Utente 215XXX
Gentili dottori di Medicitalia,
vi scrivo per chiedere alcuni chiarimenti sulla condizione di mia mamma (65 anni, 66 kg, 165 cm) che, una decina di giorni fa, scivolando, ha riportato una frattura del corpo vertebrale di D9. Preciso che non ha battuto la schiena ma ha compiuto una torsione del busto seguita da dolore acuto. Riporto il referto della radiografia: "riduzione di altezza del corpo vertebrale di D9 più verosimilmente su base osteopenica. Non evidenziabili lesioni ossee focali traumatiche di aspetto recente". E della TAC: "si osserva frattura del corpo vertebrale di D9 caratterizzata da evidente discontinuità corticale del muro anteriore e dei margini laterali e da riduzione di altezza del soma". Potreste sciogliere in parole semplici la diagnosi?
Le è stato prescritto di trascorrere un mese prevalentemente a letto (può alzarsi per mangiare e per andare in bagno) e l'uso di un busto a tre punti che può togliere la notte. Potreste sciogliermi i seguenti dubbi:
- Mia mamma fatica molto stare a letto e trascorre, a mio avviso, troppo tempo seduta sul divano o sulla sedia: quali conseguenze potrebbe avere questo suo comportamento?
- Quando è a letto utilizza due cuscini sotto la testa: può farlo o sarebbe meglio di no?
- È preferibile un materasso morbido o rigido?
- È opportuno procurarle, in via preventiva, un materasso antidecubito?
Infine, sapreste spiegarmi perché dopo due giorni dall'infortunio le si è formato un ematoma alla caviglia che, sebbene migliorato, ad oggi non è ancora del tutto sciolto?
Mi scuso per la banalità delle mie domande, ma dovendo occuparmi da sola di una paziente un po' ribelle e restia a seguire le prescrizioni datele, spesso sono assalita da dubbi e desiderosa di un confronto con personale competente.
Ringrazio e saluto

[#1] dopo  
Dr. Salvatore Roccalto
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Gentile Signora,
se quanto refertato alla Rxgrafia e alla TAC corrisponde a verità, possiamo classificare la frattura di sua mamma come tipo A1 sec. Magerl (frattura stabile), pertanto il trattamento in fase iniziale è sicuramente conservativo, raccomandando alla mamma di assumere le posizioni a lei più confortevoli senza nessun obbligo di restare a letto o di indossare il busto, ma anzi incoraggiare il movimento e le passeggiatine compatibilmente al suo dolore, nella stragrande maggioranza dei casi tutto si risolve spontaneamente nell'arco temporale di circa 3 mesi, ma se ciò non dovesse accadere è necessario rivalutare la frattura clinicamente e con risonanza magnetica al fine di capire se c'è indicazione chirurgica ala soluzione del problema.
In considerazione alla tipologia dell'evento traumatico descritto (a bassa energia), devo ipotizzare che la frattura in questione sia da considerare come frattura da fragilità ossea (osteoporosi) e pertanto meritevole di accertamenti e cure in tale direzione
L'ematoma alla caviglia è con molta probabilità la conseguenza diretta del trauma distorsivo che ha procurato la scivolata o viceversa (scivolata che ha procurato la distorsione alla caviglia)
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 215XXX

Iscritto dal 2011
Ringrazio per la risposta.
Ad un mese dalla frattura, il referto della radiografia riporta: "postumi di frattura del corpo vertebrale di D9 caratterizzata da evidente deformazione cuneiforme di entità ulteriormente incrementata rispetto al precedente controllo". A cosa può essere imputabile questo peggioramento?
L'ortopedico ha consigliato RMN rachide dorso lombare e visita da uno specialista in radiologia interventistica per eventuali indicazioni a vertebroplastica.
Qual è il vostro parere?
Infine, l'ortopedico sostiene che mia mamma, indossando il busto, possa fare tutto; questa valutazione mi lascia un po' dubbiosa e perplessa . Per esempio, posso accompagnarla in macchina o ci sono delle controindicazioni?
Grazie per la disponibilità.
Un cordiale saluto,
Sara
[#3] dopo  
Dr. Salvatore Roccalto
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Buongiorno Sara,
la deformazione del corpo vertebrale è imputabile alla storia naturale della frattura, ma a questo punto, prima di esprimere un mio parere, ho necessità assoluta di valutare le immagini Rxgrafiche e di RM
Cordialmente,
Salvatore Roccalto