Utente 798XXX
Salve,

mi e' stata diagnosticata una fistola arterovenosa popliteale e mi e' stato detto che dovro' subire un'intervento chirurgico. QUALE? In un primo consulto il medico chirurgo ha escluso la possibilita' di eseguire un intervento endovascolare con stent, data la posizione della fistola e la particolarita' anatomica (piegamento del ginocchio). In un secondo consulto con un secondo chirurgo invece mi e' stato detto che uno stent e' possibile. Qualcuno mi puo' aiutare a capire cosa si deve fare? Quali sono i pro e i contro dei due approcci? Ho 39 anni ed ero molto sportivo prima di questo problema. Di fatto, la fistola e' stata provocata molto probabilmente dall'intervento di ricostruzione di un crociato subita un anno fa.

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[#1] dopo  
Dr.ssa Maria Morena Morelli
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Gentile Utente,
come le avranno già spiegato, la presenza di una fistola artero-venosa a livello di un arto determina alterazioni di flusso a carico del distretto venoso interessato ( flusso arterioso con elevata pressione che viene 'deviato' nel distretto venoso a più bassa pressione) con possibili complicanze da iperafflusso venoso ( es. edema da stasi dell'arto, comparsa di varicosità secondarie, complicanze da varicosità, etc..). Inoltre, la presenza della fistola può determinare segni di insufficienza arteriosa con embolizzazioni periferiche e sofferenza ischemica dell'arto.
Pertanto, dopo attenta valutazione diagnostico-strumentale, la presenza di una fistola arterovenosa acquisita induce spesso indicazione a trattamento.
La scelta del tipo di trattamento (endovascolare o chirurgia 'tradizionale') è condizionata da diversi fattori (es. sede e dimensioni della fistola, età e condizioni fisiche del paziente,...).
Personalmente, anche in considerazione della Sua età (“..ho 39 anni ed ero molto sportivo..”), ritengo sia preferibile il trattamento chirurgico tradizionale; ma, in considerazione dei limiti del consulto per via telematica, ritengo, altresì, fondamentale che Lei chieda TUTTE le possibili complicanze ed indicazioni delle due metodiche ai colleghi chirurghi che l'avranno in cura e che SOPRATTUTTO avranno la possibilità di visitarla e visionare le indagini diagnostico-strumentali effettuate.

Dott.ssa M.M.Morelli
[#2] dopo  
Dr. Tommaso Lupattelli
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Gentile Signora,

considerando la sua età mi verrebbe da sconsigliarle l'utilizzo di uno stent. Ovviamente non ho visto le immagini e non conosco il suo caso dettagliatamente. In qualche caso è però possibile posizionare per via endovascolare una semplice spirale ( piccolo "pezzettino" di metallo) per ottenere la chiusura della fistola. La manovra tuttavia è delicata e richiede un operatore esperto in questo campo. Ciò, tuttavia, eviterebbe l'utilizzo dello stent.

Cordiali saluti,

dr Tommaso Lupattelli

[#3] dopo  
Utente 798XXX

Iscritto dal 2008
Cari Dott. Morelli e Lupatelli, innanzitutto vi ringrazio per le risposte.
Le valutazioni diagnostico-strumentali hanno accertato che si tratta di una fistola ad alto carico e che quindi necessita di trattamento chirurgico se non immediato, quanto meno urgente. Sto ricevendo numerosi pareri negativi sull'utilizzo dello stent, soprattutto da medici italiani. Vivendo in Inghilterra ho potuto pero' sentire anche pareri d'oltremanica, e sembrano molto piu' propensi per l'intervento endovascolare (molto probabilmente vicino alla metodologia descritta dal Dr Lupatelli, perche' ho visto il materiale che dovrebbero inserire), per lo meno in un primo momento. La mia domanda allora sarebbe: se procedessi per via endovascolare e poi necessitassi di un intervento classico, quali le complicanze in questo caso? Ma soprattutto, quali le limitazioni motorie dovute alla posizione dello stent (o presunto tale) in corrispondenza dell'articolazione del ginocchio?

Cordiali saluti
[#4] dopo  
Dr. Tommaso Lupattelli
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Cara Signora,

lo stent non limita assolutamente i movimenti. Potrebbe dare qualche problema in più in caso di necessità di una successiva chirurgia.
Sempre comunque che le applicchino uno stent e non spirali. Le spirali infatti sono ancor meno traumatiche e più facilmente removibili in caso di necessità.

Cordiali saluti,

Dr Tommaso Lupattelli