Utente 317XXX
Salve, mia madre ha 71 anni e l'8 Dicembre ha avuto una frattura spontanea del collo femore, operata il 12 (con l'inserimento di una staffa e di un chiodo - perdonatemi i termini poco specifici). È stata a riposo completo un mese e visitata il 17 Gennaio le han detto di cominciare a camminare con un deambulatore ascellare, che sta utilizzando da due giorni. Dal giorno della frattura sta facendo ancora iniezioni di clexane 4000 (dall'intervento sono trascorsi 47 giorni). L'ortopedico che l'ha visitata il 17 gennaio le aveva detto di non farne più ma il medico di base sostiene che la fase in cui si ricomincia a camminare sia la più delicata, per cui dovrà farne ancora (ha eseguito le analisi dei tempi di coagulazione e i valori sono risultati nella norma). Il parere discorde dei due medici sulla clexane mi porta a chiedere una vostra valutazione, per la quale vi ringrazio infinitamente.

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Dr. Umberto Donati
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È impossibile (oltre che vietato dalla Legge e dal Codice Deontologico) concordare o dissentire a distanza a proposito di una terapia prescritta da chi invece conosce la paziente e la sua storia clinica. Inoltre lo specialista può prescrivere o sospendere terapie ma è poi il medico curante a decidere se condividere o no la decisione del collega. È quindi un parere solo apparentemente discorde. È verosimile che presto anche il Curante sospenderà la profilassi della trombosi venosa profonda, patologia ben più temibile di qualche somministrazione in più. Se ha ancora perplessità in proposito, chieda pure chiarimenti al MMG.
Cordiali saluti