Utente 359XXX
Buonasera dottori,
sono un ragazzo di 30 e da poco tempo ho una nuova partner. Il nostro rapporto va benissimo e abbiamo un'ottima intesa sessuale. Forse troppo. A parte il primo rapporto avuto, il quale è durato un tempo che io reputo assolutamente normale, è da circa 3 rapporti consecutivi che penso di eiaculare troppo presto, o almeno eiaculo prima di quando vorrei.

In pratica dopo le stimolazioni tipiche dei preliminari, durante i quali inizio già a sentire le pulsioni che precedono l'orgasmo ma non eiaculo, si passa alla penetrazione vaginale e lì dopo poco, nell'ultimo caso dopo pochissime "spinte", mi capita di non riuscire a trattenere l'eiaculazione.
La causa penso sia esclusivamente psicologica, la partner è "nuova" e mi piace tantissimo, la trovo bellissima e questo super eccita la mia fantasia. Cerco di recuperare subito appena passato il periodo refrattario, che fortunatamente è breve, ma ho notato che questa forzatura infastidisce la partner scatenando un processo a catena.

Sono un soggetto abbastanza ansioso, ma questo rapporto lo sto vivendo veramente bene, quindi non riesco a capire come mai mi capiti (in passato mi è capitato raramente), inoltre non so se la stimolazione precedente al rapporto possa influire, fatto sta che eiaculo prima di quando vorrei.

Cosa posso fare?
Grazie.

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[#1] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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Caro Utente,il minore controllo di tutte le fasi della eccitazione sessuale maschile,cioè',eccitazione,mantenimento ,eiaculazione ed orgasmo,e'un evento che puo' accadere abbastanza frequentemente,specie quando si e' ai primi incontri e allorshe' si verifichi la sublimazione amorosa che si caratterizza quando il maschio desidera troppo la partner.Credo che il rapporto sia ancora troppo giovane per giustificare paure ma,se il fenomeno persiste,una visita andrologica con una diagnosi di primo livello,diventa ineludibile.Cordialita'
[#2] dopo  
Utente 359XXX

Iscritto dal 2014
Grazie dottore per la sua risposta. Ieri purtroppo è capitato di nuovo e la cosa sta diventando imbarazzante, spero non si instauri un processo a catena di tipo psicologico in cui alla frustrazione segue una cronicizzazione del fenomeno. Se dovesse persistere a lungo non esiterò a contattarla visto che esercita nella mia regione d'origine. Potrebbe essere conseguenza di una prostatite asintomatica? La ringrazio.