ho provato la terapia suggerita e di certo la differenza si sente, la vera sorpresa negativa è la diminuzione del volume e della lunghezza del pene che sembra svuotato. E' normale alla mia età oppure anche questo viaggia di pari passo con la disfunzione erettile vera e propria
[#3] dopo  
Dr. Gino Alessandro Scalese
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E' solo un effetto temporaneo. Forza e coraggio! "Alla sua età" si è ancora nel pieno del vigore sessuale l'importante è cogliere l'attimo al momento giusto.
[#4] dopo  
Utente 370XXX

Iscritto dal 2015
Grazie, dunque cosa mi suggerisce di fare? Io temo sia principalmente dovuto alla pastiglia della pressione anche se credo di avere una predisposizione personale e una sensibilità particolare agli effetti indesiderati dei farmaci. Un paio di anni fa ho assunto il propecia contro la caduta dei capelli e il problema era insorto immediatamente. appena smesso il farmaco tutto nella norma
[#5] dopo  
Dr. Gino Alessandro Scalese
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Non faccia strane congetture e rilegga quanto ho scritto sopra: un anti-ipertensivo da solo non può determinare il problema.
Il propecia come da lei notato dà solo un problema temporaneo che voi svanisce definitivamente.