Utente 683XXX
Il soggetto per cui chiedo un consulto è mio padre,uomo anni 73, operato 2 volte al tunnel carpale mano dx in data Marzo 2007 e Gennaio 2008 presso strutture pubbliche locali.
Inizialmente lamentava dolori e formicolii notturni alla mano, sopratutto alle dita pollice indice e medio.
Dopo gli esami del caso si è deciso per l'intervento chirurgico, che è stato del tipo "miniopen".La mano è rimasta gonfia e dolorante per molto tempo, e per diversi giorni questi sintomi sono stati sottovalutati perché scambiati per normale decorso postoperatorio. La situazione è migliorata dopo una visita medica, alla quale è seguita una cura di 10gg di Medrol 16mg e un lungo ciclo di fisioterapia. Il dolore alle dita però non è scomparso, anzi è cominciato a comparire sopratutto durante il giorno e a seguito dell’uso normale della mano.
Il secondo intervento, fatto presso un’altra struttura e con tecnica open, ha avuto un decorso postoperatorio apparentemente migliore, ed è stata fatta una cura di 4 mesi con Byodinoral 600 ed un altro lungo ciclo di fisioterapia.
Nonostante questo mio padre avverte tuttora dolore e sopratutto bruciore alle dita, che si amplificano quando fa uso della mano.
E’ stata eseguita un elettromiografia il 21/5/08, il cui esito recita : “Nessuna attività volontaria nell'OP dx; nessuna risposta M per stimolazione del n mediano dx. CONCLUSIONI : segni di interruzione completa ed inveterata del mediano dx al polso”.
Il problema è che questo dolore sta influendo sulla psicologia del soggetto, che vorrebbe operarsi una terza volta. Purtroppo però l'esito dell'elettromiografia e la storia che ho appena scritto mi da l'idea di un problema oramai non più risolvibile.
Chiedo quindi un parere su un eventuale terza operazione.
Grazie mille.

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[#1] dopo  
Dr. Michele Milano
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MONCALIERI (TO)
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Gentile utente,
decisamente l'emg evidenzia un problema di una certa entità a carico del tunnel carpale.
E' fondamentale stabilirne la causa. Sarebbe opportuno per esempio eseguire una RMN del polso onde valutare se e quanto il nervo e compresso (anche un'ecografia in buone mani può dare le stesse informazioni) e in base a quella decidere.
Il fatto che suo padre ha una sintomatologia che peggiora con il movimento della mano fa pensare che vi sia una compressione esercitata sul nervo dai tendini flessori, motivo per il quale è opportuno fare anche il terzo tentativo (del resto l'alternativa è rimanere con il fastidio per il resto della vita e non mi sembra una brillante prospettiva)
Tanti auguri
[#2] dopo  
Utente 683XXX

Iscritto dal 2008
La ringrazio per la risposta e per gli auguri.
Il consiglio sulla risonanza magnetica è proprio quello che cercavo, mi spiego meglio: questa volta mio padre non ha più fiducia nelle strutture locali, quindi vorrebbe farsi visitare e operare al nord, in centri specializzati. Prima di intraprendere una serie di viaggi e una nuova operazione lontani da casa, vorrei avere qualche certezza, cosa che fino a questo momento ci era stata data a parole, ma evidentemente non ha rispecchiato i fatti.
Se lei o qualche altro suo collega ha qualche altro consiglio in proposito sono e siamo tutt'orecchi, anche perchè la situazone dal punto di vista psicologico, seppur questo non sia la peggiore delle malattie, è abbastanza esasperata, e tutto vorrei tranne un nuovo "fallimento".
Grazie mille per il tempo che dedicate a questo sito, e quindi a persone con problemi di salute.
[#3] dopo  
Dr. Michele Milano
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MONCALIERI (TO)
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Signora, capisco il problema, capisco anche la situazione psicologica.
Purtroppo le posso assicurare che non sempre è un problema del chirurgo ha effettuato l'intervento. Consideri che esistono nervi mediani che sono particolarmente sofferenti e che non riprendono neanche dopo un intervento di revisione.
Io sono un medico meridionale trasferito al nord e, mi creda, i problemi esistono un po' ovunque.
Fatto queste premesse ribadisco che un ulteriore tentativo va fatto (anche perchè peggio di così non credo che possa andare). Tuttavia consideri che esiste anche la possibilità che non abbia alcun miglioramento.
Cordialmente
[#4] dopo  
Utente 683XXX

Iscritto dal 2008
Le perdono il lapsus "signora", sono il figlio. Solo per sdrammatizzare,si capisce.

Personalmente sono del suo stesso parere, non è il sud o il nord il problema, ma dopo due operazioni in zona mio padre preferisce andare da uno specialista, come biasimarlo.
Comunque se una RMN ci può dare indicazioni precise sul tipo e l'entità del problema lo convincerò ad eseguirla prima di qualsiasi altra visita, in modo poi da prendere decisioni in maniera più informata.
Grazie ancora,
Andrea
[#5] dopo  
Utente 683XXX

Iscritto dal 2008
Dimenticavo un particolare che non so quanto possa essere importante per una daiagnosi: dopo la seconda operazione mio poadre ha riacquistato buona parte della sensibilità alle dita, che non aveva invece dopo la prima operazione. Il problema al momento è quindi rappresentato solo da questo "bruciore".
Cordialmente,
Andrea
[#6] dopo  
Utente 683XXX

Iscritto dal 2008
Mio padre si rifiuta di sottoporsi a una RMN,ne ha fatta una tempo addietro per altre ragioni ed è rimasto "scosso".
Il tecnico dello studio ha proposto una TAC,a me viene però il dubbio che la risoluzione della TAC non sia sufficente per valutare la compresione del nervo.E' un dubbio giustificato?
[#7] dopo  
Dr. Michele Milano
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MONCALIERI (TO)
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Si.
La rmn studia le parti molli, la tc l'osso