Utente 133XXX
Salve, sono un neolaureato in Medicina e Chirurgia. Frequentando diversi reparti ospedalieri e studi di medicina di famiglia, ho notato che, in pazienti sottoposti a terapia con acido acetilsalicilico a basso dosaggio (100 mg), qualora insorgano episodi infiammatori transitori (ad es. artralgie, traumi, sindrome influenzale, ecc.), considerata l'impossibilità di somministrare un FANS classico poichè andrebbe ad ostacolare l'antiaggregazione piastrinica dell'ASA, si tratta il paziente con l'aggiunta di un coxib (nonostante siano spesso pazienti anziani che assumono molti farmaci e hanno diverse comorbidità, anche cardiovascolari, quali ipertensione o cardiopatia ischemica). La mia domanda a tal proposito è la seguente: posto che l'aspirina ha effetto antiaggregante piastrinico a basso dosaggio (100 mg) e antinfiammatorio ad alto dosaggio (300 mg), non sarebbe possibile fare assumere al paziente, per i pochi giorni necessari, una compressa da 300 mg di acido acetilsalicilico (così da garantire entrambi gli effetti antiaggregante piastrinico ed antinfiammatorio) al posto della cardioaspirina da 100 mg, per poi ritornare successivamente alla terapia abituale?

Grazie,
Cordiali Saluti

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[#1] dopo  
Dr. Tommaso Vannucchi
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gentile collega
può essere una scelta giusta aumentare il dosaggio a livelli antinfiammatori
[#2] dopo  
Utente 133XXX

Iscritto dal 2009
La ringrazio per la sua cordiale risposta,

Saluti