Utente 229XXX
Gentili dottori ho bisogno del vostro aiuto e del vostro possibile conforto.
Il giorno 1 febbraio ho misurato la PA dopo una settimana di influenza di sera e avevo 160/90. Questi valori mi hanno subito allarmata poiché io ho misurato spesso la pressione (ogni due o tre mesi, l'ultima volta un mese fa) e quando proprio ero agitata (sono un soggetto molto ansioso e spesso a detta dei medici altero la pressione e il ritmo cardiaco negli ecg, a volte hanno dovuto ripetermeli dopo avermi fatto calmare) non andava oltre i 140/80. Ad ogni modo essendo sera tardi e avendo avuto la febbre influenzale ho attribuito il tutto a quella (avevo preso 3 fans, l'ultimo il giorno prima) sono andata a letto pensando di misurarla il giorno successivo, e cosi stessa pressione per la mattina e il pomeriggio 160/90. Ovviamente ero agitata e ogni volta che la rimisuravo e vedevo che non scendeva mi agitavo sempre più e la sera è arrivata a 180/120, ho chiamato il medico e mi ha detto di andar di corsa in ospedale, il che mi ha terrorizzata, arrivata dopo una ventina di minuti in ospedale super agitata la pa era 160/90, ecg normale, e mi hanno dato codice verde e detto di attendere. Dopo due ore mi hanno rivisitata, io sempre più agitata da tutto quello che vedevo al pronto soccorso e la pa è passata a 150/100, mi hanno fatto le analisi e ridetto di aspettare. Dopo altre due ore di attesa snervante in una saletta caotica e affollata, ancora più agitata essendo le analisi del sangue negative volevano dimettermi dicendo che non era nulla di grave, ho richiesto in preda a una crisi di ansia e tremori di misurare la pa ed era 180/120,cosi mi hanno dato un farmaco antipertensione e dopo altre due ore la pressione è scesa a 120/80 e mi hanno dimessa a mezzanotte con: ipertensione lieve benigna a seguito di crisi di ansia, si rimanda al medico curante. Il giorno dopo sono andata dal cardiologo spaventata e insonne, ecg nella norma con lieve tachicardia, ecocolordoppler cardiaco assolutamente normale (lo facevo ogni anno), normale aorta addominale e quella del collo. Il cardiologo ha detto che sono sana non ho segni di pregressa ipertensione e che secondo lui potrebbe essere un episodio anche se dura da diversi giorni e che vuole andare cauto prima di parlare di ipertensione. Mi ha prescritto aldosterone e renina che ho effettuato oggi, nel frattempo mi ha detto di non prendere farmaci tranne uno che mi ha dato in caso la pa arrivasse nuovamente a 180/120. Ieri sera infatti cosi è stato 180/100 e ho dovuto prenderlo e la pa è scesa a 160/100 e non meno. Dopo altra notte insonne mi hanno chiesto di fare una passeggiata rilassante e dopo rimisurare la pa ed è scesa a 140/90. Nel pomeriggio è risalita a 160/95. Che mi succede? Sono diventa improvvisamente ipertesa? Ho paura che questa pressione mi causi qualche aneurisma cerebrale, non dormo, non sto lavorando, mangio poco, sono in crisi!!

Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

Esprimi un giudizio

Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

Raccontacela

[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
32% attività
20% attualità
16% socialità
SVIZZERA (CH)
Rank MI+ 68
Iscritto dal 2007
Gentile Signora,
credo proprio che la sua ipertensione così variabile sia legata ad uno stato ansioso.
Parlo anche in virtù di quello che le ha detto il cardiologo che l'ha visitata.

Sicuramente le è stato prescritto almeno il dodaggio di Cortisolo, ACTH, Reninemia basale, Aldosterone, catecolamine plasmatiche, catecolamine urinarie nelle 24/h, elettroliti, creatininemia, microalbuminuria.
Inoltre almeno un'ecografia addominale con riguardo alla morfologia renale, al rapporto cortico midollare, e allo studio ecografico, per quanto possibie accurato, dei surreni.

Un esame del Fundus Oculi è anche fondamentale nella stadiazione della ipertensione.

Un Holter pressorio/24h (ABPM) sarebbe utilissimo nel suo caso, stante la attendibilità sovente scarsa delle automisurazioni.

Il farmaco che le ha prescritto il collega per le emergenze è probabilmente la nifedipina: alla sua età non si aspetti cali pressori superiori a 20mmhg; in più tenga presente che il farmaco è tachicardizzante e sovente la tachicardia genera ancora più ansia. Per quello glielo dico: per evitarle una corsa al PS per una tachicardia riflessa da Nifedipina sulblinguale.
In ogni caso consideri questo consulto via web per quello che può valere: lei ha la fortuna di avere un cardiologo non virtuale che saprà sicuramente gestirla e porre la giusta diagnosi.
Resto a disposizione.
Cordialità.
[#2] dopo  


dal 2015
Grazie mille dottore per la risposta.
Il medico per ora sostiene che è una risposta ansiosa in seguito alla prima lettura, e come le ho detto, io sono in uno stato di nervosismo acuto, ora ho paura di far tutto anche di riprendere a lavorare e quindi sto in casa a pensare alla pressione tutto il giorno e cosi facendo non si riesce a capire se è pressione ansiosa o no. Secondo lei posso riprendere la mia vita nel frattempo?
Inoltre ho paura che una eventuale ipertensione mi abbrevi di molto l'esistenza essendo io ancora molto giovane.
Mi rendo conto che questo è un circolo vizioso di causa ed effetto ma non so come uscirne.

La cp che mi ha dato ha come principio attivo l'amlodipina (non scrivo il farmaco perché non so se posso scriverlo qui) e la pressione come ha scritto lei scende di poco di 20 max 30mmhg, mentre quello che mi diedero in ospedale (clonidina) me la riportò a 120/80 oppure semplicemente ero io che mi sentivo più protetta questo non lo so.

Riguardo le analisi per ora mi ha prescritto solo renina e aldosterone in orto e clino, poi mi ha detto che me ne darà altre, molte le avevo già fatte due mesi fa perché le controllo ogni anno quindi per ora non me le fa ripetere e quindi posso dirle, tra quelle che lei ha elencato che

la creatinina è normale
la microalbuminuria è normale
l'ecografia dell'addome completo (fatta due mesi fa) vede tutti gli organi nella norma
Il fondo oculare è perfetto, a dicembre ero andata dall'oculista per controllo della lieve miopia e lui fa sempre il fondo oculare ogni volta.
In ospedale al ps mi hanno poi fatto questa serie di analisi:
glicemia, creatinina, azotemia, ckmb, cpk, emocromo, got, gpt, potassio, latticodeidrogenasi, sodio, troponina t alta sensibilità e sono uscite tutte normali.

Non si preoccupi so bene che internet non sostituisce il medico reale, però avere una opinione mi rincuora molto anche sul fatto se sto seguendo la via giusta, il fatto di avermi lasciata senza terapia mi ha preoccupata perché mi chiedo se una pressione cosi alta in questi giorni non possa creare danni, ma il dottore ha detto che la diagnosi di ipertensione nei casi come i miei non va fatta subito.

Riguardo l'holter credo falserò anche quello perché io mi agito quando me la misuro, indipendentemente da chi me la misura, quindi ogni volta che inizia a pompare mi agita ma comunque pazienza se devo metterlo lo metterò.
L'unico dubbio? Se poi sale a 180/120 e io avendo l'holter non lo so non è pericoloso?
[#3] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
32% attività
20% attualità
16% socialità
SVIZZERA (CH)
Rank MI+ 68
Iscritto dal 2007
Gentile Signora,
alla luce del suo racconto credo che lei abbia creato un "perverso "circolo vizioso ansia - ipertensione - ansia.
In questo caso l'uso di un ansiolitico per breve periodo non sarebbe una tragedia.

Certo che deve uscire, restare in casa a pensare alla ipertensione o peggio a misurarla ogni ora non giova affatto.

Per quanto riguadra la terapia delle crisi ipertensive:
la Clonidina è un eccellente farmaco e abbassa la pressione in modo sicuro e "concretamente" ma le fiale EV/SC/IM che prima erano disponibili anche in farmcia ora sono in fascia H quindi reperibili solo negli ospedali (P.S. in primis). Del resto è un farmaco che non potrebbe autosomministrarsi.

Per quanto riguarda l'amlodipina: per le urgenze ipertensive non le serve assolutamente a nulla; è un ottimo calcioantagonista e può essere usato in terapia ma per la latenza di azione se lei arriva ad una minima di 120 la compresa presa "una tantum" de facto non le serve a nulla. Sarebbero più utili delle gocce di un asiolitico tipo Diazepam o Delorazepam.
Per le emergenze ipertensive si usa ambulatorialmente la Nifedipina in gocce o in capsule da masticare per via sublinguale: come le ho già scritto ieri il farmaco abbassa la P.A. di circa 20mmhg e può dare lieve tachicardia.

Infine: non so se ella abbia familiarità ipertensiva: se non la ha è d'obbligo escludere che si tratti di una ipertensione secondaria.
E' d'obbligo anche escludere che si tratti di un piccolo feocromocitoma.
Magari lo faccia presente al suo medico.
Cordialità.
[#4] dopo  


dal 2015
Grazie dottore, a questo punto non so perché il medico mi ha dato l'amlodipina come urgenza. Mi ha detto anche lui di prendere un ansiolitico.

Non so quanti membri della famiglia devono avere l'ipertensione per parlare di familiarità, però si, mia madre è ipertesa dall'età di 38 anni, a suo tempo non fu indagato niente, in seguito ad un singolo episodio di tre o quattro giorni di pressione alta le diedero la terapia e non si è mai saputo se davvero ne avesse bisogno o era solo un periodo di stress perché da allora non le hanno fatto sospendere più la compressa. Negli anni successivi fu cercata una eventuale causa ma non è mai risultato nulla.
Non ho altri familiari con ipertensione.

Le cose immagino siano cambiate per questo forse il medico non vuole darmi subito la terapia ora ma vedere prima cosa succede. Mi ha detto che per fare una diagnosi a vita bisogna essere prima sicuri.

Grazie ancora.
[#5] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
32% attività
20% attualità
16% socialità
SVIZZERA (CH)
Rank MI+ 68
Iscritto dal 2007
Cara Signora,
il suo medico la conosce molto meglio di me.
Resta che le ha dato un farmaco che si usa in terapia cronica e che in urgenza non le serve a nulla.

Sono d'accordo pienamente che i criteri per la diagnosi di ipertensione arteriosa sono cambiati nel tempo, come pure i valori pressori che definiscono un individuo iperteso.

Ciò non significa che per fare una diagnosi di ipertensione occorra aspettare mesi.

Forse il consulto di un bravo cardiologo potrebbe essere più dirimente e risolutivo: che ne pensa?

Cordialità.
[#6] dopo  


dal 2015
Il problema è capire chi sia "bravo", mai come nella medicina mi sono resa conto che se chiedi a 10 medici hai 10 risposte diverse, quindi io non sono in grado di capire chi è bravo o no.
[#7] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
32% attività
20% attualità
16% socialità
SVIZZERA (CH)
Rank MI+ 68
Iscritto dal 2007
Cara Signora,
in genere le U.O. universitarie di Cardiologia hanno una sezione destinata allo studio e alla cura della ipertensione.
Faccia intanto riferimento a quelle.

D'altronde sua è la salute e sua l'ipertensione, per cui sta a lei decidere a chi farla gestire.
Anche questo mi pare assai giusto.
Cordialità.
[#8] dopo  


dal 2015
Va bene la ringrazio.

Le chiedo solo un'ultima cosa, un solo caso in famiglia è già considerata possibile familiarità?
[#9] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
32% attività
20% attualità
16% socialità
SVIZZERA (CH)
Rank MI+ 68
Iscritto dal 2007
La presenza di una madre ipertesa può supportare la definizione di "familiarità ipertensiva" .

Se poi erano ipertesi anche i nonni o gli zii la familiarità è assodata.

Cordialità.