Utente 245XXX
Salve, nel 2011 ho avuto il primo PNX con sintomatologia importante (dispnea e dolore toracico trafittivo), sono stato ricoverato con posizionamento di drenaggio e dimesso dopo 5 giorni. Al controllo, la settimana seguente, RX mostrava una recidiva con collasso di 8 cm, ancora drenaggio per 8 giorni ed intervento in VATS pianificato dopo un mese (apicectomia + pleurodesi meccanica). Prima dell'intervento è stata eseguita una TC che evidenziava bolle in entrambi i polmoni, bolle che non si limitavano agli apici. Tutto è andato bene per i successivi 3 anni, fino a qualche settimana fa.

A riposo, dolore trafittivo retroscapolare improvviso, senza dispnea, scomparso però dopo circa mezz'ora. Per i successivi 3 giorni non ho avuto dolori (solo qualche "fitta" quando mi distendevo a letto), non ho avuto dispnea, solo tosse stizzosa sporadica, inoltre sentivo degli sfregamenti alla base del torace. Per scrupolo decido di andare al pronto soccorso ed un RX conferma una falda -solo apicale- di PNX di 2 cm in inspirazione e 4 cm in espirazione, ovviamente sul polmone già operato. Segue quindi posizionamento di drenaggio e ricovero per 4 giorni con polmone subito a parete, tuttavia si decide di effettuare un nuovo intervento durante il ricovero: causticazione pleurica con talcaggio, sempre in VATS. Il decorso dopo l'intervento è stato buono e non ci sono state perdite d'aria, dimissione dopo 6 giorni.
I chirurghi, alla visione dell RX effettuata in pronto soccorso, sospettavano che il precedente intervento avesse in qualche modo "protetto" il polmone dal collasso, protezione che non ha "funzionato" in zona apicale. Durante l'intervento hanno invece scoperto che non si era formata nessuna aderenza e non hanno trovato bolle.
E' passata una settimana dalla dimissione e sto decisamente peggio di prima (tanto che avrei preferito evitare di andare al pronto soccorso...): oltre alla normale affaticabilità post-intervento, alla sera ho sempre tosse stizzosa, e nonostante riesca a respirare "a fondo" senza problemi, ad ogni sbadiglio o sospiro segue un dolore all'emitorace operato, soprattutto retroscapolare. Il dolore è però di tipo urente, diverso da quello dei PNX precedenti, e soprattutto non è apparso all'improvviso, ma continuo, solo in inspirazione (durante i colpi di tosse non ho dolore).

Ora sono decisamente abbattuto dall'esperienza (pensavo che fosse tutto finito dopo la prima operazione) e questi fastidi non aiutano di certo, tra 4 giorni ho il controllo ma la prossima RX sarà tra un mese, spero che al controllo mi sappiano confermare se i fastidi sono normali o sono dovuti ad un'altra recidiva.

-Se dovesse essere un nuovo PNX, cosa è consigliato fare? Per forza toracotomia?
- Com'è possibile che il 1° intervento non abbia formato aderenze? Il talcaggio è più efficace?
- Esiste un trattamento definitivo, e non basato su rassicuranti percentuali nelle quali, a quanto pare, rientro sempre e comunque?

Ringrazio e mi scuso per la lunghezza del post.
[#1] dopo  
Dr. Michele Malerba
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Gentile utente , cerco di rispondere alle sue domande:
-Se dovesse essere un nuovo PNX, cosa è consigliato fare? Per forza toracotomia? Certo che vi è l'indicazione al re-intervento ( considerato che è una recidiva e peraltro nella sua storia clinica ha fatto anche un pnx controlaterale) che si può fare sempre in VATS , salvo impedimenti di natura tecnica.
-Com'è possibile che il 1° intervento non abbia formato aderenze? Il talcaggio è più efficace?
Certo che è possibile che il 1° intervento non abbia formato aderenze, in quanto è noto che il talcaggio e la causticazione pleurica , rispetto alla pleurodesi chirurgica, danno senz'altro risultati inferiori per l'incompletezza del trattamento e per le possibili complicanze ( specie il talcaggio ).
- Esiste un trattamento definitivo?
Certo , e la pleurodesi chirurgica , ovvero l'asportazione totale della pleura parietale dall'apice alla base del polmone che può essere eseguita anche in VATS.
Disponibile per ulteriori chiarimenti invio cordiali saluti.